Breaking News

DOCUFILM SUI FRATELLI PICCOLO DI CALANOVELLA

Esce "Il Meridiano della Solitudine - Lucio Piccolo e il suo favoloso quotidiano”, un eccezionale docufilm sul mondo dei Piccolo di Calanovella firmato Diego Ronsisvalle, con celebri nomi del panorama culturale italiano. 

Agata, Casimiro e Lucio Piccolo


Tre famiglie - i Tomasi di Lampedusa, i Tasca Filangeri di Cutò, i Piccolo di Calanovella - imparentatesi tra loro alla fine dell'800: un destino complesso le accomuna nella storia, nella letteratura, nell'arte e nella politica sino ai nostri giorni. Attraverso le pagine del diario personale di Teresa Tasca Filangeri di Cutò, il docufilm di Diego Ronsisvalle ripercorre le vicende di personaggi singolari e a volte bizzarri come suo fratello Alessandro, il Principe Rosso, fondatore dei Fasci socialisti siciliani, il nipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, i figli Lucio Piccolo, poeta scoperto ed esaltato da Eugenio Montale, Casimiro, pittore e fotografo, Agata Giovanna, con la sua passione per la botanica.

A questi personaggi, simboli di una Sicilia immortale, e all’amata dimora Villa Piccolo a Capo d’Orlando, è dedicato il docufilm “Il Meridiano della Solitudine” di Diego Ronsisvalle, proposto da Rai Cultura e realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Il film, che si snoda attraverso le pagine del diario personale di Teresa Tasca Filangeri di Cutò, andrà in onda domenica 22 novembre alle 22.15 su Rai 5 (Canale 23 del Digitale Terrestre).

Franco Battiato legge Piccolo in una scena del film

Un viaggio straordinario, con un cast d’eccezione: Teresa ha il volto e la grazia di Galatea Ranzi, mentre i versi di Lucio Piccolo sono magistralmente interpretati da Piera Degli Esposti e da Paolo Bonacelli. A raccontare il magico mondo dei Piccolo di Calanovella, alcuni grandi siciliani, come Franco Battiato, Andrea Camilleri e Dacia Maraini.

Il prezioso contrappunto alla narrazione sono, appunto, le loro voci: il filo rosso teso da Andrea Camilleri in una appassionata analisi delle ragioni letterarie e personali che hanno accompagnato la vita e l’opera Lucio Piccolo, le riflessioni di Dacia Maraini e il suo sguardo rivolto al mondo femminile nella Sicilia del primo contraddittorio Novecento, la testimonianza poetica e visionaria di Franco Battiato sospesa tra l’evocazione di Teresa Tasca e un sentimento forte del luogo e delle sue ombre: “Quando ebbi occasione di visitare quella casa percepii come delle energie sotterranee”. Di quel luogo, di quella casa, di Villa Piccolo, là dove passa il “meridiano della solitudine” che ispira il titolo del documentario, si ascoltano le parole contenute proprio nelle pagine del diario di Teresa.

“Quando i figli di Teresa si ritirarono con lei nei loro possedimenti - racconta Andrea Camilleri - cominciarono a creare il loro universo da piani diversi: uno era quello di tenere viva la storia della famiglia circondandosi di oggetti simbolo di quel passato, residui di quella storia, che componevano una sorta di museo, museo tuttora presente”.

“Teresa - dice Dacia Maraini - fu una madre toccata dalle tragedie familiari. Del suo dramma personale i figli portavano i segni e credo che tutto questo sia dentro la poesia di Piccolo, in quei versi vi è come un dolore irrisolto”.

Sullo sfondo dei grandi accadimenti della storia, come il terremoto di Messina, tutto si annoda e si autodistrugge. Ciò che rimane confluisce in un grande simbolo, una antica dimora di campagna sulle pendici dei Nebrodi, Villa Piccolo, da dove quei personaggi sono passati, una grande casa "fatata” frequentata, nella definizione di Lampedusa, da personaggi di un mondo sulla soglia della propria scomparsa.

Occasione preziosa per una rilettura letteraria e sentimentale a un tempo, il docufilm contiene anche momenti di straordinaria suggestione poetica grazie alle citazioni dal diario di Teresa Tasca e ai versi di Lucio Piccolo, che appare in un emozionante frammento delle Teche Rai. “ Per me la poesia è come la vita. – dice lo scrittore palermitano morto nel maggio 1969 - E’ memoria... Noi viviamo di memoria. Del resto gli intelligentissimi greci non avevano stabilito che la madre delle Muse era la Memoria?”

“Una poesia, la sua, tutta di ombre dove difficilmente raggia la luce solare”, chiosa Camilleri

Villa Piccolo, oggi Casa Museo immersa in uno splendido parco di oltre venti ettari sulle colline di Capo d’Orlando, continua la propria storia grazie alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, che la gestisce, promuovendo durante tutto il corso dell’anno un fitto programma di iniziative culturali di altissimo profilo. Fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1970, la Fondazione ha ospitato alcuni fra i nomi più noti del panorama culturale italiano e internazionale. Presieduta da Giuseppe Benedetto, la Fondazione è retta da un consiglio di amministrazione, composto da autorevoli esponenti del mondo della cultura e delle professioni - Aurelio Pes, Andrea Pruiti Ciarello, Alberto Samonà - coadiuvato da un prestigioso comitato scientifico.

Nella Casa Museo è possibile ammirare preziose collezioni di ceramiche e di quadri, oltre ai luoghi della vita quotidiana dei Piccolo. Custodisce, inoltre, un archivio storico, con stampe e documenti d’epoca e al pianterreno si trova la suggestiva collezione di acquerelli magici dipinti da Casimiro Piccolo

Il padre di Diego, Vanni Ronsisvalle, giornalista, scrittore, autore di saggi e testi teatrali, è anche autore de “Il favoloso quotidiano”, la storica intervista Rai, fatta a Lucio Piccolo nel 1967, che ancora oggi costituisce una testimonianza preziosa e unica per conoscere l’universo del grande poeta siciliano.


Nessun commento