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Attivisti No Muos chiedono le dimissioni di Crocetta


Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta sul sistema di comunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System), gli attivisti e i comitati No Muos continuano l'occupazione, iniziata la notte scorsa, dell’aula consiliare del Municipio di Niscemi per protestare contro la decisione della Regione Siciliana di revocare i provvedimenti che bloccavano le autorizzazioni all’installazione dell’impianto radio dell’esercito statunitense in contrada Ulmo. 

Crocetta ha inteso fare chiarezza sul Muos dichiarando che: "Il governo regionale da me presieduto non ha mai condiviso, neppure sul piano di principio, l'istallazione del Muos poichè ha ritenuto sempre che tale istallazione si inserisce in un territorio fortemente degradato per presenza altri impianti, sul piano ambientale. Il mio governo non ha mai autorizzato alcuna richiesta relativa al Muos, questo per amore di verità. L'autorizzazione Muos è precedente al nostro insediamento. Abbiamo, fino a oggi, fatto ogni tentativo possibile per impedire la continuazione dei lavori, individuando un punto estremamente critico nel fatto che lo studio sulla salute non attendibile e, pertanto, si è concordato col governo nazionale di fare effettuare un nuovo studio affidandone la realizzazione all'Istituto Superiore di Sanità. Sulla base del parere estremamente positivo espresso da tale ente, non era più perseguibile mantenere alcun divieto senza causare il default della Sicilia. Le autorizzazioni del governo Lombardo, infatti, avevano prodotto effetti economici e responsabilità nei confronti di terzi. Gli americani, infatti, sostengono che l'intero complesso Muos a livello mondiale costi 18 miliardi di dollari e che tale istallazione non può funzionare senza l'impianto di Niscemi. L'autorizzazione del governo precedente ha quindi prodotto legittimi interessi a favore di terzi che, in caso di diniego ad effettuare l'istallazione, hanno diritto di essere risarciti. Non avevamo altra scelta se non quella del rispetto delle leggi. Il governo regionale auspica interventi legislativi regionali - abbiamo già presentato da circa un mese un ddl - e nazionali, che possano fornire strumenti adeguati per impedire un'istallazione la cui realizzazione non rientra nei programmi del governo Crocetta.. I parlamentari, pertanto, che vogliono veramente contribuire alla causa del no Muos, piuttosto che capeggiare manifestazioni che sicuramente non possono cambiare il piano normativo, si interessassero a proporre e fare approvare sul piano regionale e nazionale, leggi adeguate che possano realmente impedire istallazioni come il Muos, in prossimità dei centri abitati".

La reazione degli attivisti e dei comitati No Muos è stata immediata: "Questo fatto conferma i sospetti che abbiamo sempre avuto: c’era un preciso accordo fra la Regione ed il Ministero della Difesa per il quale il deposito del parere (addomesticato) dell’ISS avrebbe costituito la chiusura del cerchio per autorizzare la prosecuzione dei lavori, sulla pelle dei cittadini niscemesi e di tutti i siciliani. E cosa ancor più grave è che la Regione Siciliana basi il suo atto su uno studio di cui non prende minimamente in considerazione la parte realizzata dai tecnici da lei stessa nominati, e che sono in totale disaccordo e contrasto con quanto affermato dagli scienziati dell’ISS. Questo ignobile atto di vigliaccheria politica a servizio dei poteri forti, e a discapito della salute e della sicurezza dei cittadini, non fermerà di un passo l’opposizione determinata e decisa dei comitati No MUOS, che in questi mesi di denunce hanno fatto venire alla luce tutta l’illegalità che caratterizza questa vicenda, di cui ogni responsabile dovrà rispondere, compresi da oggi anche il Presidente Crocetta e tutta la sua Giunta. Pertanto chiediamo le dimissioni del Presidente Crocetta, dell'ass. Lo Bello e dell'ass. Borsellino per violazione del diritto del popolo siciliano all'autodeterminazione, alla tutela dell'ambiente e alla salute". 

In tal senso Legambiente ha annunciato che "ricorrerà contro le nuove autorizzazioni rilasciate dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente, chiedendo anche alla Commissione Europea l'apertura di una procedura di infrazione al diritto comunitario - poichè - la realizzazione delle opere del Muos, che ricadono all'interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi, sono vietate dal regolamento dell'area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta". 
E aggiunge: "Questa revoca è coerente con l'erronea impostazione del Governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell'Istituto superiore della sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all'origine della stessa revoca". 

Intanto, in Contrada Ulmo i lavori sono ancora fermi. Secondo i legali dei comitati No Muos non "possono riprendere" e il riavvio del cantiere "sarebbe abusivo" perché, sostengono, "l’autorizzazione paesaggistica è scaduta il 18 giugno" e se "la marina statunitense vuole riprendere i lavori deve ottenerne un’altra".




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