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MASTERPLAN PER IL MEZZOGIORNO. IDEE E PROGETTI PER LA CITTA' METROPOLITANA DI MESSINA

Si svolgerà venerdì 4 dicembre 2015, alle ore 9.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni il tavolo tecnico in vista dell’avvio della progettazione degli interventi da inserire nel Masterplan per il Mezzogiorno, il documento di indirizzo strategico che costituirà un’occasione di sviluppo imperdibile per la Città Metropolitana di Messina.



All’importante incontro parteciperanno la deputazione nazionale e regionale, i sindaci dei 108 Comuni della provincia, le autorità amministrative, gli ordini professionali e le organizzazioni sindacali. La concreta possibilità di successo è strettamente connessa alla capacità di proporre interventi validi a veicolare le risorse pubbliche italiane ed europee e che siano realmente avviabili entro il 2016 in un quadro di gestione coordinata del territorio. La riunione risponde alle esigenze di confronto provenienti dal mondo politico, economico e produttivo, universitario, dalle maggiori realtà amministrative e dalle organizzazioni sindacali per realizzare una programmazione condivisa di strategie comuni. Masterplan per il Mezzogiorno è il quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 16 Patti per il Sud e dovrà far leva sui punti di forza e di vitalità del tessuto economico meridionale per consentire l’avvio di una reale ripresa e trasformazione dell’economia del Mezzogiorno. 

La dotazione economica ammonta a circa 95 miliardi di euro a disposizione da qui al 2023 per politiche di sviluppo ed è composta da Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-20 pari a 56,2 miliardi di euro, di cui 32,2 miliardi di euro europei e 24 miliardi nazionali, cui si aggiungono fondi di cofinanziamento regionale per 4,3 miliardi di euro e Fondo Sviluppo e Coesione, per il quale sono già oggi disponibili 39 miliardi di euro sulla programmazione 2014-20. I 16 Patti per il Sud interessano ciascuna delle 8 Regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) ed ognuna delle 8 Città Metropolitane (Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo, Cagliari e Taranto) e dovranno definire per ciascuna di esse gli interventi prioritari e trainanti, le azioni da intraprendere per attuarli e gli ostacoli da rimuovere, la tempistica, le reciproche responsabilità. I singoli Patti saranno definiti dal lavoro comune Governo-Regioni-Città Metropolitane e l’obiettivo è di sottoscriverli entro fine dicembre 2015 in modo che il Masterplan sia operativo dall’1 gennaio 2016.

In una nota, il vicesindaco e assessore con delega alla Città Metropolitana, Guido Signorino ha evidenziato che: “Il Masterplan per il Mezzogiorno è un contenitore di fondi, pensato per realizzare interventi realmente efficaci nella direzione dello sviluppo delle regioni e città metropolitane del sud Italia, evitando la dispersione delle risorse. Il metodo scelto è quello di strutturare ''patti'' per lo sviluppo dei territori, che abbiano le caratteristiche di attività condivise, coinvolgendo amministrazioni locali, forze economiche e attori culturali e sociali in grado di disegnare percorsi sostenuti e sostenibili per lo sviluppo dei territori. A ragione di ciò devono contenere una ''visione'' del territorio che, tenuto conto delle sue caratteristiche, delle identità che esso ospita, delle sue vocazioni, delinei prospettive di sviluppo credibili e coerenti, articolate nel breve, medio e lungo periodo. La città metropolitana di Messina può sviluppare questa ''visione'', agendo in maniera attenta e coordinata. Attenta, cioè rispettosa del carattere policentrico e differenziato del territorio della città metropolitana; coordinata, ovvero capace di valorizzarne e mettere a sistema la varietà. Bisogna, nel ''patto'' per il masterplan, interpretare le caratteristiche del territorio, i suoi punti di forza e le sue debolezze, facendo da questi discendere le opportunità di attrazione di risorse su cui catalizzare gli interventi infrastrutturali da implementare. Se è certamente vero che i progetti di breve periodo (o quelli perseguibili nell’immediato) devono avere le caratteristiche della più prossima ''cantierabilità'', è altrettanto vero che, per rientrare in una strategia coerente di sviluppo, questi non possono tradursi in una sommatoria disarticolata e autoreferenziale. Il territorio