QUANDO BOSSI FECE IL PATTO DELLE SARDINE - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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QUANDO BOSSI FECE IL PATTO DELLE SARDINE

QUANDO BOSSI FECE IL PATTO DELLE SARDINE

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Sono stata appena invitata a far parte di un gruppo della mia città "Le Sardine di Messina". Ringrazio l'amica che mi ha invitato ma scopro che i post sono in attesa dell'approvazione degli amministratori. Evviva la libertà di parola! Il gruppo su Facebook conta al momento 4655 iscritti. In un post vengono elencati i dieci punti fondanti delle Sardine dove traspare tutto l'entusiasmo tipico della gioventù quando tutto è possibile e si crede fermamente nel cambiamento. Riporto solo l'ultimo punto per darvi un'idea "Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio."

Mi preme però farvi osservare la disinformazione che vige in Italia. Su tutti i siti leggo che questo movimento prende il nome di un pesce perchè il suo mutismo si contrappone ai politici urlanti nei comizi. E i fautori di questa iniziativa sono quattro giovani trentenni che invitano a partecipare ai comizi di Salvini stando stretti come delle "sardine". In realtà la scelta di questo tipo di pesce è stata poco accorta ma, data la giovane età degli organizzatori, è comprensibile. Sarebbe bastato andare un po' a ritroso, cercando nella storia della Lega, per trovare un curioso aneddoto che riguarda proprio le sardine. 

"Il 23 dicembre si incontrano, nella casa romana di Bossi, il segretario leghista con Massimo D'Alema e Rocco Buttiglione, rispettivamente segretari del PDS e del PPI. I tre politici decidono di stringere un'alleanza parlamentare che porterà all'appoggio esterno al successivo governo tecnico guidato da Lamberto Dini. È il cosiddetto patto delle sardine, chiamato così perché alla richiesta di Bossi se i due ospiti avessero fame, il Senatùr offrì quello che aveva nel frigorifero in quel momento, ovvero sardine in scatola, lattine di birra, di Coca-Cola e pancarré (anche se D'Alema preciserà anni dopo che allora «preferii digiunare. Quel frugale pasto fu consumato da Bossi e Buttiglione»). 

Ecco perchè io non mi sento una "sardina", pur non accettando alcuni provvedimenti presi da Matteo Salvini. Dispiace solo che, grazie ad alcuni social dove dilaga l'ignoranza - e bene diceva lo scrittore Umberto Eco "danno diritto di parola a legioni di imbecilli" -, questo movimento delle Sardine si sia ingrandito a dismisura da Nord a Sud con il nome di un pesce noto per un patto di Bossi. Dispiace perchè al momento non si capisce bene cosa intendano fare, a parte i già visti flash mob, ma precisano di essere "apartitici" ovvero di non appartenere a nessuna corrente politica. Tali dichiarazioni mi fanno pensare ad un movimento che oggi siede in Parlamento e che ha mosso i suoi primi passi nell'agorà politica contrapponendosi ai partiti esistenti grazie anche alla popolarità di un comico e all'intelletto di Gianroberto Casaleggio che è stato il vero deus ex machina del Movimento 5 Stelle. 

A questo punto sorge spontanea una domanda. Chi c'è dietro questo Movimento delle Sardine? Solo quattro ragazzi rivoluzionari che vogliono gridare il loro No alla Lega coinvolgendo milioni di persone? Staremo a vedere. Nell'attesa concludo con una frase di Giovanni Giolitti "Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate." Ogni riferimento è naturalmente casuale.


Antonella Di Pietro



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