La Regione Siciliana dedica il 10 marzo al patrimonio culturale dell’Isola. La giornata, che coincide con l’anniversario della scomparsa del...
La Regione Siciliana dedica il 10 marzo al patrimonio culturale dell’Isola. La giornata, che coincide con l’anniversario della scomparsa dell'archeologo Sebastiano Tusa, si trasforma in un momento di partecipazione collettiva. Per l’occasione, l’accesso ai musei, ai parchi archeologici e ai luoghi della cultura regionali sarà gratuito, accompagnato da appuntamenti e iniziative speciali pensate per coinvolgere cittadini, famiglie e studenti.
«La figura di Tusa, studioso di fama internazionale e servitore delle istituzioni - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato - continua a rappresentare un punto di riferimento per una politica culturale fondata su ricerca, tutela e valorizzazione. Questa giornata non è soltanto un ricordo, ma un impegno concreto. Vogliamo che il patrimonio siciliano sia sempre più accessibile e protagonista di un progetto di crescita che parta dalle nostre radici per costruire nuove opportunità».
Nello stesso giorno, a Palazzo d'Aumale di Terrasini (Palermo) — sede del Museo regionale di Storia naturale e della mostra permanente del Carretto siciliano — si terrà una cerimonia in sua memoria: sarà svelata una targa commemorativa e gli verrà intitolata la sezione Archeologia del museo. L'appuntamento è per le 16.
Per conoscere le iniziative e i siti che aderiscono alla giornata commemorativa, è possibile consultare i siti web delle singole istituzioni culturali.
Tra gli eventi più significativi si segnalano:
Parco archeologico di Siracusa: 'Musei di notte', apertura straordinaria del museo archeologico regionale 'Paolo Orsi' e dell'esposizione open air del parco di villa Landolina, dalle ore 19.00 alle ore 23.30 (con ultimo accesso alle ore 22.30).
Palazzo Montalbo di Palermo, Centro regionale progettazione e restauro (Crpr): visita guidata alle 9.30 e 12 alla biblioteca di 14 mila volumi e ai laboratori di diagnostica e restauro. Previsti due turni di visite guidate di 20 persone per gruppo.
Museo archeologico Salinas di Palermo: visita didattica gratuita alle collezioni del museo organizzata da CoopCulture alle ore 11.00.
Il percorso guiderà alla scoperta della storia del sito, custode di prestigiose collezioni e opere uniche provenienti da alcuni dei più celebri siti archeologici della Sicilia.
Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo: alle 10.30, visita guidata alla sella ricamata cinquecentesca recentemente esposta nella sala verde e due visite guidate, alle 10 e alle 12 alle collezioni della galleria.
Museo Riso di Palermo: alle 11 conferenza stampa di presentazione del progetto “Cantiere cultura e del contemporaneo. Idee, esperienze e visioni sulla società di oggi. Un ciclo di incontri al museo Riso di Palermo”; alle 16 visita didattica attraverso la collezione del grande artista internazionale Richard Long, a cura di CoopCulture.
Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato: Visita guidata alle 9 delle scuole del territorio ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 11 al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi; alle 15 ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 16:30 al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi.
Museo regionale di Storia naturale di Palazzo d'Aumale a Terrasini: alle 17 visita guidata alla mostra “L’Opra dietro le quinte. Una collezione storica di pupi siciliani”, a cura di Simona Pandolfo. Sarà presente il puparo Pietro Scalisi.
Parco archeologico di Segesta: appuntamento a partire dalle 9,00 con il progetto “Cum grano salis” che metterà insieme la ricerca delle antiche colture con l’arte contemporanea. Le comunità locali parteciperanno alla semina di 5 ettari di terra all’interno del Parco. Il grano diventerà farina e poi pasta con il marchio Helimos in ricordo degli antichi popoli originari del luogo. Il campo avrà una terrazza che ospiterà opere d’arte dedicate ai culti dell’abbondanza. Sebastiano Tusa amava ripetere che senza il grano e l’uva mancherebbe un pezzo della storia degli uomini e non ci sarebbe stata archeologia.
Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento: visita didattica alle 16, organizzata dagli archeologi di Coopculture al quartiere ellenistico-romano di Agrigento e alle sale dedicate presso il museo Griffo. La visita ha la durata di 90 minuti al costo di 5 euro, per un totale di 30 posti disponibili, mentre l’accesso al museo e al quartiere ellenistico romano è gratuito in occasione della giornata celebrativa istituita in memoria dell’archeologo.
Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: visita guidata alle 10:30 “L’archeologo racconta: i segreti dei templi di Selinunte” condotta dagli esperti di Coopculture tra i resti monumentali sulla collina orientale. L’esperienza sarà anche un’occasione per scoprire i segreti che si celano dietro la costruzione di questi edifici di culto. Durante il percorso, infatti, sarà possibile apprendere le diverse fasi della costruzione, dalla cava fino alla messa in opera dei blocchi lapidei, il trasporto, i macchinari, i sistemi di elevazione e di misurazione; alle 12 auditorium “Falcone e Borsellino”, presso il baglio Florio, all’interno del parco archeologico di Selinunte, proiezione del docufilm di Folco Quilici "Un’isola nel tempo". Contemporaneamente lo stesso film sarà proiettato nella sala del Consiglio comunale di Pantelleria.
Parco Lilibeo di Marsala: a partire dalle 17 conversazione dal titolo “Giornata per i beni culturali siciliani in memoria di Sebastiano Tusa". Il museo Lillibeo racconta il suo impegno per ricordare l’attività profusa dal celebre archeologo nella ricerca resa tangibile dai rinvenimenti marini che si trovano nel museo come la nave tardo romana “Marausa 1”e il rostro “Egadi 13”.
Museo “Agostino Pepoli” di Trapani: visita guidata alle 16 alla mostra la “”Natività di Maria. Arte e tradizione a Trapani”.
Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci: apertura straordinaria al mattino del Portico dell'Atleta (sito ipogeo in via Crociferi) dalle 9 alle 13.
Parco Archeologico di Tindari:
- Antiquarium di Tindari, mostra delle monete di Tindari donazione dell’avvocato Giovanni Sciacca.
- Area archeologica di Patti Marina, restauro a porte aperte del mosaico pavimentale di Dioniso.
- Area archeologica di Tusa, cantiere aperto allo scavo archeologico del teatro Ellenistico.
- Visite guidate alla scoperta dei siti archeologici di Milazzo, Tindari, Patti, Capo d’Orlando, un programma di lettura e approfondimento dei mosaici.
Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Caltanissetta: visita guidata dalle 10 alle 12 al Cantiere di orto fontanelle a Gela con la collaborazione del Comune di Gela. Saranno illustrati i risultati dello scavo di archeologia preventiva, tuttora in corso, nel cantiere di "Orto Fontanelle" dove il Comune sta realizzando il palazzo della cultura. La visita sarà condotta dall'archeologo Gianluca Calà.
La 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐓𝐮𝐬𝐚 rinnova, anche quest’anno, il proprio impegno nel custodirne e diffonderne l’eredità scientifica e culturale, affinché la sua visione continui a promuovere il patrimonio della Sicilia nel mondo.
𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐀𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 - 𝐧.𝟏𝟏𝟔
𝟏𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎.𝟎𝟎
Sala Mattarella, Assemblea Regionale Siciliana
piazza del Parlamento 1, Palermo
L’ingresso è consentito esclusivamente su invito e previa iscrizione in lista nominativa
presidente@fondazionesebastianotusa.org
Le innumerevoli grandi scoperte di cui Sebastiano Tusa è stato testimone e protagonista abbracciano un lungo periodo che va dal rinvenimento del Satiro danzante di Mazara, alle Teste Imperiali di Pantelleria, al Kouros ritrovato di Lentini, ai Rostri della Battaglia delle Egadi. Ma gli va ascritto anche il merito di aver istituito dal 2005, ventitré itinerari culturali subacquei, dei veri e propri musei sommersi unici al mondo dove i reperti sono mantenuti in situ e possono essere visitati da tutti con il sistema del telerilevamento. Tutto ciò è stato possibile grazie alla sua profonda conoscenza delle fonti ma anche alla capacità di comunicare, divulgare e rendere tutti partecipi dei nuovi saperi che esplorava nel totale convincimento che costituiscono la base per un’azione efficace di tutela e valorizzazione di un patrimonio culturale immenso del quale voleva rendere tutti affidabili tutori.
