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martedì 9 dicembre 2014

IN MEMORIA DI GRAZIELLA CAMPAGNA

L’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Messina, Patrizia Panarello, in collaborazione con il Movimento Agende Rosse e la famiglia Campagna, ha organizzato per venerdì 12 dicembre, ore 9:30, al Palacultura "Antonello da Messina", la manifestazione “Costruire con la memoria”, in ricordo di Graziella Campagna, la ragazza uccisa dalla mafia. 


Graziella Campagna

Alla presenza del Sindaco di Messina, Renato Accorinti, interverranno all'incontro il Presidente Nazionale dell'Udc, On. Gianpiero D'Alia; il Senatore Giuseppe Lumia, ex Presidente della Commissione Antimafia; il Presidente dell'Ars, On. Giovanni Ardizzone; il fondatore dell'Associazione "Libera" don Luigi Ciotti; il consigliere comunale del Pd, Daniele Zuccarello; l’avvocato Fabio Repici; i fratelli Piero e Pasquale Campagna e gli attori del film “La vita rubata” Beppe Fiorello (in collegamento Skype), Alessio Vassallo e Larissa Volpentesta. Alla manifestazione saranno coinvolti anche gli studenti delle Scuole medie di Messina e provincia e degli Istituti superiori cittadini con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani sui temi della giustizia e della legalità.

Insieme ad autorità civili e militari, saranno presenti in sala anche i Sindaci di Villafranca, Rometta e Saponara; Lelio Bonaccorso, autore delle vignette diffuse nelle scuole nell’ambito dei progetti per la promozione della legalità, ed il patron dell’Acr Messina, Pietro Lo Monaco, promotore del minuto di silenzio e dell'ingresso in campo della sua squadra con uno striscione in ricordo di Graziella Campagna nella partita Messina-Benevento in programma venerdì 12, alle 20:45, allo Stadio San Filippo di Messina.

Sul palco del Palacultura, gli attori Maurizio Marchetti e Maria Serrao leggeranno alcuni brani tratti dal libro “Con i tuoi occhi. Storia di Graziella Campagna uccisa dalla mafia”, della giornalista messinese Rosaria Brancato che, con la logica stringente della cronista, ricostruisce la lunga serie di favoreggiamenti e depistaggi che hanno costellato questi 24 interminabili anni di ricerca della verità giudiziaria, svelando insabbiamenti e le collusioni di un mondo parallelo a quello ufficiale, in cui criminali si mescolano alla gente perbene e alle istituzioni, specchio di una società avvelenata dalla mafia e dall'omertà.

La Brancato nel suo libro restituisce voce alle vittime di questa vicenda tragica e amara, immaginando un commovente dialogo tra Graziella e suo fratello Piero che, instancabilmente, non ha mai smesso di cercare la verità, e gli altri membri di una famiglia “normale” travolta dal dolore, schiacciata da un meccanismo più grande delle loro vite di cui non avrebbero mai sospettato neppure l’esistenza. La “Storia di Graziella Campagna uccisa dalla mafia” ha il valore civile di una testimonianza per ricordare e fare riflettere.

La sera del 12 dicembre 1985 Graziella Campagna, diciassettenne di Saponara (un paesino in provincia di Messina) usci dalla lavanderia di Villafranca Tirrena, dove lavorava da alcuni mesi, e scomparve. Due giorni dopo, il cadavere venne trovato un luogo isolato, a Forte Campone, straziato con cinque colpi di lupara. Pochi giorni prima della scomparsa la ragazza aveva trovato in una giacca un'agendina che apparteneva all'allora latitante Gerlando Alberti junior, cliente della lavanderia presso la quale la giovane lavorava. Una dimenticanza da parte del boss che è costata la vita alla ragazza: questo il movente dell'omicidio. Per accertare la verità i familiari hanno assistito a un processo lungo più degli anni di Graziella. Se giustizia si è avuta, è stato grazie anche all'impegno del fratello di Graziella, Piero Campagna, appuntato dei Carabinieri, e dell'avvocato Fabio Repici. 

Della sua storia si sono occupate le trasmissioni televisive "Chi l'ha visto?" (febbraio 1996) e "Blu notte - Misteri italiani" (ottobre 2001). Il 7 dicembre 1996, il Tribunale di Messina decide di riaprire il caso Graziella Campagna. Vengono indagati per favoreggiamento Franca Federico, titolare della lavanderia dove lavorava Graziella, suo marito, Francesco Romano, sua cognata Agata Cannistrà e suo fratello Giuseppe Federico. Il 17 dicembre del 1996 l'Associazione Antimafie "Rita Atria" di Milazzo e il Comitato per la pace e il disarmo unilaterale di Messina, presentano il primo dossier sull'omicidio Campagna: "Graziella Campagna a 17 anni Vittima di mafia". Pochi mesi più tardi il dossier diventerà un libro: "Graziella Campagna a 17 anni vittima di mafia, storie di trafficanti, imprenditori e giudici nella provincia dove la mafia non esiste" (Armando Siciliano Editore). Le due associazioni, insieme alle scuole di tutto il comprensorio (Milazzo, Barcellona, Santa Lucia, Villafranca), si schierano accanto alla famiglia. "C’è bisogno di uno sforzo delle nuove generazioni a comprendere che il sacrificio di Graziella non è stato invano se esso è servito a chiarire una volta per tutte che Messina non è periferia di mafia, bensì luogo strategico per i traffici di armi e droga e per il riciclaggio del denaro sporco. - scrivono le due associazioni - Alle giovani vittime di mafia è stato negato il diritto a crescere, apprendere, socializzare, amare. E’ soprattutto nelle scuole, in un salone, una palestra, una classe, che può e deve essere ricordata Graziella. Perchè viva. Perchè non la si dimentichi. Perchè non si dimentichi che anche a Messina a diciassette anni si muore. Di mafia".

Nel 2004, Graziella Campagna è stata riconosciuta vittima di mafia e l'11 dicembre dello stesso anno vengono giudicati colpevoli e condannati all'ergastolo per l'omicidio di Graziella Campagna, il boss siciliano Gerlando Alberti junior ed il suo braccio destro Gianni Sutera. Mentre Franca Federico e Agata Cannistrà saranno condannate a due anni di penitenziario, tutti gli altri prosciolti. Alberti uscirà di prigione il 4 novembre 2006 per via del ritardo con cui è stata depositata la sentenza ma sarà ricondannato all'ergastolo, insieme a Sutera,  il 18 marzo 2008 dalla Corte d'Assise d'Appello di Messina. I due presenteranno un ricorso che sarà respinto dalla Corte di Cassazione di Roma che il 18 marzo 2009 riconferma l'ergastolo.

Nel 2008 la Rai ha mandato in onda, non senza polemiche, la fiction "La vita rubata" con l'attore Beppe Fiorello nella parte di Piero Campagna e Larissa Volpentesta nel ruolo di Graziella Campagna. Il film doveva andare in onda martedì 27 novembre 2007, ma l'allora Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha bloccato la messa in onda in vista della sentenza di appello dei sicari per il giorno 13 dicembre 2007. La fiction è stata rimandata in onda il 16 dicembre 2009 e il 18 luglio 2011 su Rai 1 alle 21:10 in prima serata.


Antonella Di Pietro

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