della città metropolitana è articolato in più ''zone omogenee'' che, orientativamente, potrebbero coincidere con le aree dei PIST: Nebrodi, Patti-Barcellona, Milazzo-Villafranca, Messina, Jonio-Alcantara. Ognuna di queste aree esprime una capacità di progettazione condivisa ed elementi di vocazione che, a valere sull’utilizzo dei fondi comunitari, hanno definito programmi di sviluppo del territorio. Occorre un lavoro intenso ed efficace di condivisione che, partendo da quanto già consolidato, esprima la visione unitaria necessaria a dare coerenza agli interventi da programmare. Gli interventi infrastrutturali da sviluppare dovranno valorizzare le vocazioni del territorio (dalla portualità alla logistica, dall’industria al turismo, dall’agricoltura alle risorse naturali), utilizzando nell’immediato la progettualità già cantierabile, purché inserita in una logica coerente di sistema e nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. A titolo di esempio, possiamo citare per la città di Messina i progetti di sviluppo dell’attività portuale, con il completamento del porto di Tremestieri, la realizzazione della ''piastra logistica'' e degli assi viari per la connessione tra le strutture portuali, la progettazione di un approdo per le navi da crociera presso la cittadella fieristica da trasformare in una ''cittadella del made in Sicily'' e di promozione di attività creative e culturali. Mentre il territorio della Valle del Mela attende da anni una valutazione da parte della Regione del ''piano di risanamento'' per l’area ad elevato rischio di crisi ambientale, con gli interventi per la mitigazione del rischio ambientale e l’avvio in prospettiva di un rilancio sostenibile e alternativo dello sviluppo industriale del territorio. Esiste poi una fragilità che accomuna e caratterizza l’intera città metropolitana: il dissesto idrogeologico e l’esposizione al rischio sismico; collegata con la vetustà del patrimonio edilizio (e dell’edilizia pubblica in particolare) tale fragilità costituisce una minaccia alla sicurezza e alla stessa vita dei cittadini. Il masterplan offre una grande opportunità per realizzare la vera ''grande opera'' di cui il sistema locale ha necessità: la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, innescando un processo di stimolo e rilancio dell’attività economica che sia diffuso su tutto il territorio e che trasformi una grave minaccia in grande opportunità produttiva. Partendo dai censimenti che gli enti locali hanno realizzato, si può pianificare un intervento massivo e diffuso di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico, che passi per una preliminare azione di formazione delle maestranze. Il livello quantitativo di questo intervento potrà consentire una importante interazione con l’Università e gli enti per la ricerca scientifica e l’innovazione tale da porre all’avanguardia tecnologica il comparto locale dell’edilizia nel segmento degli interventi di prevenzione antisismica, realizzando per le nostre imprese una specializzazione esportabile. La protezione del territorio potrà anche interagire e supportare lo sviluppo di altri settori produttivi, come quelli della forestazione e dell’agricoltura. Allo stesso tempo sarà opportuno programmare gli interventi per l’innovazione e le telecomunicazioni, con la valutazione (ad esempio) della estensione della banda larga e ultra-larga. In questa ottica complessiva si potrebbe definire per il masterplan la visione di una ''città resiliente per uno sviluppo sostenuto e sostenibile''. Se, come recitano le ''linee-guida'' del Governo, il masterplan non può consistere in un ''esercizio accademico'', nemmeno il ''patto'' può venire ridotto al mero affastellamento della progettazione disponibile, senza che questa venga ricondotta ad un coerente disegno di sistema. È dunque necessario negoziare con il Governo un’adeguata estensione temporale per definire una visione che sia realmente ''di sistema'' e che consenta il compimento di un ampio percorso di condivisione, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, sociali, economici del territorio. È in questa prospettiva che riteniamo necessario attivare una interlocuzione forte col Governo, nella quale ridiscutere anche scelte in itinere che coinvolgono il futuro istituzionale del territorio, come (ad esempio) quelle relative all’Autorità Portuale in cui collocare l’area dello Stretto di Messina”.

