ore

Breaking

Post Top Ad

martedì 17 febbraio 2015

NON SONO (SOLO) TUA: STORIE DI DONNE VIOLENTATE CHE ASPETTAVANO L'AMORE

“Non sono (solo) tua - Donne che aspettavano l’amore” è lo spettacolo teatrale di Lino Belleggia e Giovanni Nardoni in scena al Teatro Tordinona dal 24 febbraio al 15 marzo con il patrocinio del Comune di Roma. Un titolo che è la chiara risposta alla frase “sei solo mia”, usata spesso da uomini violenti nei confronti delle loro fidanzate, compagne o mogli.



Questo il tema portato in scena dal ilsestoatto: la violenza perpetrata nei confronti delle donne. Sei storie tratte da accadimenti reali, raccontate con un susseguirsi di dialoghi profondi, veri, che arrivano dritti alla coscienza e fanno vibrare le corde più profonde di ciascuno di noi; sei personaggi che vestiranno i panni di donne che devono affrontare e superare, scoprendo la forza del sostenersi l’un l’altra, diverse realtà di violenza in casa, di abuso sessuale, di tentati omicidi, di stalkeraggio. Un lavoro nato dallo studio attento di una corposa bibliografia in materia e una ricerca approfondita di esperienze e racconti di donne che hanno subito violenza nella loro vita.

La storia si svolge in una sala di un centro antiviolenza di Roma Nord, dove si riunisce un piccolo gruppo di auto-aiuto per donne maltrattate. Nicoletta, alle spalle due tentati omicidi da parte del marito, è la moderatrice. Con lei ci sono Fiorella, vittima di un ex marito violento e prevaricatore che l’ha già accoltellata una volta; Virginia, abbandonata dal promesso sposo dopo aver vissuto sulla propria pelle uno stupro di gruppo davanti agli occhi del fidanzato stesso; Tiziana, incapace di lasciare un marito dispotico che l’ha distrutta nel fisico e nella mente; Piera, vittima di uno stalker sconosciuto le cui minacce l’hanno obbligata a lasciare tutto e Claudia, madre di Anna, una ragazzina di tredici anni suicidatasi dopo essere stata stuprata.

Durante le drammatiche sedute - che si snodano nell’arco di circa tre mesi - queste sei donne, sei vittime della violenza di compagni, mariti o sconosciuti, raccontano le loro storie di abuso confrontandosi con veemenza, ma anche con umanità e partecipazione. Sono donne che cambiano attraverso le storie raccontate dalle altre compagne. E cambiano, anche, sentendo raccontarsi, forse per la prima volta, la violenza subita: quella violenza che le ha segnate per sempre. Ma nel momento in cui l’amicizia tra di loro sembra renderle più forti e consapevoli, un nuovo dramma le coinvolgerà tutte e, per combattere il dolore e la frustrazione, non potranno fare altro che continuare le sedute e contrastare, nel proprio piccolo, la violenza insensata dell’uomo.


“Attraverso questo spettacolo - dichiarano l’autore Lino Belleggia ed il regista Giovanni Nardoni  - abbiamo voluto dare voce a tutte quelle donne che, nell’infinita attesa dell’amore, sono rimaste intrappolate nella nebbia del dolore e della disperazione e da dove solo alcune sono riuscite a far ritorno. Non sempre e non tutte le donne vittime della violenza riescono a dire ‘no’ ai loro carnefici e a volte ‘cadono’ prima ancora di avere avuto il tempo di poterlo fare... Se non muoiono sotto i colpi degli orchi, per quanto forti siano, le donne violate rimangono incatenate per sempre alla violenza subita, in famiglia come all’esterno, fisica come verbale, dallo stupratore o dallo stalker, dal marito come dal padre. Le sei donne che sul palcoscenico faranno sentire le proprie voci nello spazio di un gruppo di sostegno sopportano il peso di storie tragiche. Queste donne subiscono mariti violenti e pericolosi, hanno vissuto lo stupro di gruppo, il duplice tentato omicidio del marito, il gioco perverso di uno stalker e la violenza subita da una figlia poco più che bambina che per vergogna si è tolta la vita". 

