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mercoledì 15 gennaio 2014

NASCE IN SICILIA UN ALLEVAMENTO DI DROMEDARI UNICO IN ITALIA


E' sorto in Sicilia il primo allevamento di dromedari in Italia ed il secondo in Europa, secondo quanto riporta l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi). La singolare idea appartiene al catanese Santo Fragalà, un veterinario del Canile Sanitario – Oasi Cisternazza, a pochi chilometri da Zafferana Etnea, che ha deciso di aprire un allevamento di dromedari per produrre latte e cosmetici a livello commerciale. L’azienda realizzata da Fragalà è la Fattoria "Gjmàla", e si trova a Trecastagni, un comune che sorge alle pendici del vulcano Etna. Giovanissimo, 25 anni, Santo Fragalà ha un dottorato di ricerca in Fisiologia Equina, presso il dipartimento di Scienze Veterinarie di Messina, dove si è laureato nel 2011 e collabora presso un ambulatorio veterinario per animali da compagnia e non convenzionali ad Aci Sant’ Antonio. 

E proprio studiando le varie tipologie di latte ha scoperto che quello della dromedaria contiene acidi grassi a catena corta e il suo alto valore nutritivo è da ricercarsi nelle alte concentrazioni di acido linoleico e acidi polinsaturi, che sono essenziali per la nutrizione umana. Il totale degli acidi grassi saturi nel complesso è del 62,6 per cento. Il latte di dromedaria è ricco di cloruro e vitamina C ma anche di vitamina B 12 e B2. Rispetto al latte di vacca, ha colesterolo e percentuali di grasso più basse. Questo latte è caratterizzato da un basso valore di zuccheri (lattosio) e da un elevato contenuto di minerali, non coagula naturalmente ed è quindi molto digeribile. Il latte fresco è ideale per i bambini intolleranti, i nefropatici che fanno dialisi, i diabetici, perché studi pubblicati su riviste scientifiche hanno dimostrato la presenza di una proteina molto simile all’insulina che permette l’utilizzo del glucosio. "È cinque volte più ricco di calcio e tre volte di vitamina C e il fatto che sia povero di caseina e ricco di grassi polinsaturi, quelli buoni, consente di allattare in modo esclusivo i piccoli senza l’aggiunta di altri nutrienti – ha spiegato Fragalà – È un alimento completo, perfetto sostituto del latte materno".

Attualmente possiede tre dromedari: Carmen, Jamila e Mustafà, due femmine ed un maschio. "Arrivano tutti da allevamenti privati europei. - dice Fragalà - Sono giunti con i documenti che ne assicurano anche lo stato di salute, l’indennità da brucellosi e tubercolosi. Dall’Africa non si può importare nulla, perché non esistono controlli precisi". Sottolinea, però, che sono animali teneri ma difficili da allevare poichè "se non si conoscono le loro abitudini e si fanno mosse sbagliate, si corre il rischio di farsi male". 

Oltre ai prodotti lattiero-caseari, il latte di dromedaria può essere utilizzato per la bellezza del corpo, infatti, Fragalà ha lanciato una linea di cosmetici: bagno schiuma, shampoo, crema mani, crema viso, crema dopo doccia e un latte da bagno. "In Italia non ho concorrenti. L’emirato di Dubai, però, quest’anno ha avuto l’autorizzazione per esportare in Europa i suoi prodotti al latte di dromedario. E’ un grande concorrente, soprattutto perché ha una forza economica senza paragoni. Ma non mi spaventa. - dichiara in una intervista di Cinzia Ficco - Io punto sulla qualità e sul marchio italiano". 

Il dromedario, animale della famiglia dei Camelidi, è diffuso allo stato domestico in tutta l’Africa del nord, nella Penisola arabica, in India e in gran parte dell’Asia minore, oltre che in Australia, dove è presente una popolazione selvatica di almeno 500.000 capi.  Viene definito "nave del deserto", per la sua capacità di percorrere lunghe distanze su terreni abbastanza accidentati e in carenza di alimenti solidi e liquidi. 







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