Il Coordinatore della Commissione Idea/Progetto Città metropolitana, Prof. Arch. Marco Mannino e il Presidente dell'Ordine degli Architetti P.P.C della Provincia di Messina, Arch. Giovanni Lazzari in una nota scrivono che: "Il contributo al Masterplan, o Piano per il Sud, che la città metropolitana è chiamata a offrire, costituisce una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio. L’istituzione di una nuova forma di aggregato urbano esteso all’intero territorio segna una svolta epocale. I comuni che fanno parte della città metropolitana, saranno chiamati a operare scelte di ampio respiro, strategiche, di sistema: si è capito che il singolo comune, incluso il comune capoluogo, non ha una dimensione sufficiente per affrontare da solo le grandi sfide della contemporaneità. I grandi temi della salvaguardia del territorio, dell’infrastrutture, dei trasporti, delle politiche ambientali, del ciclo integrato dei rifiuti, dell’innovazione per le imprese, dell’agro–alimentare, della coesione sociale, non possono essere affrontati attraverso la semplice sommatoria di progetti redatti dai piani comunali e/o da piani strategici di sistemi locali. Il Piano che si deve elaborare vuole provare a dar seguito a questa decisione e rappresenta un’occasione di riflessione collettiva per contribuire a tracciare alcune linee guida per il territorio della città di Messina. Non vuole dunque essere un elenco di interventi da realizzare (esistono già numerosi elenchi, almeno uno per ogni comune): si tratta di delineare una visione strategica di sviluppo proiettata nel medio - lungo periodo: è giunto il tempo di pensare a una nuova forma per la città. Una forma nuova che non può non gravarsi della crescente preoccupazione sulla crisi ambientale nelle sue varie sfaccettature: dai gravi problemi sul dissesto idrogeologico, alle recenti crisi energetiche e idriche (pensiamo al recente problema dell’approvvigionamento d’acqua), ai fenomeni legati ai rilievi sulle attività economiche e produttive e sul conseguente andamento demografico. Riteniamo sia necessario sviluppare un’idea per la quale la città e soprattutto il suo territorio possano dotarsi di una “coerenza di sistema”, di un disegno organico, di una interna completezza. Un’idea di città nella quale sia riconoscibile il carattere morfologico strutturale “progettato” a partire dall’esistente. Un carattere che si configura come l’esito di una riflessione collettiva sul ruolo complessivo del territorio nel contesto nazionale, europeo e mondiale. Un carattere che attraverso operazioni infrastrutturali e architettoniche sia in grado di conferire ai luoghi una nuova misura e un nuovo ordine urbano e paesaggistico. Questo Masterplan dovrebbe rappresentare a nostro giudizio l’occasione per ragionare su urbanistica e architettura, ma anche su economia e agronomia: sui rapporti tra forme insediative e spazio della “natura”, tra morfologia urbana e morfologia della “terra” (forme del suolo), tra i caratteri dei luoghi e il loro sviluppo nella omogenea e allo stesso tempo multiforme realtà del territorio. Un Masterplan fondato su un programma che aspiri a fare del “progetto” e dei nuovi “scenari” da esso definiti, “luoghi” in cui l’intera collettività, di Messina e del suo territorio, possa riconoscersi. Dobbiamo riflettere che per questa città esiste un’altra grande questione: lo sradicamento dal passato, ancora conseguenza traumatica del sisma del 1908. Uno sradicamento che ha prodotto una continua ansia di “ricostruzione” e dalla quale vogliamo provare a liberarci, per cercare di uscire fuori da quella sgradevole sensazione d’essere continuamente  in balia di un “terremoto”. Vogliamo credere che sia possibile superare quelle contingenze che rischiano di trasformarsi in una provvisorietà senza sbocchi; vogliamo provare a uscire fuori dalla costante necessità di governare l’emergenza. Se si analizza il valore topologico del territorio messinese, se pensiamo al rapporto tra le forme della natura e le forme insediative, se pensiamo, solo a titolo esemplificativo, alle forme dei “litorali” –alla loro definizione in relazione all’interpretazione del senso di un waterfront dilatato- se pensiamo  alle