Torna su Rai1 il Commissario Montalbano con "Il metodo Catalanotti" con Luca Zingaretti in prima serata lunedì 8 marzo. Nato dall...
Torna su Rai1 il Commissario Montalbano con "Il metodo Catalanotti" con Luca Zingaretti in prima serata lunedì 8 marzo.
Nato dalla straordinaria penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti, "Il Commissario Montalbano" torna protagonista su Rai1 con "Il metodo Catalanotti", un nuovo attesissimo film tv, tratto dall’omonimo romanzo (Sellerio Editore), per la regia di Alberto Sironi e Luca Zingaretti. Una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti, Nora Barbieri e Nicola Serra con Max Gusberti, in onda in prima visione e in prima serata lunedì 8 marzo.
Ad affiancare Luca Zingaretti ritroveremo ancora una volta l’affiatatissimo gruppo di attori che ha reso negli anni “Montalbano” un vero e proprio cult: Cesare Bocci nei panni di Mimì Augello, Peppino Mazzotta in quelli di Fazio, Angelo Russo nelle vesti dell’agente Catarella e la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia, l’eterna fidanzata di Salvo Montalbano.
Nel ruolo di Rosario Lo Savio l'attore messinese Giampiero Cicciò che, emozionato per questo debutto, racconta: "Voglio mandare un pensiero pieno d’affetto a due persone che non ci sono più: Andrea Camilleri, con il quale nel 2003 ho fatto uno spettacolo tratto da un suo testo su “La Lupa” di Verga. Ricordo la sua generosità, la saggezza, il profondo rispetto per gli attori; e al regista Alberto Sironi che mi ha scelto per questo ruolo. Quando l’ho incontrato per il provino, non sapevo che stesse male già da tempo. E’ stato un incontro che non dimentico. Quando sono arrivato sul set, l’ho cercato per salutarlo e ringraziarlo ma non c’era perché non poteva più lavorare. Era il secondo provino in 20 anni che facevo con lui per questa serie che inseguo da quando è nata. Sono profondamente grato al Maestro Sironi e a Luca Zingaretti che ha diretto “Il metodo Catalanotti” prendendo le redini della regia in modo perfetto".
"Ne Il metodo Catalanotti, - spiega il regista Luca Zingaretti - terz’ultimo romanzo della saga, ci sono tutti i temi cari a Camilleri. L’amore, che muove il mondo, il sesso, le corna, ma anche il teatro con l’eterno dilemma pirandelliano dello sdoppiamento dell’io e se sia più vera la realtà o la fantasia, la vecchiaia e il suo eterno tentativo di ghermire la giovinezza, la tragedia e il “tragediare” proprio della cultura siciliana. In questo romanzo Andrea ci diletta con trovate e aneddoti del suo inesauribile bagaglio, disegnando dei personaggi indimenticabili. Ma la più grande delle novità è la perdita di controllo del Commissario travolto dalla passione per una giovane collega. Salvo ci aveva abituato a pochi ma saldissimi punti fermi: l’amore per il suo lavoro, la devozione per Livia, l’imprescindibile attaccamento alla sua terra. Ebbene: qui viene messo tutto in discussione. Il Nostro è disposto a lasciare tutto e tutti pur di poter godere della vicinanza e dell’amore di una ragazza interpretata dalla splendida Greta Scarano. Per raccontare tutto questo occorreva un salto, bisognava marcare la differenza, trovare un dolore nuovo, un coraggio disperato. Penso di poter dire che ci siamo riusciti e di aver fatto, tutti quanti insieme, un gran bel lavoro".
Nel nuovo capitolo di indagini, il commissario e i suoi uomini sono chiamati a fare luce sull’omicidio di un uomo, Carmelo Catalanotti, assassinato con una pugnalata al petto, ma quest’ammazzatina, fosse anche solo per la strana compostezza della salma e l’assenza di sangue, presenta subito qualcosa di strano. Presto Montalbano scopre che la vittima era uno strozzino, benché a suo modo “equo” o almeno non particolarmente esoso. Tutto parrebbe condurre al giro dell’usura, ma troppe cose non tornano. Per venire a capo della matassa di indizi e assicurare alla giustizia il colpevole, Montalbano dovrà andare oltre le apparenze e indagare nelle pieghe della vita del defunto e nelle sue “ossessioni” per il teatro e l’arte tragica. Catalanotti, infatti, non era solo un usuraio, era anzitutto un fervente e originale artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, attivissima compagnia di teatro amatoriale di Vigàta, che non è una semplice filodrammatica, poichè buona parte dei suoi soci sono letteralmente posseduti, quando non addirittura invasati dalla passione per il teatro. Carmelo Catalanotti era il guru di questo gruppo, un guru che sapeva essere geniale, ma anche crudele e sadico. Montalbano si rende conto che proprio nella sua concezione dell’arte tragica e del suo personalissimo e inquietante Metodo è la soluzione del mistero della sua morte. A complicare questo già non facile caso ci si metterà l’incorreggibile Mimì Augello che, nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatterà in un cadavere che sorprendentemente non riuscirà più a ritrovare.
Antonella Di Pietro

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