UMILIANDO LA GRECIA DIMENTICHIAMO NOI STESSI - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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UMILIANDO LA GRECIA DIMENTICHIAMO NOI STESSI

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Da un'intervista all'economista Christian Marazzi, circa l'ipotesi di un’Europa senza la Grecia, fra le tante altre riflessioni in risposta, non posso esimermi dal citare questa che mi commuove oltre modo, date le mie radici culturali:



"Gli antichi rapsòdi in Grecia cantavano i versi omerici quattordici secoli prima che nascesse la saga germanica dei Nibelunghi. La presunzione, a volte, crea vuoti di memoria..."
Come, a questo punto non additare, con sdegno, la Germania, in primis, che ostenta, non solo la sua insofferenza di fondo verso la Grecia, ma anche nei confronti di un'unificazione reale dell’Europa, "dandola in pasto ai mercati finanziari e pensando, (unicamente) di spostare (sempre più) l’asse strategico economico tedesco verso Est...". Sotto il suo pugno di ferro?

Anche il prof. Lorenzo Braccesi, che é stato, per lungo tempo, docente di Storia Greca all’Università di Padova, in un'intervista datata luglio 2012, aveva esternato preoccupazione e indignazione al pensiero che a Bruxelles si potesse tentare di escludere la Grecia dal panorama europeo... e la sua espressione "Umiliando la Grecia dimentichiamo noi stessi" faceva chiaro riferimento al concetto di comunità statale e all’aspirazione a un’entità sovranazionale, nati dal pensiero e dallo spirito greco, da quella civiltà greca, fondamento della cultura occidentale, di cui dovremmo essere orgogliosi di essere eredi!!!


Vogliamo ricordare alla Merkel e al suo popolo il contributo della cultura classica di cui di sono fregiati, spesso appropriandosene senza diritto, nonostante il contributo innegabile dei loro filologi? 

Spenderò, a tale proposito, le parole del grande Maestro della Filologia classica, Giorgio Pasquali che, approdato in Germania proprio grazie all'amore per la filologia, alla riflessione di Ludwig Curtius, grande archeologo tedesco, nei confronti dell'Italia e della Germania, che affermava "Offrono lo spaccato di un' Europa che danza sull'orlo del baratro", rispondeva che al "Disfacimento degli ambienti intellettuali e universitari nella Germania di Weimar e alla crisi dell'intero mondo tedesco, si legano le questioni sociali e i problemi della cultura italiana".

Lo stesso Pasquali all'asserzione di Curtius "Nulla al mondo è più difficile a intendere che un popolo" e concludeva "Questa Storia dello spirito tedesco, folta di ricordi, notazioni critiche, digressioni, ritratti di grandi studiosi, (dimostra che...) l'impresa è possibile, almeno per chi sia, però, abbastanza assennato per essere e voler essere uomo del presente... e sappia trasformare la scienza del mondo antico in esperienza comunicabile agli spiriti disposti".

Appunto "spiriti ben disposti"!!! Chissà, però, che la Merkel non si stia togliendo il sassolino dalla scarpa, per quella richiesta di risarcimento al governo tedesco dei danni di guerra provocati dai nazisti. Alla Germania suonava come una vendetta finanziaria nei suoi confronti, dato che nel 2012 la Grecia viveva già il periodo nero dell'azione di risanamento del dissesto dei suoi conti pubblici, sotto lo spettro della bancarotta incombente. Il risarcimento ammontava a qualcosa come 575 miliardi di euro anche se lievitato dalla cifra originaria di 7,1, che era stata riconosciuta ad Atene nella Conferenza di Parigi del 1946... e che la Germania non aveva mai onorato!!!

Certamente per la Grecia era una carta da giocare... e senza barare!!!


Adelaide Cantafio


1 commento:

  1. L'unione Europea , secondo le 'vecchie' proposte doveva essere e non apparire un unico stato ,ben coeso nella politica,economia,finanza,leggi istituzionali ed accordi commerciale col resto del mondo. Ma nulla è stato...è prevalso l'egoismo,il campanilismo, l'affare di 'casa propria'...,tanto lontani i diritti civili e sociali...- Se poniamo sui due piatti della bilancia i pro ed i contro dell'esclusione dell'Illustre Terra, ieri culla di cultura classica e non solo, appare pesante d'ambo i lati il peso di accadimenti assurdi e 'fuori' legge di Grecia e di Germania. Se pensiamo al Governo dei colonnelli (Grecia), quante furberie ed evasioni di tributi e scompensi ed ancora i più grandi evasori furono i noleggiatori e proprietari di navi e barconi. Non parliamo delle spese militari imposte alla Grecia dalla 'furba' Germania....( -Tra i tanti sorvegliati speciali dai servizi segreti americani, c’era anche la Grecia che, già nel 2009, stava pensando di ridurre le spese per far quadrare i conti. Alla fine, come detto, la proposta non passò: la spesa militare nel tempo è rimasta alta, anche per l’opposizione di vari organi internazionali, quegli stessi organi che oggi chiedono ad Alexis Tsipras (e ai governi precedenti) di tagliare altri capitoli di spesa.
    La Germania, che da cinque anni bastona sui conti greci, non ha mai chiesto di tagliare la spesa militare”. Non solo. Circa due settimane, era stata la Commissione europea ad avanzare la proposta di una risistemazione dei conti greci che prevedeva un taglio della spesa militare. Ma a bocciare la proposta ci hanno pensato prima il Fondo Monetario Internazionale e poi la stessa Nato, per bocca direttamente del segretario generale Jens Stoltenberg. Ma non è finita qui. Nella controproposta presentata ieri all’Europa da Tsipras, c’era un altro riferimento diretto alla spesa militare: taglio – questa l’intenzione del governo ellenico – di 200 milioni quest’anno e 400 milioni l’anno prossimo. Niente da fare: noi, ha dettoJean-Claude Juncker, non trattiamo più. Perlomeno fino al referendum. Insomma, continua Vignarca, “ci sono diverse istituzioni, nazionali e internazionali, che obbligano a non tagliare la spesa militare. E magari sono le stesse che dicono: tagliamo le pensioni, il welfare e via dicendo”.
    LA GERMANIA FA AFFARI
    Chi sono i maggiori Paesi che fanno affari militari con la Grecia? Secondo i dati del ministero della difesa greco, tra gli altri, proprio la Germania. Strano? Forse no, se si pensa allo scandalo scoppiato tempo fa secondo cui al ministero della difesa greco venivano pagate mazzette (per 18 milioni) per “incoraggiare” l’acquisto di sottomarini Poseidon, carri armati Leopard 2A6 Hel, missili Stinger e i caccia F-15. Chi li produce? La Krauss-Maffei Wegmann. Tedesca, manco a dirlo).
    Sicuramente sotto il profilo culturale e civile Ellas è stata come su detto, la Patria della Grande cultura classica e filosofica , spesso la Germania 'scopiazzava' le vecchie tesi di saggi del mondo Egeo. I risvolti di cambiamenti sono impensabili e fanno tremare i polsi soprattutto per chi ha sempre 'giocato' a 'piattello'...- Speriamo che ciò non accada. Roberto Lo Presti -

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