forme delle fiumare  -vere e proprie “camere di natura- e al valore dei numerosi centri storici interni, istintivamente identifichiamo in questi sistemi i temi principali da affrontare nella definizione del Masterplan. Il carattere oggi di questi luoghi denota una complessiva fragilità rispetto ai problemi cui si accennava: la dispersione urbana, la mancanza di adeguate infrastrutture, gli eventi climatici esterni e i disastri ambientali provocati (che hanno anche seminato morte e distruzione), i black out energetici e di risorse primarie (la recente crisi relativa all’approvvigionamento idrico dall’acquedotto “Fiumefreddo”). A questa fragilità e all’incapacità di proporre scenari positivi dobbiamo opporci provando a offrire invece atteggiamenti operativi più incisivi che permettano di passare dal “cosa” al “come” nei confronti di una grande trasformazione in atto: dal saper riconoscerne le cause, ma anche e soprattutto dal saper proporre scenari che diano risposte. Un progetto, quello del Masterplan, che deve provare a farsi carico degli aspetti drammatici con cui oggi si pone, più di altri, il problema delle infrastrutture: forse proprio a partire da questi aspetti (dal progetto della strada, o del nuovo acquedotto, di una linea tramviaria) si può concentrare la carica dirompente di una nuova configurazione urbana contemporanea. Possono essere forse le soluzioni su rinnovate reti infrastrutturali, per la mobilità, per la messa in sicurezza del territorio, a incidere in modo decisivo sulla ricostruzione di una nuova città finalmente metropolitana".

Aggiornamento 4 dicembre 2015.
Il vicesindaco e assessore con delega alla Città Metropolitana, Guido Signorino, ha trasmesso una nota in merito al Masterplan per il Mezzogiorno: ''La definizione dei “patti” non è stata a tutt’oggi sottoposta a procedure formalizzate o scadenze per la presentazione di attività progettuale. È opportuno ricordare che il Sindaco, Renato Accorinti, a seguito della reinclusione di Messina nell’elenco dei “patti” da sottoscrivere, ha avuto un incontro con il Sottosegretario De Vincenti, lo scorso 16 novembre, ed in quella occasione ha richiesto una interlocuzione ufficiale al Governo; il 20 novembre ha incontrato il Commissario per la Città Metropolitana di Messina, dott. Filippo Romano al fine di valutare i progetti che in ambito provinciale potessero essere di interesse per il Masterplan; il 24 novembre lo stesso Signorino ha incontrato a Palermo il dott. Bellomo, dirigente dell’Assessorato Infrastrutture, per assumere informazioni circa lo stato e i contenuti della progettazione proposta dalla Regione Siciliana in merito al Masterplan di relativa competenza. Da ultimo, a seguito delle interlocuzioni attivate, il 2 dicembre l’Amministrazione è stata contattata dalla Segreteria Tecnica del Sottosegretario De Vincenti, che ha fornito indicazioni relative al contenuto del Masterplan, facendo  pervenire le schede per la indicazione sintetica dei progetti in relazione al primo biennio di attivazione (2016-17). In data odierna la Segreteria Tecnica ha fissato per il prossimo 10 dicembre un incontro a Roma con il Sindaco, Renato Accorinti. Sono previsti un massimo di tre interventi su ciascuno dei quattro “Settori Prioritari” (Infrastrutture, Ambiente, Sviluppo economico e produttivo, Turismo e cultura). Gli interventi dovranno avere impatto positivo sullo sviluppo di lungo periodo e, pur localizzati in singoli comuni, avere impatto sulla città metropolitana. Il “patto” dovrà essere naturalmente condiviso con il territorio e confrontato con la Regione in via preliminare rispetto al diretto rapporto con il Governo. Il Sindaco ha inoltre incontrato il 25 novembre il Presidente e il Segretario dell’Autorità Portuale (Amm. De Simone e Ing. Di Sarcina) per valutare i progetti infrastrutturali di interesse comune delle due istituzioni. Il 26 novembre l’assessore Signorino, assieme all’assessore Cacciola e all’Ing. Villari, ha incontrato il Prof. D’Andrea dell’Università di Messina,  per discutere di un progetto relativo alla prevenzione antisismica e alla messa in sicurezza degli edifici pubblici; il 30 novembre l’assessore Signorino ha rilevato da parte