Perché, come scrive l’autrice francese Virginie Despentes, lo stupro “è ossessionante”. "Ci penso sempre”, si legge nel suo King Kong Girl.  Spesso le donne violate si sentono ripetere "Sei solo mia", e purtroppo è sempre più pericoloso per loro reagire e rispondere “Non sono (solo) tua”.


Nel cast: Gianna Breil, Bianca Maria Castelli, Fabiana Lazzaro, Helene Olivi Borghese, Anna Rita Luongo, Paola Scotto Di Tella e Veronica Maria Genovese. Il brano “Via da te” è scritto e interpretato da Elena Miraglia. Dipinti di Paola Alvino Glaviano. Suggestioni musicali di Bernardo Nardini

Il costo dello spettacolo sarà di € 20,00 per i biglietti interi, € 15,00 per i ridotti e € 10,00 per i posti palco. "Non sono (solo) tua" andrà in scena dal lunedì al venerdì alle ore 21.00 e la domenica alle ore 17.30. Per prenotazioni ed informazioni scrivere a: nonsonosolotua@yahoo.it



Il copione è stato sottoposto, una volta terminato, all’attenta lettura delle operatrici della Onlus “Differenza Donna - Associazione di donne contro la violenza alle donne”, le quali hanno messo a disposizione la loro esperienza quotidiana per fornire un importante riscontro riguardo alla tematica, fornendo la loro gentile collaborazione. "Differenza Donna" grazie a competenze specifiche, è impegnata costantemente nel combattere con efficacia la violenza verso le donne, fornendo sostegno a 360° a tutte coloro che le si rivolgono.

“La violenza – dichiara Elisa Ercoli, membro del consiglio direttivo - è il più grande inganno avallato dalla società attraverso modelli culturali diffusi. Essa, per questo motivo, è trasversale, si presenta sotto differenti forme ed averne consapevolezza è spesso molto difficile.”

Nell’80% di casi si tratta di violenza in famiglia. La fascia di età delle donne colpite è dai 28 ai 40 anni e il 65% delle donne sono italiane mentre il restante 35% straniere. La maggioranza è italiana poiché hanno maggiori strumenti e capacità per chiedere aiuto. Questi i dati diffusi dalla Onlus “Differenza Donna - Associazione di donne contro la violenza alle donne” riguardo alla violenza subita dalle donne nella città di Roma. La struttura, con tre sedi nella capitale, accoglie circa 1.550 persone l’anno, ma le cifre rispecchiano gli ultimi dati nazionali. Roma è stata la città con più femminicidi nel 2013. Un macabro primato che accomuna la città con la regione: il Lazio è capolista - insieme alla Campania - con 20 casi. 

Il secondo rapporto Eures sul femminicidio in Italia rivela, infatti, un aumento degli omicidi passionali negli ultimi sette anni, con 179 donne uccise nel 2013, in pratica una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne uccise sono aumentate del 14%.  Molte persone ignorano il problema o ne prendono le distanze con un "non mi riguarda" o "a me non accadrà mai" e si chiedono, anzi, come sia possibile che alcune donne siano disposte a subire certi soprusi dagli stessi uomini che dovrebbero amarle. 

Eppure, ascoltando queste storie si rimane sorpresi dalla semplicità con cui ogni giorno si possa essere “violentate”, offese e umiliate, senza accorgersene. Si capisce quanto sia facile perdere il senso di se stessi e quanto sia difficile, invece, il percorso per recuperarlo.

Per "Non sono (solo) tua" Rodolfo Neyra ha realizzato il corto "Te quiero mucho" che narra di un alieno di nome Ali sceso sulla Terra per scoprire cosa sia l'Amore, quello vero, tra tutti gli esseri viventi, sia animali che umani. Ma sarà proprio tra questi ultimi che Ali farà l'amara scoperta che l'amore, a volte, può essere "malato". Isaac Asimov scriveva che "La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci", io aggiungerei che è anche l'ultimo rifugio dei vigliacchi.


Antonella Di Pietro


Nessun commento:

Posta un commento