E' UNA REALTA' IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA NEAPOLIS A SIRACUSA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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E' UNA REALTA' IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA NEAPOLIS A SIRACUSA

E' UNA REALTA' IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA NEAPOLIS A SIRACUSA

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Un parco di monumenti tra i più famosi ed importanti al Mondo, il cui decreto di perimetrazione, firmato il 3 aprile, esattamente ad un anno dall'affidamento della delega ai Beni Culturali, e presentato dall'assessore regionale Mariarita Sgarlata lo scorso venerdì 18 aprile, nella Chiesa di San Nicolò ai Cordari, è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana. Stiamo parlando del Parco Archeologico di Siracusa che oggi, venerdì 2 maggio, diviene una realtà.

“Si tratta dell’ottavo e ultimo parco decretato durante il mio mandato come Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – afferma l’assessore, Mariarita Sgarlata, adesso titolare dell’assessorato del Territorio e dell’Ambiente - testimonianza concreta dell’impegno di questi miei 12 mesi di attività, per quel diffuso patrimonio culturale siciliano, così diverso dagli altri italiani ed europei ma così unico e straordinario. Per me, e per quelli che hanno lavorato quotidianamente al raggiungimento di obiettivi mai centrati, è motivo di orgoglio essere riuscita ad imprimere concretezza all'attuazione di quel sistema dei parchi archeologici stabilito dalla legge 20 del 2000 che, oltre al Parco Archeologico di Agrigento, fino a prima del mio mandato non aveva ancora visto la luce in Sicilia”.

"E’ stato, come sempre, un percorso condiviso con il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, con la Soprintendente di Siracusa, Beatrice Basile e con le responsabili dell’unità operativa archeologica e paesaggistica Rosa Lanteri e Alessandra Trigilia, ma anche con le associazioni e la cittadinanza attiva - da Italia Nostra a Natura Sicula - che non hanno abbassato la guardia sul “bene comune” parco. Perimetrare un parco significa tutelarlo, salvaguardare il paesaggio dentro e fuori dal parco e metterlo, inoltre, al centro di progetti di valorizzazione che potranno intercettare i finanziamenti della prossima programmazione europea. Il riconoscimento del Parco di Siracusa, già attrattore culturale e turistico unico nel nostro territorio e oggetto di progetti POIn 2007-2013 finanziati durante il mio mandato, che rischiavano di andare perduti - nello specifico, per Siracusa e provincia, sono stati sbloccati 50 milioni circa di fondi comunitari, di cui 12 milioni circa solo per i monumenti della Neapolis - porterà alla migliore salvaguardia dei nostri beni culturali perché garantirà una autonomia finanziaria e di gestione sganciata dalla burocrazia regionale a cui finora era destinato il 70 per cento degli introiti. Tale percentuale sarà gestita dal Parco stesso come sta già avvenendo ad Agrigento con la Valle dei Templi e avverà presto nei parchi già decretati come quelli Archeologici di Selinunte, Cave di Cusa e Segesta e nei parchi di cui si è decretata la perimetrazione di Solunto, Monte Jato, Catania, Valle dell’Aci (uscito oggi nella medesima Gazzetta) e Leontinoi".

"Pur trattandosi di un provvedimento atteso da 14 anni, è da almeno 50 anni dai tempi di Bernabò Brea e Santi Luigi Agnello, figure storiche della archeologia siracusana, che si discuteva sulla necessità di dotare la città di un parco archeologico. Anche se una parte dell’imprenditoria siracusana ha guardato con preoccupazione a questo decreto, chiedendo di bloccarne la pubblicazione – ha detto la Sgarlata – sono sicura che un provvedimento simile, tanto atteso, farà avvertire grandi benefici per la città di Siracusa, per il suo territorio e per le generazioni future, con vantaggi diretti e indiretti sia culturali che economici, con nuove possibilità di crescita anche per l'indotto locale, limitando la distruzione del paesaggio, l’unico vero attrattore economico, e incidendo direttamente sui processi di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio".

Il Parco Archeologico della Neapolis (dal greco "nuova città"), ospita la maggior parte dei monumenti classici della Siracusa greca e romana. Fu realizzato, con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno tra il 1952 ed il 1955, con lo scopo di riunire in un unico ed organico complesso i maggiori monumenti di quell'antico quartiere. Prima della costituzione di questo "Parco", dall'estensione di 240.000 mq., i monumenti si trovavano in un contesto molto frazionato di proprietà private. Proprio all'ingresso del parco troviamo la Basilica di S. Nicolò dei Cordari (XI secolo d.c.), che oggi accoglie un ufficio turistico. La chiesa fu costruita su una piscina romana di forma rettangolare, visibile solo dall'esterno. Nel periodo romano fu appunto utilizzato come serbatoio d'acqua, poi trasformato in chiesa ipogeica, presenta alcuni ingrottamenti, ed in uno di questi era una volta possibile intravedere dei dipinti, oggi non più distinguibili. Con ogni probabilità essi erano dei sepolcri di martiri cristiani. Nel periodo normanno, la chiesetta ipogeica fu abbandonata e fu costruita la basilica sovrastante. 

Lungo il viale che porta all'Anfiteatro Romano (II-IV secolo d.c.), sono disposti dei sarcofagi in pietra, rinvenuti nelle necropoli di Siracusa e Megara Iblea. Esso è posto quasi di fronte alla basilica e rappresenta una delle realizzazioni edilizie più rappresentative della prima età imperiale romana. Continuando il nostro cammino,  incontriamo l'Ara di Ierone II (III secolo a.c.), che rappresenta la terza grande opera monumentale che ci è pervenuta dell'antico quartiere della Neapolis. Più avanti, sulla destra, nelle immediate vicinanze del Teatro Greco (V secolo a.c.) che è il più grande teatro della Sicilia ed uno dei maggiori dell'intero mondo greco. In quest'area vi sono i resti della grande Ara di Ierone II (sec. III a.C.) e le famose Latomie (da litos=pietra e temnos=taglio, quindi cave di pietra), tra cui la Latomia del Paradiso ove troviamo la mitica grotta denominata dal Caravaggio Orecchio di Dionisio e la suggestiva Grotta dei Cordari. Fuori dal recinto del Parco Archeologico, più a Sud, all'inizio della cosiddetta Via Panoramica che porta alla sommità del colle Temenite, vi è un Teatro Arcaico scavato nella roccia con cavea rettilinea anzichè curva, detto "Teatro Lineare". Per completare il quadro dei rinvenimenti archeologici nel Parco bisogna menzionare le opere di esplorazione, eseguite negli anni '50, riguardanti soprattutto il " Santuario di Apollo Temenite". Ai limiti orientali del Parco Archeologico all'incrocio tra viale Teracati e via Romagnoli, visibile dall'esterno, vi è la "Necropoli Grotticelle", con le sue numerose tombe scavate nella roccia, tra cui quella detta "Tomba di Archimede".


A.D.P.


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