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TRA I SOCCORSI 22 DONNE E 27 MINORI LASCIATI ALLA DERIVA

LIFE SUPPORT DI EMERGENCY: TRE OPERAZIONI DI SOCCORSO IN MENO DI DIECI ORE Nelle prime ore di sabato 25 marzo 2023, la nave Life Support di ...

LIFE SUPPORT DI EMERGENCY: TRE OPERAZIONI DI SOCCORSO IN MENO DI DIECI ORE


Nelle prime ore di sabato 25 marzo 2023, la nave Life Support di EMERGENCY ha tratto in salvo 78 persone in acque internazionali della zona Sar maltese che navigavano su un gommone di circa 12 metri. Al momento del soccorso, il natante stava già imbarcando acqua.


Tra i superstiti, 3 donne, di cui una incinta di due mesi, due bambine accompagnate di 8 e 6 anni, 28 minori non accompagnati, tra cui un bambino di 9 anni. Le persone soccorse provengono da Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Conakry, Liberia, Niger, Nigeria, Mali, Sud Sudan, Sudan, Somalia. Si tratta per la maggior parte di Paesi dilaniati da guerre civili e da insicurezza alimentare.

“Le persone soccorse hanno viaggiato per più di 20 ore senza bere né mangiare – riporta Eliza Sabatini, infermiera a bordo della nave Life Support – Da una prima valutazione, risultano tutti debilitati e disidratati. Nelle prossime ore esamineremo i casi individuali”.

“Erano le 21 quando abbiamo ricevuto la segnalazione di un’imbarcazione in difficoltà in acque internazionali – afferma Emanuele Nannini, capomissione della nave Life Support – Arrivati sul posto, abbiamo trovato il natante sovraffollato e alla deriva, senza possibilità di usare il motore perché era terminata la benzina. Il gommone riportava già danni strutturali, ovvero aveva i tubolari quasi sgonfi. Abbiamo informato tutte le autorità e iniziato subito le attività di soccorso”.

“Il natante si trovava in acque internazionali della zona ricerca e soccorso maltese – prosegue Emanuele Nannini –. Malta, pur essendo stata informata immediatamente, non ha coordinato le attività di soccorso né offerto un porto di sbarco sicuro. Ci sono appena state segnalate altre due imbarcazioni in difficoltà a 3 ore di navigazione dalla nostra posizione e stiamo andando ad assisterle nella rotta verso nord in coordinamento con le autorità italiane”.


Dopo aver messo in salvo, all’alba di sabato 25 marzo 2023, 78 persone, la nave Life Support di EMERGENCY ha terminato una seconda e poi una terza operazione di soccorso nella mattinata dello stesso giorno con il coordinamento delle autorità italiane. In questi due ultimi interventi sono state messe in salvo rispettivamente 38 e 45 persone, alla deriva da oltre 24 ore su imbarcazioni che versavano in condizioni estreme.

“Le barche erano in attesa di soccorsi già da 24 ore, in una situazione drammatica: due natanti di ferro di 7 e 8 metri, al limite della galleggiabilità e che rischiavano di capovolgersi da un momento all’altro – commenta Emanuele Nannini, capo missione della Life Support –. I pescherecci che avevano lanciato l’allarme avevano già segnalato alle autorità, diverse volte e con apprensione, che a bordo erano presenti numerosi bambini e neonati che non mangiavano e bevevano da ore, così come le due donne in stato di gravidanza.”

A bordo delle due imbarcazioni, erano presenti in tutto 83 persone, provenienti da Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Guinea Conakry, Liberia, Mali, Mauritania, Senegal. Tra queste, due donne incinte di pochi mesi, 23 minori non accompagnati, quattro bambini.

“I naufraghi avevano già passato tre giorni in navigazione, senza mangiare né bere e in posizione rannicchiata – afferma Alberto Radaelli, soccorritore della Life Support –. Non si reggevano in piedi, abbiamo dovuto sollevarli a forza. Una volta messi in salvo a bordo della nave, due persone hanno avuto un mancamento. Tutti avevano addosso un forte odore di gasolio, a causa del rovesciamento di taniche a bordo”.

Sul luogo era presente anche una terza imbarcazione in pericolo, il cui soccorso sarà effettuato dalla Guardia Costiera italiana.

Da quando ha iniziato le sue attività, la nave Life Support di EMERGENCY è alla sua quarta missione. Al momento è in viaggio verso il porto, assegnatole dalle autorità italiane, di Ortona. Ha già informato le autorità della presenza di almeno altre 4 imbarcazioni in pericolo nella rotta tra la Tunisia e Lampedusa, ribadendo la propria disponibilità a supportare le autorità nelle operazioni di ricerca e soccorso.


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