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NELLA TORRE DEGLI INGLESI UN CANTO DEL LAVORO E DELLA LIBERTA'

“Col sudore della fronte” chiude il XV Cortile Teatro Festival di Messina Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia dell’Arpa, ha come sottoti...

“Col sudore della fronte” chiude il XV Cortile Teatro Festival di Messina



Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia dell’Arpa, ha come sottotitolo “Canto del lavoro e della libertà” ed è legato alle vicende più oscure di Barcellona Pozzo di Gotto. Esempio di teatro civile, è stato appena presentato al “Resistenza Teatro Festival" di Casa Cervi, in provincia di Reggio Emilia. L’appuntamento è fissato alle ore 20,30 del 4 settembre nel complesso monumentale “Torre degli Inglesi”, nel villaggio Torre Faro. 


Il direttore artistico, Roberto Zorn Bonaventura, ha scelto di chiudere la quindicesima edizione del Cortile Teatro Festival. con uno spettacolo di forte impatto sociale, strettamente legato al passato e all’attualità di un territorio del Messinese.

“Col sudore della fronte - Canto del lavoro e della libertà” è ispirato a una storia vera, e racconta il coraggio di chi, nel cuore di una terra segnata dalla mafia e dalla paura, sceglie di dire no. Ivan Bertolami porta in scena la storia della sua famiglia, di un lavoro costruito con fatica e dignità, del rifiuto del pizzo e delle minacce che ne seguirono. Una vicenda personale che diventa memoria collettiva, intrecciandosi alle storie di chi ha scelto di non restare in silenzio. Tra parole, musica e canto, il dolore diventa resistenza e la paura si trasforma in una risposta condivisa. Un teatro che ricorda che il lavoro onesto è libertà. E che la libertà si conquista, ogni giorno, con il sudore della fronte.

Con Ivan Bertolami anche Antonio Smiriglia, che esegue dal vivo le sue musiche originali. La drammaturgia è di Mariangela Vacanti, la regia di Filippa Ilardo. Scene di Claudio Castagna, disegno luci di Roberto Ragusa, assistente alla regia Elisa Di Dio.

Si legge nelle note della produzione: «Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina. Terra di latitanze, di omicidi in pieno giorno, di coprifuoco non scritto. La Corleone degli anni Duemila, l’hanno chiamata. Qui, dal 1993 al 2012, decine di uomini sono stati ammazzati. Armi. Droga. Pizzo. Paura. E poi i nomi che restano, come ferite aperte: Attilio Manca, Graziella Campagna, Adolfo Parmaliana, Beppe Alfano. Storie che non si chiudono mai davvero. Eppure, proprio qui, nel cuore del territorio del clan dei barcellonesi – uno dei più potenti e spietati di Sicilia – qualcosa si incrina. Qualcuno dice no. Qualcuno trova il coraggio di denunciare. È una luce sottile all’inizio, quasi invisibile. Poi diventa una scia. Una fiaccolata antimafia. I lenzuoli bianchi alle finestre. Un respiro collettivo che rompe l’isolamento».

«La regia di Filippa Ilardo parte da una domanda: come si mette in scena una verità senza tradirla? La risposta è nell’essenziale. In scena non c’è finzione che protegge, ma una presenza che espone: ogni parola nasce da un’esperienza vissuta, e questo scarto tra teatro e vita genera una tensione viva, quasi scomoda».

Cortile Teatro Festival nasce da un’idea di Roberto Zorn Bonaventura, Giuseppe Giamboi e Stefano Barbagallo. Il Castello di Sancio Panza organizza il Festival con contributo di Fondazione Messina per la Cultura e con il sostegno di Latitudini, rete di drammaturgia siciliana. Grafica di Riccardo Bonaventura.

Informazioni e prenotazioni al numero (solo WhatsApp) 375 938 2543.


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