La fotografia del sindaco di Catania, Enrico Trantino, mentre bacia il sacro cranio di Sant'Agata – svestito per una storica eccezione d...
La fotografia del sindaco di Catania, Enrico Trantino, mentre bacia il sacro cranio di Sant'Agata – svestito per una storica eccezione del suo busto argenteo – è già destinata a rimanere negli annali della cronaca locale. Un gesto consumatosi sotto le navate del Duomo, su invito dell'arcivescovo Luigi Renna, durante le solenni celebrazioni per il IX Centenario del ritorno in patria delle reliquie della patrona da Costantinopoli, culminate il 17 agosto 2026. Un bacio che ha sollevato un polverone mediatico e politico, riaccendendo l'eterno dibattito sulla laicità dello Stato e sui confini della devozione popolare.
"Non è stato solo un evento. Viviamo con intensità anniversari, compleanni. Ma poi ti capita di vivere un centenario (il nono), che celebra il ritorno da Bisanzio delle reliquie della nostra Agata; di quelle spoglie che ci rendono più vicini alla nostra Santa Patrona, perchè segni tangibili della sua esistenza. E nella lunghissima processione dalla rotatoria del Rotolo a piazza Duomo, cogli il significato del legame; di quello stare insieme che aiuta a affrontare ogni difficoltà e a essere migliori. Come vorresti fosse ogni giorno, sapendo cha una città è solo la somma dei comportamenti di tutti. Innanzi alla Cattedrale, il cardinale Parolin, delegato dal Papa, per testimoniare la vicinanza della Chiesa alla nostra Comunità, a officiare lo straordinario rito. Poi accade che il nostro Arcivescovo, prima che il cranio di Agata fosse riposto nel busto, da cui non era stato più rimosso negli ultimi sessant’anni, me lo porge perchè lo baciassi. Capisci che lì non sei solo un uomo; ma ciascuno dei cittadini che rappresenti. E ti senti schiacciato dal peso del ruolo, dal timore che stai usurpando il desiderio di tutti, di avere il contatto più ravvicinato che si possa desiderare con Agata. L’emozione ti afferra, e vorresti trasferirla a ciascun concittadino. Non so se basta una foto. Ma lì non ero solo io." Questo il commento del sindaco Enrico Trantino.
Fede e Tradizione: Molti fedeli hanno vissuto il momento con profonda emozione, considerandolo un atto di massima devozione. Per la stragrande maggioranza dei catanesi, la festa di Sant'Agata non è una semplice ricorrenza religiosa; è l'intelaiatura stessa dell'identità cittadina. In quest'ottica, il gesto del primo cittadino è stato accolto da molti come un atto di profonda umiltà e rispetto. Il sindaco Trantino, per i sostenitori del gesto, non ha agito a titolo puramente personale, ma come rappresentante dell'intera comunità, stringendo un legame ideale tra la cittadinanza e la sua protettrice. In una terra dove il sacro e il profano si fondono da secoli nelle strade invase dal "sacco" bianco dei devoti, l'omaggio alla reliquia più preziosa è stato percepito come un momento di altissima commozione e continuità storica.
Perplessità e Critiche: Non sono mancate le perplessità di natura quasi estetica e scientifica. Una parte dell'opinione pubblica e degli utenti sui social ha espresso fastidio, definendo l'immagine una forma di "idolatria medievale" o criticando le modalità di esposizione e di contatto diretto con la reliquia. Il sacro cranio della patrona di Catania è solitamente custodito all'interno del celebre busto reliquiario in argento dorato. Le critiche principali si muovono su due binari distinti: quello politico-istituzionale e quello puramente antropologico.
Le due anime del dibattito pubblico: da un lato il punto di vista dei fedeli, che vedono nel gesto del sindaco la massima espressione dell'identità e della devozione cittadina, e dall'altro la posizione dei critici, che sollevano dubbi sulla laicità delle istituzioni e sulla forte carica visiva dell'ostensione del sacro cranio.
Laicità e Spettacolarizzazione: I difensori della laicità dello Stato hanno storto il naso di fronte a un'esposizione così marcata del potere civile nei confronti di un simbolo religioso, giudicando il bacio un'ingerenza emotiva fuori luogo per chi rappresenta tutti i cittadini, compresi i non credenti. L'ostensione del cranio "nudo", privato dei consueti e sfarzosi paramenti barocchi che ne mediano la vista durante le feste di febbraio e agosto, ha urtato la sensibilità di una fetta di opinione pubblica che ha giudicato discutibile sotto il profilo della conservazione della reliquia stessa.
Il Valore Storico del IX Centenario: Al netto delle polemiche, l'evento del 2026 possiede una grande rilevanza storica. Il ritorno a Catania delle reliquie di Sant'Agata, sottratte dal generale bizantino Giorgio Maniace e riportate in Sicilia nel 1126 dai soldati Gisliberto e Goselmo, rappresenta l'atto fondativo della Catania moderna. La decisione della Curia di mostrare i sacri resti nella loro essenzialità biologica ha voluto essere un ritorno alle origini del martirio, un contatto senza filtri con la storia. Il bacio del sindaco Trantino, voluto fortemente dall'arcivescovo Renna in un clima di eccezionale solennità, rimarrà l'icona polarizzante di questo centenario: per alcuni l'apice della fede catanese, per altri il superamento di un confine istituzionale che avrebbe dovuto rimanere invalicabile.
Redazione

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