La Festa di Sant’Agata, patrona di Catania, è uno degli eventi religiosi più intensi e spettacolari al mondo. Riconosciuta come la terza fes...
La Festa di Sant’Agata, patrona di Catania, è uno degli eventi religiosi più intensi e spettacolari al mondo. Riconosciuta come la terza festa religiosa più seguita a livello globale che richiama ogni anno centinaia di migliaia di fedeli e visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Nel 2026, il cuore della celebrazione si svolge in tre giorni principali: 3, 4 e 5 febbraio, ma l’intero ciclo festivo si estende dal 30 gennaio al 12 febbraio, includendo riti preparatori, momenti di raccoglimento, celebrazioni liturgiche, ostensioni e Messe speciali.
I momenti principali della Festa di Sant’Agata:
3 febbraio – Offerta della Cera e Processione della Candelora
Alle ore 12.00 si svolge la processione dell’offerta della cera, che parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace e raggiunge la Cattedrale. Partecipano autorità religiose, civili e militari, ordini cavallereschi, istituzioni accademiche, berline storiche del Senato e fedeli, accompagnati dai cerei votivi. In Cattedrale si conclude con il solenne Te Deum e la benedizione eucaristica.
4 febbraio – Messa dell’Aurora e Grande Processione
Prima dell’alba, i fedeli entrano in Cattedrale per il Rosario e la Messa dell’Aurora (ore 6.00), seguita dalla processione delle reliquie di Sant’Agata, che attraversa alcuni dei luoghi più simbolici della città: Porta Uzeda, piazza Stesicoro, Sant’Agata la Vetere, piazza Palestro, via Garibaldi. In serata, il Fercolo rientra in piazza Duomo.
Annullato il ricevimento in Arcivescovado previsto, come da tradizione, subito dopo l’uscita del Fercolo di Sant’Agata dalla Cattedrale. Lo ha deciso l’Arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Luigi Renna, per rispetto dei cittadini catanesi e delle popolazioni siciliane colpiti dalle calamità e dagli eventi climatici degli ultimi giorni. L’arcivescovado, il 4 febbraio, resterà comunque aperto per i cittadini che volessero osservare dall’alto il passaggio del Fercolo e rivolgere una preghiera alla Santa Patrona.
5 febbraio – Pontificale e Processione conclusiva
Dopo la celebrazione mattutina del Solenne Pontificale in Cattedrale (ore 10.15), nel pomeriggio ha luogo la processione serale delle Sacre Reliquie, che percorre via Etnea, piazza Cavour, via Caronda, via Crociferi, piazza San Francesco d’Assisi e infine ritorna in Duomo. A seguire, si tiene la celebrazione di benedizione e ringraziamento presieduta dall’Arcivescovo.
Il programma si arricchisce anche di:
- Triduo di preparazione (30 gennaio – 2 febbraio) con Messe speciali dedicate a forze armate, donne vittime di violenza, volontari, religiosi e religiose
- Celebrazioni post-festa (6–7 febbraio) con Messe all’altare di Sant’Agata
- Ostensione straordinaria delle reliquie per le scuole (9–11 febbraio)
- Giornata di chiusura (12 febbraio) con Sante Messe, venerazione delle reliquie, celebrazione solenne e processione finale in piazza Duomo
La Festa di Sant’Agata è un’esperienza che va oltre il rito religioso: è un incontro corale tra identità, devozione, comunità e patrimonio culturale, capace di unire spiritualità e spettacolo nel cuore di una delle città più vive e autentiche della Sicilia. Una festa grandiosa, che tra turisti, curiosi e devoti, arriva a coinvolgere fino ad un milione di persone. Spettacoli pirotecnici, celebrazioni solenni, processioni che si snodano per le strade illuminate da chilometri di luminarie, sontuosi cortei storici che rinnovano nella città barocca riti antichi e mai perduti. In un misto di fede e di folclore, la Festa di Sant’Agata è paragonabile a celebrazioni che godono di fama universale, come la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini a Cuzco.
Secondo la tradizione, Agata, bella e giovane cristiana di famiglia aristocratica, visse a Catania nella prima metà del III secolo. Subì le torture e il martirio per essersi opposta e aver rifiutato le lusinghe del governatore Quinziano, difendendo la propria fede e la propria integrità morale. Dopo le mammelle, le fu strappata la stessa vita. Si narra che dopo la sua morte, la città di Catania venne minacciata da una violenta eruzione dell’Etna. Per contrastare l’avanzata della lava, gli abitanti fecero allora ricorso al velo bianco che cingeva il suo sepolcro. Ed ecco il miracolo: il velo diventò rosso e arrestò l’eruzione proprio il 5 febbraio, giorno dell’anniversario del martirio. Da allora Catania, in segno di gratitudine, decorata a festa dalle luminarie, si affolla di visitatori e fedeli da ogni parte del mondo e Sant’Agata, nel suo fercolo d’argento, ‘a vara, viene portata in giro tra la sua gente.
Nella prima giornata di festeggiamenti le autorità civili (a bordo della settecentesca carrozza del Senato), religiose e militari, sfilano in un corteo, seguendo le undici “candelore”, pesanti costruzioni lignee, intagliate e dorate, realizzate dalle antiche corporazioni dei mestieri e portate a spalla da uomini forzuti, per il tradizionale appuntamento dell’offerta della cera. La sera, in piazza Duomo, si svolge il grandioso spettacolo dei fuochi artificiali. Il giorno successivo si inizia con la messa dell’Aurora, seguita dalla processione del fercolo nelle vie della città. Il momento più atteso è la cosiddetta cchianata de’ Cappuccini, durante la quale il fercolo viene trainato di corsa fino alla piazza di San Domenico. I cittadini devoti, col tradizionale costume votivo bianco (‘u saccu) e un copricapo nero, agitando un fazzoletto, invocano a viva voce: “Tutti devoti tutti, cittadini, viva Sant’Agata!”. Il giro della città si conclude con il rientro in Cattedrale alle prime luci dell’alba.
Il 5 febbraio si continua la processione nella parte interna della città. Imbocca prima via Etnea, incontrando piazza Università, quindi piazza Stesicoro e, più in là, Villa Bellini. Il fercolo giunge in tarda notte in piazza Cavour. Uno dei momenti più caratteristici e attesi è la cchianata ‘i Sangiulianu, nella quale nuovamente di corsa i devoti trainano il pesantissimo fercolo. Alle prime luci del mattino la Santa rientra in Cattedrale, salutata con commozione dai devoti e da uno spettacolo pirotecnico. Nel rispetto della tradizione, se ci troviamo a Catania durante la festa, dobbiamo assaggiare le olivette di sant’Agata, piccoli dolci di pasta di mandorla colorati di verde e ricoperti di zucchero, e le cassateddi di Sant’Aita, dette anche minnuzzi, a forma di una mammella, per ricordare il martirio subito dalla santa.
Indicazioni per le Celebrazioni in onore di Sant’Agata V. e M.

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