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giovedì 1 ottobre 2015

MOSTRA SUL FUTURISMO AL MUSEO. IL MAGO DEPERO NELLA CITTA’ DI ANTONELLO

Un po’ più di una conferenza stampa, un incontro vero e proprio, in “platea” decine di giornalisti, molti dei quali appassionati e affascinati sia dall’”Invenzione Futurista” e dall’idea stessa delle “Case d’arte”, sia dal protagonista della mostra, il “mago Depero”, ma anche dall’adeguamento museografico dell’ex Filanda Mellinghoff  e dall’allestimento che “introduce” le opere attraverso suggestioni fatte di colori e parole, e di spazi che guadagnano dimensioni inedite alle opere esposte. 



“Con non celato orgoglio che possiamo oggi assistere nella città di Antonello all’arrivo del Mago Depero, lo strabiliante e ingegnoso protagonista del futurismo, ossia del movimento artistico italiano più rilevante del ventesimo secolo e maggiormente celebrato nel mondo”. Per Gianfranco Maraniello, Direttore del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, cui si deve, in collaborazione con il Museo Regionale di Messina, la realizzazione della mostra “L’Invenzione Futurista. Case d’arte di Depero”, l’esposizione che aprirà i battenti della futura destinazione dell’Ex Filanda Mellinghoff a Messina è opportunità di particolarissimo valore. 


“L’ampia rassegna che la Regione Sicilia e il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina hanno inteso dedicare alla figura di Fortunato Depero costituisce una straordinaria occasione per ammirare opere e oggetti d’arte applicata in un inedito itinerario”, spiega il Direttore. “La curatela di Nicoletta Boschiero e Caterina Di Giacomo ha garantito un approfondimento di quei temi abitualmente proposti nella Casa d’Arte Futurista a Rovereto. La mostra, infatti, pone l’attenzione soprattutto sul Futurismo, la sua longevità e il suo valore contemporaneo, ma aprendosi anche alla sua felice declinazione regionale che tanta fortuna ha avuto negli anni tra le due guerre dando voce a specifiche esperienze locali che ad esso si sono ispirate. E in tal senso vanno osservati i sodalizi che hanno legato Depero a Guglielmo Jannelli ed ai messinesi. Con tale esposizione - conclude Maraniello - prosegue l’importante collaborazione del Mart con la Regione Sicilia nel comune intento di promuovere l’arte attraverso rassegne di alto profilo, capaci di presentare al pubblico maestri dell’antico e del contemporaneo”.

“L’invenzione futurista. Case d’arte di Depero”, promossa dal Museo Regionale di Messina in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, trova nella presentazione alla stampa una “prova generale” che ne predice il successo. L’intervento di Nicoletta Boschiero, responsabile Mostre e Collezioni del Mart e responsabile della Casa d’arte Futurista Depero, ripercorre la storia di Depero, ma anche la storia di quello che Enrico Crispolti ha definito “Secondo Futurismo”, ricordandone, tra l’altro, la longevità ma anche la particolare, impegnativa volontà di ricostruire, scaturita dall’esperienza drammatica della Grande Guerra. 

“La mostra ‘L’invenzione futurista’ a Messina vuole raccontare, attraverso le opere esposte, l’attività di Depero legata alle Case d’arte”, spiega Nicoletta Boschiero, responsabile Mostre e Collezioni del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e responsabile della Casa d’arte Futurista Depero. “È importante - sottolinea la studiosa - definire il tempo, il momento storico in cui si sviluppano le Case d’arte: i futuristi cambiano rotta durante il primo conflitto mondiale improvvisando e sperimentando una creazione artistica che sarà sempre più intrecciata al mondo del design.  Concluso il periodo rivoluzionario e de-costruttivo dei primi anni, s’inaugura la seconda stagione futurista,  grazie al progetto di Depero e di Balla, con il manifesto ‘Ricostruzione futurista dell’universo’ del 1915, in uno spirito di rinnovamento ma anche di recupero e produzione proto industriale.”