del Rettore, Prof. Pietro Navarra, la piena disponibilità dell’Università a collaborare per la definizione dei progetti da includere nel Masterplan e ha discusso con il Direttore del Dipartimento di scienze economiche,  dell’Università, Prof. Augusto D’Amico delle modalità di collaborazione tra le due istituzioni. Il 2 dicembre alcune ipotesi per il Masterplan sono state presentate alle associazioni rappresentative del comparto immobiliare, che hanno espresso  apprezzamento in proposito. Sono stati stabiliti contatti con l’amministrazione di Reggio Calabria per la valutazione di progetti che possano arricchirsi del valore aggiunto della co-progettazione tra le due città metropolitane. Il prossimo 14 dicembre è calendarizzato l’incontro tra le due amministrazioni. In relazione all’attività progettuale della città di Messina, il vice sindaco ha comunicato che il censimento dei progetti esecutivi, definitivi e preliminari già redatti, evidenzia l’esistenza di progetti per un ammontare complessivo pari a Euro 449.600.000,00 per progetti rientranti nel “Programma Innovativo in Ambito Urbano – Porti & Stazioni” (Piastra logistica di Tremestieri, Via del Mare, Centro Servizi e Parco Urbano Real Cittadella-Porto storico), nel PRUSST “Messinaperil2000” (Urbanizzazione primaria e insediamenti produttivi Larderia, Parco dunale e promenade Tono-Mortelle, Parcheggio Mortelle-Tono), nel PIT 12 (Opere in project financing e opere di urbanizzazione PPE Capo Peloro, parcheggio a raso Torre Faro). A questi progetti si aggiungono oltre 110 interventi progettati e sottoposti alla Regione per protezione civile e prevenzione del rischio idrogeologico e dell’erosione delle coste, per un totale di 270.000.000,00 di Euro. Nel complesso, dunque, il parco di progettazione di cui dispone il Comune di Messina prevede interventi sul territorio per oltre 700 milioni di Euro. Ai fini del disegno per il Masterplan, a questa progettazione  devono aggiungersi gli interventi condivisi con l’autorità portuale, in particolare il progetto per il porto di Tremestieri, il progetto di realizzazione di un approdo per navi da crociera, che consentirebbe di valorizzare la cittadella fieristica trasformandola in una “cittadella del made in Sicily”,e infine, il progetto di collegamento veloce con l’Aeroporto dello Stretto. Inoltre, nell’ottica della resilienza del territorio, il progetto di un intervento massivo per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, potrà progettarsi (congiuntamente all’Università, ai C.N.R. e agli istituti per la formazione agraria) un programma di prevenzione dal rischio idrogeologico fondato sulla realizzazione di terrazzamenti dei pendii collinari da destinare ad attività agricole produttive. Nell’ambito degli interventi per la valorizzazione turistica, potrà  considerarsi il recupero della zona falcata e la realizzazione di un “circuito dei Forti Umbertini”, interventi rispetto ai quali sarà necessario sviluppare idonea e adeguata progettazione. Per esplicita indicazione del Governo è necessario che gli interventi programmati determinino un impatto rilevante in ambito territoriale, ma anche un impatto e/o un ritorno di immagine a livello nazionale. L’amministrazione è adesso impegnata in un importante lavoro di definizione delle linee portanti dello sviluppo per la città e la città metropolitana, che tenga conto delle finalità espresse nel documento per il Masterplan, e per un ampio lavoro di coinvolgimento delle altre amministrazioni locali e degli attori economici e sociali presenti sul territorio, con lo scopo di definire un progetto condiviso di sviluppo che  possa determinare un forte impatto occupazionale e la formazione di segmenti di specializzazione produttiva esportabile per le imprese del territorio. L’obiettivo strategico è duplice: realizzare interventi infrastrutturali con elevate potenzialità di sostegno allo sviluppo economico e avviare nella città metropolitana la vera “grande opera” per il territorio: la prevenzione dal rischio idrogeologico e dal rischio sismico, con la realizzazione di un forte e immediato impatto occupazionale nel settore edilizio''.



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