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lunedì 7 luglio 2014

ESOSTHEATRE SI RACCONTA CON “IL GIOCO 2011-2014”

Dopo tre anni, sette spettacoli, tre flash-mob, due stage e due maratone, nella sede di Danzarte a Messina, venerdì 11 luglio alle ore 21:00, il nuovo appuntamento con gli “Esoscheletri” di Sasà Neri, “Il gioco 2011-2014”:  un viaggio in 7 “stazioni” e 20 testi di riferimento. 


Sarà il pubblico, usando il personaggio del cieco come proprio strumento, a scegliere di volta in volta il brano del copione da interpretare. Tra gli altri testi di riferimento, si riconosceranno personaggi ispirati a “Il folle” di Kahlil Gibran, “Il Drago” di Evgenji Schwarz, “Kitsch” dello scrittore messinese prematuramente scomparso Luciano Micali, “Processo a Gesù” di Diego Fabbri, “Medea” di Euripide,  canzoni di De André e di Totò. 

Nella casualità della scelta, si racconterà la storia di EsosTheatre, ripercorrendo l’evoluzione del format ideato da Sasà Neri, dal 2011 ad oggi, tra musiche suonate dal vivo e tappeti sonori, azioni danzate, dialoghi e monologhi.  

Ventuno gli artisti in scena dai 15 ai 27 anni: Luciano Accordi, Alessandra Borgosano, William Caruso, Margherita Frisone, Gianluca Minissale e Marina Barbera, Martina Bertino, Dario Blandina, Emanuele Bonfiglio, Gabriele Casablanca, Giacomo Cimino, Cristina Dainotti, Maria Smeralda de Luca, Alice Ingegneri, Riccardo Ingegneri, Enrica la Rosa, Maddalena Mannino, Andrea Merenda, Daniele Occhipinti, Fabio Scopelliti, Federica Sidoti.

Dopo la performance “Mothers’ Colors” durata 14 ore consecutive e realizzata attorno alla pittura dell’artista Solveig Cogliani a Roma, “Il Teatro degli Esoscheletri” torna a Messina per un nuovo appuntamento che è – come sempre quando si tratta di EsosTheatre – un “caso” a sé. A partire dal titolo. “Il gioco” è il nome di uno dei nuovi esercizi di preparazione che gli “Esos” stanno applicando, ma è anche un’immagine che rende bene l’idea dello spettacolo in programma venerdì 11 luglio, che sarà “come un puzzle, un gioco appunto”, ricorda il regista Sasà Neri. Pezzi di puzzle saranno chiamati a caso e il puzzle si ricomporrà davanti agli spettatori”.

Potremmo dire – aggiunge Neri – che “come accade nelle Accademie tradizionali, alla fine di un percorso pluriennale mettiamo in scena la ‘derivata’ dell’intero percorso. Ma probabilmente non si tratta di questo. Probabilmente la ragione per cui facciamo ‘Il gioco’ sta nel fatto che abbiamo bisogno e voglia di tornare a celebrare il nostro pubblico. Come sa chi ci segue, tutto quello che accade in scena con EsosTheatre discende direttamente dalle reazioni degli spettatori. Ecco, ci mancava questo contatto. Non ne riusciamo a fare a meno. Ci serve e ci emoziona. ‘Quale miglior modo di tornare connessi con il nostro pubblico?’ ci siamo chiesti. ‘Tornare a salutarlo, ritrovarlo tutto, o, almeno, provarci’, è stata la nostra riposta”. Per questo “Il gioco” è fatto di stralci di “Esoscheletri” (giugno 2011), “Esos 3.9” (febbraio 2012), “Il drago” (dicembre 2012), “Il figlio dell’uomo” (marzo 2013), “Mater Matris” (giugno 2013), “Il dono” (febbraio 2014), “Mothers’ Colors” (febbraio 2014). 

“Inevitabilmente, dopo il tipo di lavoro che abbiamo fatto in questi tre anni, posso dire che, dietro tutto il bianco ed il nero degli Esoscheletri, ci sono quadri pieni di mille colori”, commenta Gianluca Minissale, performer e attore, autore di uno dei brani messi in scena, “Gratia mea”. “Il gioco” – dice Alessandra Borgosano, attrice, aiuto regista e autrice del brano “Piove” – “racconta quello che ci è accaduto in tre anni, una grande, continua emozione, che speriamo di riuscire a trasmettere al nostro pubblico”. “Le tecniche che vengono insegnate in Accademia sono importanti, come negarlo?”, aggiunge Luciano Accordi, attore “Esos” e allievo Eutheca, autore di “Storto”, uno dei testi del “Gioco”. “Ma ciò che EsosTheatre fa scoprire di se stessi agli artisti, il modo in cui gli artisti diventano ‘strumenti di espressione’, la maniera in cui fa interiorizzare le tecniche, le fa possedere fino in fondo, senza che mai risultino una forzatura rappresentano “un moltiplicatore di capacità e di consapevolezza”. “EsosTheatre non mi lascia andare e io non lascio andare EsosTheatre”, gli fa eco William Caruso, altro artista “Esos” approdato all’Accademia di alta formazione per le arti del Teatro e del Cinema di Roma. Per concludere con Margherita Frisone, attrice “Esos” e allieva della Fonderia delle Arti di Roma di Dino Scuderi e Giampiero Ingrassia : “EsosTheatre ti insegna a vivere ‘dentro’ te stesso, e contemporaneamente a ‘essere’ nel mondo. Non riesco a immaginarmi senza gli Esoscheletri”.



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