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lunedì 13 ottobre 2014

AL VIA PROGETTO "OPERA D'ARTE IN CLASSE" CON LA MADONNA DEL CAVALIER CALABRESE

Il progetto "Opera d'Arte in Classe" prende il via da Napoli con la Madonna di Costantinopoli di Mattia Preti, noto anche come il Cavalier Calabrese.


"Sará la Madonna di Costantinopoli di Mattia Preti la prima opera d'arte ad essere portata in una scuola italiana". Lo ha reso noto il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini intervenenuto alla celebrazione dei trent'anni della Fondazione Napoli Novantanove. "Il progetto l'Opera d'arte in classe - ha spiegato Franceschini - rientra tra le attività previste dal Protocollo d'intesa che ho firmato a maggio insieme al ministro Giannini per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale italiano. Portare un'opera d'arte in una classe - si comincerà da una scuola di Napoli - è un modo concreto e simbolico per riavvicinare e educare gli studenti alla grande bellezza del nostro patrimonio culturale". Franceschini ha infine ricordato l'impegno del Governo a reintrodurre lo studio della Storia dell'Arte nelle scuole e di potenziarne le ore. "La riforma della scuola segnerà il ritorno della Storia dell'Arte - ha detto Franceschini sottolineando che  - arte e letteratura sono due linguaggi della stessa cultura".

Mattia Preti, detto il Cavalier Calabrese, per essere stato insignito del prestigioso titolo a Roma da papa Urbano VIII, nacque a Taverna (Catanzaro) in Calabria, nel 1613, in una delle 14 famiglie nobili di Taverna cui apparteneva la madre Innocenza Schipani.

Presti svolse la sua attività a Napoli, Roma, Modena e La Valletta ed ebbe l’opportunità di conoscere l’arte di Carracci, Lanfranco, Guercino e Veronese, e all’estero. Da buon calabrese il Preti ha lasciato diverse tele sul Santo di Paola, di cui una si conserva a Napoli e due nella nativa Taverna. Molte delle sue opere sono presenti in prestigiose gallerie, musei, chiese e collezioni private di tutto il mondo, da San Pietroburgo ad Oxford, da Madrid a Dayton (Ohio), da Vienna a Siviglia, da Varsavia a Houston in Texas, da Londra a New York. In Italia le sue tele pullulano da Firenze e Genova a Venezia, da Bologna a Milano, da Roma e Napoli a Messina e Palermo, da Taverna a Reggio Calabria.

Agli inizi degli anni '30 giunse a Roma dove conquistò un posto di preminenza negli ambienti pittorici del Seicento entrando in contatto con la pittura di Caravaggio e dei caravaggisti. Per il Longhi era "secondo solo a Caravaggio". Rimase nelle capitale per quasi venticinque anni, producendo opere in S. Giovanni Calibita e nell'abside di S. Andrea della Valle dove eseguì gli affreschi con Storie di S. Andrea; nel 1652 eseguì l'affresco in San Carlo ai Catinari a Roma rappresentante L'elemosina di San Carlo.

L'anno successivo il pittore si trovò già a Napoli dove eseguì grandi serie di affreschi e numerose pale d'altare diventando personalità di spicco nella città. Tra il 1657 e il 1659 eseguì gli affreschi votivi per la peste, oggi perduti, sulle porte della città; eseguì il ciclo, sul soffitto della chiesa di San Pietro a Maiella, con Storie della vita di San Pietro Celestino e Santa Caterina d'Alessandria, le due redazioni del Figliuol prodigo che oggi si trovano al museo di Capodimonte e a Palazzo Reale a Napoli, il San Sebastiano per la chiesa di S.Maria dei Sette Dolori e la Madonna di Costantinopoli nella chiesa di San'Agostino agli Scalzi (ora si trova al Museo di Capodimonte).

Nel 1661 l'artista si stabilì a Malta dove, nominato Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, divenne il pittore ufficiale dei Cavalieri dell'Ordine di Malta e realizzò su commissione del Gran Maestro Raphael Cotoner e dei Cavalieri Ospitalieri, la decorazione della cattedrale di S. Giovanni a La Valletta con Storie del Battista e numerose tele per le chiese dell'isola. Nel 1672, realizzò anche alcune opere nelle chiese della cittadina natale di Taverna che aveva lasciato oltre quarant’anni prima. Morì nel 1699 a La Valletta.



Antonella Di Pietro

1 commento:

  1. Nel gioco delle luci ed ombre,figure si osservano,conversano ,pregano rimangono attoniti, come noi, di fronte all'immagine di Maria ed il bimbo sulle sue ginocchia. Potremmo dire che è un ensamble di : guerrieri, anziani, bimbi ed angeli...tutti in coro in tal Opera 'piramidale'. Nella ''Scuola di Napoli'', dove pure operò il'' nostro '' Antonello da Messina, appare notevole la somma dei riflessi giunti da un finestra laterale, e i movimenti nei motivi religiosi accomunano dinamiche 'presepiali' ,tanto ben elaborate da sempre dagli artisti partenopei,mossi dalla sicura fede e dall'amore per il Bambin Gesù ... lontano dalla 'capanna' originaria. Roberto Lo Presti -

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