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IL TRIONFO D’ARTE E MEMORIA SQUARCIA IL SILENZIO A MONTE JATO

INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA NEL RICORDO DEL PICCOLO GIUSEPPE DI MATTEO Un’apertura vibrante e carica di pathos al Tea...

INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA NEL RICORDO DEL PICCOLO GIUSEPPE DI MATTEO



Un’apertura vibrante e carica di pathos al Teatro Greco del Monte Jato. Il pianto sommesso e dignitoso della madre, Franca Castellese, avvolta nell’abbraccio eterno del pubblico e delle massime autorità, suggella una serata storica in cui la bellezza ha sconfitto l'orrore.


Un trionfo assoluto, un’onda d'urto emotiva che ha travolto i cuori di centinaia di spettatori. Nella serata di domenica, la cavea millenaria del Teatro Greco di Monte Jato si è trasformata in un tempio di giustizia poetica per l'inaugurazione della nuova edizione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra. Con il toccante rito civile e musicale “Lu Scrusciu di l’Anima: una culla tra le pietre”, la rassegna ha superato la dimensione del semplice evento culturale per farsi memoria viva, interamente dedicata al ricordo del piccolo Giuseppe Di Matteo, a trent'anni dal suo tragico sacrificio.

A dare una solida e altissima impronta civile alla serata è stata la presenza in platea delle massime autorità nazionali, regionali e locali, unite in un fronte comune di legalità e impegno istituzionale. Ma il momento di più profonda e sacra commozione si è consumato nel silenzio assoluto che ha avvolto la prima fila, dove sedeva Franca Castellese, madre del piccolo Giuseppe. Le sue lacrime composte, cariche di una dignità monumentale, hanno scosso nel profondo il teatro, trascinando l'intero pubblico e le istituzioni in una standing ovation spontanea e interminabile: minuti di applausi scroscianti che si sono trasformati in un viscerale, accorato abbraccio collettivo a una madre, nel segno di una memoria che rifiuta l'oblio.

La conduzione della serata, affidata alla firma giornalistica di Elvira Terranova, è stata impeccabile: elegante, misurata, capace di toccare le corde del cuore e guidare il pubblico attraverso la complessa architettura concettuale dell'evento.

Il monumentale programma musicale, tessuto dalle due colonne portanti della kermesse — il Coro Lirico Siciliano e l’Ensemble Orchestrale Residente del Festival, sotto la direzione magistrale e appassionata del Maestro Francesco Costa — ha offerto una straordinaria catarsi sonora, concepita come un ponte ideale tra il sacro e l'impegno civile. L'evento si è aperto con la purezza della Ninna nanna siciliana interpretata dal soprano Maria Francesca Mazzara, un ideale canto di culla che ha risuonato tra le pietre antiche. Subito dopo, la solennità degli estratti dall'Ode al Creato di Riz Ortolani, affidati alla maestosa voce del tenore Alberto Munafò Siragusa, ha celebrato una doppia ricorrenza: gli ottocento anni di San Francesco e il centenario della nascita del celebre compositore.

Il flusso di emozioni è proseguito con il ritmo travolgente dei Bellamorea, le trascinanti evocazioni sonore de I Beddi e la raffinata interpretazione di Etta Scollo. Vero e proprio cuore pulsante della serata è stato poi l'omaggio alla grande scuola di Franco Battiato e Giuni Russo, dove le sublimi voci di Rita Botto e Mario Venuti hanno guidato il pubblico in un crescendo mistico ed emotivo.

Dopo questo memorabile e storico debutto, la gloriosa programmazione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra — che si fregia del claim "Accarezzare Eternità" — prosegue la sua marcia nei più importanti santuari archeologici della Sicilia con oltre quaranta eventi di livello internazionale. Tra i prossimi e attesissimi appuntamenti spiccano la colossale produzione del "Nabucco" di Verdi nei Teatri Greci di Siracusa, Tindari e Taormina, il rivoluzionario allestimento sensoriale del "Requiem" di Mozart (tra Catania, il mistico Teatro Andromeda, Selinunte e Agrigento), e i grandi tributi sinfonici "Zimmer Tribute", "Love Morricone", "Elements of Light" e l'omaggio a Battiato.

La bellezza ha ufficialmente sfidato il tempo, trasformando una ferita storica in un canto eterno di riscatto e legalità.


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