Caterina Di Giacomo, direttrice del Museo Regionale di Messina e curatrice, con la Boschiero, della mostra, interpreta il suo doppio ruolo passando felicemente dalle notizie sui lavori condotti all’Ex Filanda, destinatari di un finanziamento europeo, e sulle linee progettuali che li hanno presieduti, grazie alle quali l’Ex Filanda si candida a diventare spazio espositivo per eventi temporanei, nazionali e internazionali, fino alle notizie più dettagliate sulla mostra, con la presenza di capolavori anche delle origini del Futurismo sino alle testimonianze del futurismo della Messina post terremoto, prodotti editoriali compresi. 

Una mostra che comincia là dove si conclude la collezione permanente, “scavalcando” la terribile cesura del terremoto del 1908 e restituendo a Messina il ruolo di protagonista della contemporaneità. Un Primo Novecento paradossale, di distruzione e ricostruzione, lutto e nascita,  dal quale il Museo Regionale di Messina prende le mosse per tessere una cucitura paradigmatica tra il “prima” e il “dopo”,  così che nell’ex Filanda Mellinghoff, accanto ai capolavori della mostra “L’Invenzione Futurista. Case d’arte di Depero” restano a disposizione dei visitatori, in occasione unica e irripetibile, i capolavori delle prime sei sale della collezione storica, i Caravaggio, gli Antonello. 


E sta anche in questo – nel gusto di una provocazione estetica e storica che sottolinea, sopra tutto, la continuità spesso negata di “capitale” culturale e delle sperimentazioni della città – il valore di “unicum” dell’esposizione, curata dal Museo di Messina in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Esposizione, peraltro, che possiede connotati di originalità tali da renderla “evento” di per sé. Con i Depero, i Balla, i Severini, vanno in mostra infatti – tra opere e foto, riproduzioni anastatiche e suggestioni di colori e scritte – gli anni del Futurismo messinese, irradiato dal fervore ricostruttivo, “rinascimentale”, che si schiude dall’azzeramento del 1908 e di questo fa “opportunità”. 

“Che la città sia risorta da subito lo dimostra il suo importante contributo al Movimento avanguardista del futurismo, che si avvia proprio l’anno dopo il sisma e che oggi analizziamo nella fase preconizzata dal manifesto ‘Ricostruzione futurista dell’Universo’ del 1915, che ha dato vita a una forma d’arte totale spaziando dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità, ben rappresentata dalla forza inventiva di Depero e degli altri artisti selezionati”, sottolinea Caterina Di Giacomo, Direttore del Museo regionale di Messina dal 2013, già Responsabile della Unità Operativa “Promozione e recupero arte moderna e contemporanea” della Soprintendenza Beni Culturali di Messina, oltre che Docente di Storia dell'Arte Contemporanea dell’Università di Messina. 

”L’‘azzeramento’ della città siciliana, ‘emancipata’ dal suo passato - spiega ancora la studiosa - si propose nell’immaginario collettivo avanguardista come simbolo della rinascita, mentre fondatori del movimento intrattengono proficui rapporti con un gruppo di giovani intellettuali messinesi, fra i quali i redattori, poeti paroliberi, della ‘Balza’ futurista, mentre al ruolo di Jannelli e ai sodalizi con Depero, Balla, lo stesso Marinetti è affidato il prosieguo del fenomeno futurista nella provincia messinese che vede nella straordinaria realizzazione di Angiolo Mazzoni l’ultimo, significativo exploit”.

Un episodio, quello che si racconta di Messina, a conclusione de “L’Invenzione Futurista”, che si assomma alle occasioni mancate e ne ridisegna i confini. Non a caso, l’operazione sul Futurismo è stata pensata per presentare alla città la nuova destinazione dell’Ex Filanda, finora sede storica delle collezioni permanenti del Museo, divenuta oggetto di un innovativo intervento di adeguamento museografico finanziato dalla Comunità Europea (progettista e direttore dei lavori l’arch. Giovanni Anastasio). Una nuova destinazione con cui – di fatto – s’inizia la nuova vita del Museo stesso. Nell’Ex Filanda da ora in poi saranno accolte  le mostre temporanee, che è poi un altro modo per dire che troveranno spazio il contemporaneo, i suoi umori, le evenienze culturali, le manifestazioni artistiche.

