Un ulteriore emendamento del capogruppo del M5S all’Ars On. Antonio De Luca ha riscritto l’articolo 1 del ddl stralcio introducendo misure c...
Un ulteriore emendamento del capogruppo del M5S all’Ars On. Antonio De Luca ha riscritto l’articolo 1 del ddl stralcio introducendo misure concrete per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica negli enti regionali, nei Comuni e negli organismi collegati alla Regione Siciliana. La norma prevede convenzioni obbligatorie per il collocamento mirato tramite richieste nominative, programmi personalizzati elaborati dai Dipartimenti di Salute Mentale delle ASP, tutor specializzati nei percorsi di affiancamento, pubblicazione periodica dei posti disponibili e una quota minima del 15% della riserva obbligatoria destinata a persone con disabilità psichica.
"Approvato il mio emendamento per favorire l'inserimento lavorativo dei disabili psichici. Una tappa importante, anche se il cammino per il loro inserimento lavorativo è ancora lungo. - afferma l'On. Antonio De Luca - Ho previsto l’obbligo per gli enti pubblici interessati di stipulare convenzioni per il collocamento mirato, attraverso richieste nominative, così da favorire percorsi occupazionali realmente adeguati alle esigenze delle persone coinvolte. Un ruolo centrale sarà svolto dai Dipartimenti di Salute Mentale delle ASP, chiamati a predisporre programmi personalizzati di inserimento lavorativo e, ove necessario, percorsi di affiancamento con tutor specializzati. Per garantire maggiore trasparenza ed efficacia, gli enti dovranno comunicare periodicamente il numero dei posti da coprire, dati che saranno pubblicati sui siti istituzionali competenti. I centri per l’impiego predisporranno inoltre un elenco aggiornato delle persone con disabilità psichica iscritte al collocamento mirato. La disposizione stabilisce infine che almeno il 15% della quota obbligatoria di riserva prevista dalla legge 68/1999 sia destinata alle persone con disabilità psichica, con l’obiettivo di superare le difficoltà che finora hanno limitato il loro accesso al lavoro. Si tratta di un passo importante verso una Sicilia più giusta e più vicina alle fragilità, che riconosce il diritto al lavoro non soltanto come principio astratto, ma come strumento concreto di cittadinanza e partecipazione. Questo risultato è stato possibile grazie al confronto costante, all’ascolto e al contributo prezioso delle associazioni degli utenti e dei familiari, che desidero ringraziare per l’impegno, la sensibilità e la determinazione con cui mi hanno accompagnato in questo percorso. Continuerò a lavorare affinché nessuno venga lasciato indietro e affinché le istituzioni sappiano dare risposte concrete ai bisogni delle persone", conclude De Luca.
Secondo il Dipartimento Salute Mentale in Sicilia la situazione è più grave poiché si contano oltre 14.000 persone con disabilità gravissime e un tasso di occupazione fermo intorno al 50%, ben sotto la media nazionale. Con questo emendamento si vuole riservare il 15% della quota di riserva prevista dalla Legge 68 — quella già destinata alle persone con disabilità — specificamente alle persone con disabilità psichica, negli enti pubblici con più di 50 dipendenti. Ma l’emendamento non si ferma al numero ma prevede anche:
- L’attivazione obbligatoria di convenzioni tra i Dipartimenti di Salute Mentale delle ASP e i centri per l’impiego, con elaborazione di un programma di inserimento lavorativo personalizzato per ciascun soggetto.
- La figura del tutor specializzato, presente durante le fasi di inserimento e integrazione. Non un accompagnatore generico: un professionista formato sulle specifiche caratteristiche del disagio psichico.
- La pubblicazione dei prospetti dei posti disponibili sui siti istituzionali, con aggiornamento semestrale.
- Elenchi dedicati delle persone con disabilità psichica iscritte ai centri per l’impiego, aggiornati ogni due mesi.
- Sanzioni per gli enti inadempienti
Come ha spiegato lo stesso On. De Luca, il principio guida è che il lavoro, nella disabilità psichica, non è “mettere qualcuno da qualche parte”. È scegliere il lavoro giusto per quella persona, e preparare il contesto giusto per accoglierla. Fallire questo passaggio significa non solo non aiutare, ma spesso fare danno. Inoltre, nell’emendamento deve essere inserita la figura del Job coach, già operativa in regioni come Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. In queste realtà, il coach supporta sia il lavoratore che l’azienda durante tutto il percorso di inserimento, prevenendo i fallimenti che si verificano nelle prime fasi.
Che il lavoro abbia una funzione terapeutica non è solo intuizione: è quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Diverse ricerche confermano che l’inclusione lavorativa riduce il ricorso ai servizi di salute mentale e migliora in modo significativo la qualità della vita. Per le persone con disabilità psichica, un inserimento lavorativo ben costruito riduce i sintomi, diminuisce il ricorso ai farmaci e migliora la qualità della vita.

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