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SOCIAL GOSSIP - DALLA CHIACCHIERA DI CORTILE AL WEB PETTEGOLEZZO

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Qual è il ruolo sociale del pettegolezzo? In che modo si è trasformato nel corso del tempo? Come lo studio del gossip può servire a rileggere le interazioni della società contemporanea? Per rispondere a queste domande siete invitati alla presentazione del libro di due sociologi della comunicazione: Antonia Cava e Francesco Pira. 




Si svolgerà giovedì 10 marzo, alle ore 17, nella Sala Accademia dei Pericolanti del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina in Piazza Pugliatti 1, la presentazione del libro di Antonia Cava e Francesco Pira, “Social Gossip – Dalla chiacchiera di cortile al Web Pettegolezzo” (Aracne). Dopo il saluto del Magnifico Rettore Prof. Pietro Navarra ci saranno gli interventi del Prof. Mario Bolognari, Direttore Dipartimento Civiltà Antiche e Moderne, del Prof. Antonino Pennisi, Direttore Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e Studi Culturali e del Prof. Domenico Carzo, Ordinario dei processi culturali e comunicativi e Componente Comitato Scientifico Pic-AIS. Saranno presenti gli autori: Prof.ssa Antonia Cava, Docente di Industria Culturale e Media Studies e Prof. Francesco Pira, Docente di Comunicazione e Giornalismo.

In copertina immagine di Tina Berenato

Il libro “Social Gossip – Dalla chiacchiera di cortile al web pettegolezzo” (Aracne pagg 136 euro 10) ripercorre la funzione socio-comunicativa del pettegolezzo interpretando i media come spazio privilegiato del voyeurismo verbale. Antonia Cava e Francesco Pira, sfidano il pregiudizio che lega il chiacchiericcio al frivolo, invitandoci a prenderlo sul serio. Attraverso l’analisi dei linguaggi televisivi e delle narrazioni del web il libro restituisce l’importanza dei rumor come pratica collettiva che coinvolge l’intero corpo sociale nella produzione di significati. “Il pettegolezzo – spiegano gli autori – nel tempo ha cambiato forma, linguaggi, strumenti di trasmissione ed diventato soprattutto sui social network parte della costruzione della propria identità”.

Nel primo capitolo i due docenti definiscono sociologicamente il pettegolezzo attraverso le riflessioni di alcuni maestri del pensiero che si sono cimentati con il concetto di chiacchiericcio. Nel secondo illustrano alcune delle più note ricerche del panorama internazionale. Scandagliano poi gli ambiti in cui maggiormente il pettegolezzo dilaga: la sfera politica. Ed ancora la gossip press e i programmi televisivi di intrattenimento. L’ultima parte del libro si concentra sulle due cornici che fanno del pettegolezzo una formula del racconto di grande successo: la televisione ed il web.

Antonia Cava e Francesco Pira approfondiscono alcuni casi-studio che all’interno del piccolo schermo o nel cyber spazio confermano la forza della comunicazione informale. “Abbiamo scelto – sottolineano – di trattare il gossip come formula comunicativa scientificamente interessante e lo abbiamo fatto mettendo insieme le competenze sviluppate da ciascuno di noi negli ultimi anni di ricerca. Approfondendo quindi da una parte come i linguaggi giornalistici si trasformano nel momento in cui il pettegolezzo irrompe nel percorso di produzione della notizia, dall’altra che spazio occupa il pettegolezzo nelle logiche televisive".

Il volume si apre con l’introduzione del professor Domenico Carzo, ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi e Componente del Comitato Scientifico della sezione Processi e Istituzioni Culturali dell’AIS (Associazione Italiana di Sociologia). “Le voci, le chiacchiere condivise con altri attori sociali al fine di svelare segretezza ed intimità svolgono infatti un’indubbia funzione socio comunicativa – rileva il professor Carzo – una pratica collettiva che coinvolge l’intero corpo sociale nella produzione di significati. Il pettegolezzo è una delle possibili forme in cui incrociare il piacere della narrazione. Un testo aperto, forse malizioso ed indiscreto, che permette un gioco d’immaginazione”.

Dai più piccoli ai più grandi concludono i sociologi Cava e Pira: “il gossip come comunicazione informale riveste un territorio molto ampio e abbiamo percorso i sentieri storici, sociologici e politici. La nostra speranza che la lettura del nostro lavoro generi rumors che ne moltiplichino i lettori”.

Antonia Cava insegna Industria culturale e Media Studies presso il Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e Studi culturali dell’Università degli Studi di Messina dove è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali e comunicativi. Si occupa di analisi dell’immaginario mediale e di dinamiche di fruizione da parte dei pubblici. Ha pubblicato, tra l’altro, Noir Tv. La cronaca nera diventa format televisivo (FrancoAngeli 2013), Servizio pubblico e mercato televisivo. La Rai nel passaggio dall’analogico al digitale (Aracne 2012).

Francesco Pira è docente di Comunicazione e Giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina e di Comunicazione pubblica e d’impresa presso lo IUSVE di Venezia e Verona. Svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Saggista e giornalista è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. Opinionista del quotidiano on line “Affari Italiani” e del magazine «Spot and Web», scrive per riviste specializzate. Ha pubblicato tra l’altro La net comunicazione politica (FrancoAngeli 2012), Come dire qualcosa di sinistra (FrancoAngeli 2009), Come comunicare il sociale (FrancoAngeli 2005).

Leggi un estratto del libro


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