“L’approvazione degli interventi, finanziati dalla Comunità Europea, preliminari all’apertura del nuovo Museo di Messina e relativi all’adeguamento della sede storica, oggi conclusi - aggiunge la Direttrice - ci consente di definire un polo di straordinaria attrattività, garantendo la valorizzazione di un patrimonio inestimabile, documento della poliedrica cultura artistica della città preterremoto. Si avvia con questa affascinante mostra, curata in collaborazione con il Mart di Rovereto, la futura destinazione della ex Filanda Mellinghoff, che si candida per l’ospitalità di eventi espositivi di rilievo internazionale, nella stessa area ove insiste la nuova sede, con il percorso permanente ridefinito dalla sezione archeologica fino alle soglie del 1908”

A chiudere gli interventi, quello di Gianfranco Anastasio, progettista e direttore dei lavori di adeguamento dell’Ex Filanda ma anche dell’allestimento della mostra, per il quale il tema portante degli impegni assunti e portati a compimento è quello di contribuire – come Museo – alla ricostruzione, alla riappropriazione da parte della città e dei cittadini, dell’identità di Messina, delle radici come anche delle capacità di elaborazione culturale oltre che di conservazione e proposta. 

Una questione di “identità”, anzitutto. A dire, cioè, che questo luogo particolare, l’ottocentesca Filanda Mellinghoff, rappresenta imprenscindibile “tappa” identitaria della città, dal 1914 in poi, da quando vi hanno preso sede il Museo di Messina, la sua collezione permanente, i capolavori da Antonello a Caravaggio. Solo che l’“identità” oggi è forma che si delinea anche nel confronto, nello scambio. Ed ecco perché i lavori di adeguamento che si sono conclusi il 4 marzo di quest’anno, ideati e portati avanti con l’obiettivo di trasformarla in spazio per eventi e mostre temporanee, rappresentano un tassello importante per assicurarle la vitalità e l’apertura necessarie.

“La cultura oggi, e la cultura museale in particolare - spiega Gianfranco Anastasio, l’architetto del Museo di Messina che ha progettato e diretto i lavori - pretendono che, intergrate e interagenti con la proposizione e la conservazione del patrimonio, si innestino attività di elaborazione e ricerca culturale. Accanto agli itinerari storicizzati, si vuole la capacità di accogliere altre opere, altri sguardi, in un dialogo dinamico, costruito su assi di similitudine o contrasto, complementarietà o estraneità”.

La “scommessa”, dunque, di questi lavori del 2014-2015, che fanno seguito ad altri che nel corso del tempo hanno ridisegnato la funzione dell’Ex Filanda, è quella di portarla a standard ottimali non solo per la conservazione e la fruizione, ma anche per la “proposta” di nuove riflessioni. Scommessa vinta da subito, peraltro, perché a pochi mesi dalla conclusione dei lavori, l’Ex Filanda si tramuta in contenitore di mostra-evento temporanea ospitando “L’Invenzione Futurista. Le Case d’Arte di Depero” che ha luogo dal 2 ottobre al 15 novembre 2015, e nello stesso tempo continua a mostrare le prime sale della collezione storica, “una selezione più che significativa, che bene da’ l’idea del patrimonio culturale in possesso di Messina”

Intanto, gli standard di apparati e apparecchiature di cui è stata dotata l’Ex Filanda, dal sistema di climatizzazione all’antincendio, dall’antintrusione al videocontrollo, fino al rinnovamento delle pareti espositive, sono tali da consentire l’accoglienza – in ospitalità e in partnership – di opere dei maggiori musei del mondo. Una “chiave”, questa, che da’ indicazione precisa sull’intenzione, e sulla possibilità, del Museo di Messina di ascriversi a pieno titolo al circuito internazionale del settore. 