Sebastiano Tusa intraprese gli studi di preistoria all’Università di Roma “La Sapienza” dove si laureò sotto la guida di Salvatore Maria Puglisi e dove in seguito si specializzò in Archeologia Orientale sempre in ambito paletnologico. L’Oriente, soprattutto il Pakistan ma anche l’Iraq e l’Iran, furono mete di lunghe esperienze giovanili di campagne di scavo e di ricerca, in particolare durante il periodo del servizio civile (1978-1979). Di ritorno in Italia, vinse il primo concorso come Ispettore archeologo preistorico in ruolo presso la Soprintendenza Speciale alla Preistoria e all’Etnografia, Museo Luigi Pigorini di Roma (1980-1982). Dal Ministero dei Beni Culturali transitò all’Università “La Sapienza” come ricercatore di Paleoetnologia (1982-1987) e, sempre con lo stesso ruolo venne trasferito all’Università di Palermo (1987-1993). Nel 1983, intanto, aveva pubblicato il libro La Sicilia nella preistoria destinato a diventare un classico nel panorama accademico. Il volume ancora oggi è considerato uno dei testi più importanti sulla preistoria isolana e un caposaldo nella vastissima produzione scientifica di Tusa che conta varie centinaia di titoli. Lasciata la carriera universitaria nel 1993, Sebastiano Tusa svolse però sempre un’intensissima attività di docente a contratto presso vari Atenei, in particolare l’Alma Mater di Bologna, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e la Philipps-Universität a Marburg in Germania, formando molti archeologi italiani e tedeschi che sono stati suoi allievi.
Nel 1993 vinse il concorso indetto dall’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana come Dirigente tecnico Archeologo Preistorico e prese servizio alla Soprintendenza di Palermo. Nel 1999 divenne direttore della Sezione Archeologica della Soprintendenza di Trapani. Direttore di numerosi scavi e responsabile della tutela, intraprese moltissime ricerche originali, in particolare a Pantelleria e nel territorio dell’Alto Belice. Nel 1993 e 1994, con l’archeologo Fabio Faccenna diresse lo scavo subacqueo del relitto medievale al largo del faro di San Vito lo Capo, per conto della Soprintendenza di Trapani. Fu il primo importante intervento istituzionale di Tusa nel campo dell’archeologia subacquea che diverrà progressivamente l’interesse predominante della sua attività scientifica, insieme ed accanto alla preistoria. Creò il GIASS (Gruppo d’Indagine Archeologica Subacquea Sicilia) poi evolutosi nel Servizio di Coordinamento delle Ricerche Archeologiche Sottomarine (SCRAS) presso il Centro Regionale di Progettazione e Restauro di Palermo divenendo coordinatore della Sezione Archeologica. Nel 2000 rinunciò alla cattedra di Professore ordinario di Preistoria e Protostoria all’Università degli Studi di Palermo per inseguire un suo sogno, il progetto legato alla nascita della Soprintendenza del Mare e alla creazione di un Centro di Eccellenza per la ricerca e l’applicazione delle nuove tecnologie ai Beni Culturali, oggi in fase di realizzazione all’ex Istituto Roosevelt dell’Addaura a Palermo.
I tempi erano maturi per l’istituzione, nel 2004, con apposito dispositivo di legge, della Soprintendenza del Mare, una novità assoluta per l’Italia e l’Europa. Ideatore della Soprintendenza del Mare, Sebastiano Tusa ne fu al vertice (ad eccezione di un breve intervallo durante il quale fu Soprintendente di Trapani) dal 2004 fino alla sua nomina ad Assessore Regionale ai Beni Culturali avvenuta nell’aprile 2018. E sono state tante anche le missioni archeologiche condotte in vari Stati del mondo: Iraq (Swat), Pakistan, Libia, Tunisia, Congo, Kenya, Spagna, Portogallo, Belgio, Lettonia, Germania, Polonia e in Paesi più lontani come Giappone e Australia, realtà diversissime tra loro che arricchivano la chiave di interpretazione dei dinamismi culturali alla base di ogni ritrovamento. Sebastiano Tusa è deceduto il 10 marzo 2019 nel disastro aereo di Bishoftu (Etiopia) mentre si recava a Nairobi, nella sua veste di Assessore Regionale ai Beni Culturali, per presenziare alla Conferenza Mondiale sul Clima organizzata dall’ONU. Ha lasciato, con il dolore della sua scomparsa, una grandissima eredità umana e scientifica. Le sue ceneri oggi riposano nella Chiesa di San Domenico a Palermo, il Pantheon dei siciliani illustri, nella Cappella del SS. Crocifisso, l’opera funeraria che le custodisce è stata realizzata dal Maestro Michele Canzoneri. (http://www.fondazionesebastianotusa.org/)

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