La mostra “L’Invenzione Futurista. Case d’Arte di Depero”, è ispirata al ruolo di tramite dell’estetica decorativista e totalizzante futurista rivestito da Fortunato Depero (Fondo 1892- Rovereto 1960), nella atipica realtà messinese, città che “azzerata” dalla calamità del 1908, si impose con la sua ansia ricostruttiva all’attenzione del  rivoluzionario movimento avanguardista. Una suggestiva sezione introduttiva fornisce i parametri di comprensione delle origini teoriche attraverso l’esposizione di  opere significative del Primo Futurismo (Giacomo Balla, Ardengo Soffici, Enrico Prampolini, Gino Severini).

Seguono  sezioni esplicative dell’accezione del manifesto “La Ricostruzione futurista dell’Universo” del 1915 nel fenomeno delle Case d’Arte di Depero a Rovereto e a New York, nella Reclame e Pubblicità, nell’Editoria e fino agli esiti dell’Aereofuturismo. Si innesta a conclusione la vicenda messinese affidata ad un gruppo di intellettuali, già a ridosso del sisma pronti a dare vita alla rivista del Movimento, organo ufficiale in sostituzione di “Lacerba”, in una città che, rasa al suolo dal terremoto ed “emancipata” dal suo passato, si propone prepotentemente nell’immaginario collettivo avanguardista come simbolo della Rinascita.

Oltre 100 opere (dipinti su tavola e tela, grafiche, fotografie, manufatti, arredi, bozzetti) selezionate nella collezione del Mart, datate dal 1914 al 1944, documentano la  lunga e versatile esperienza artistica di Depero che, sottoscritto con Balla il Manifesto del 1915, ha dato vita ad una forma d’arte totale spaziando dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte, chiamata la “casa del mago”, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e , in particolare, in quello delle tarsie in panno. Le collaborazioni dell’artista con alcune importanti ditte come la fabbrica di mattoni Verzocchi, la Magnesia San Pellegrino, la ditta di dolciumi Unica e  Campari, gli consentono un ritmo di lavoro serrato.

A New York nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie Rosetta si trasferiscono negli Stati Uniti aprendo la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. L’impegno pubblicitario di Depero si concretizza, grazie a collaborazioni con i marchi di spicco, prepara numerosi progetti di copertine per la Condè Nast Publications, la casa editrice di Vanity fair e Vogue ma anche per l’azienda produttrice di matite Venus Pencil e News Auto Atlas che realizzava guide e carte stradali. La sezione si avvale di materiale documentario inedito e di alcune opere provenienti da istituzioni e collezioni private siciliane.

Domani, venerdì 2 ottobre, alle ore 10:30, nell’Aula Magna dell’Università di Messina, si terrà l’assise di presentazione. Interverranno il Rettore dell’Università degli studi di Messina, Pietro Navarra, Gaetano Pennino, dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Gianfranco Maraniello, Direttore del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, le curatrici Nicoletta Boschiero e Caterina Di Giacomo. La relazione centrale sarà tenuta da Enrico Crispolti,  storico dell’arte, Professore Emerito dell’Università degli Sudi di Siena (“Il Futurismo come reinvenzione dell’universo”). Alle ore 18:00 avrà luogo l’inaugurazione nella sede del Museo, alla presenza dell’Assessore regionale Beni Culturali Antonio Purpura e delle autorità regionali e cittadine, e la mostra sarà free entry fino alle ore 22.  

La mostra sarà aperta sino a giorno 15 novembre (dal martedì al sabato biglietteria ore 9,00/18,30 e chiusura 19,00, domenica e festivi biglietteria ore 9,00/12,30 e chiusura ore 13,00, lunedì chiusura, biglietti intero euro 8,00, ridotto euro 4,00, gratuità ex D.M. 20 aprile 2006, n. 239.

Prenotazioni:
tel. 090 361292
fax 090 361294


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