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giovedì 22 maggio 2014

SOPHIA LOREN, L'ULTIMA DIVA ITALIANA

La 67esima edizione del Festival di Cannes ha omaggiato colei che è considerata in tutto il mondo l'ultima star italiana, la stupenda attrice Sophia Loren. Alle soglie degli ottanta anni, che compirà a settembre, la Loren conserva intatti la sua bellezza e il suo fascino. Ai cronisti ha anticipato che presto scriverà un libro raccontando tutto quello che è davvero accaduto nella vita. "Tutto? - si corregge la diva - Tutto no perchè non bisogna mai svelare tutto".



La rassegna del cinema francese ha riservato alla diva un triplo tributo: la presentazione del cortometraggio "Human Voice" (Voce umana) in cui recita diretta dal figlio Edoardo Ponti; una masterclass sul cinema; e la versione restaurata del film del grande Vittorio De Sica "Matrimonio all'italiana", (1964) tratto da "Filumena Marturano" dell'indimenticabile Eduardo De Filippo, dove la Loren recita accanto a Marcello Mastroianni con il quale formò una delle coppie leggendarie del cinema italiano e la cui immagine campeggia nella locandina del Festival di Cannes 2014.


Al suo arrivo alla Croisette, Sophia Loren è stata accolta con l'affetto immutato di sempre e, in una cena in suo onore, con il direttore del festival Thierry Fremaux e il presidente Gilles Jacob, le è stata tributata una standing ovation. Presso il Teatro Buñuel, ieri mercoledì 21 maggio, la Loren ha tenuto una masterclass, affiancata dalla giornalista Danièle Heymann, nel corso della quale ha rievocato le immagini dei suoi film, della sua carriera e dei suoi incontri straordinari. "Ogni momento mi ricordo di quelli passati insieme e sono tantissimi, vent'anni della nostra carriera, tutti particolari, era un uomo straordinario con un grande senso dell'umorismo e quando arrivava la stanchezza si metteva a raccontare barzellette. Vent'anni di lavoro e divertimento", ha detto commossa la Loren ricordando Mastroianni.


Il mini film di Edoardo Ponti, "Voce umana" (Human Voice) è un omaggio a Napoli e alle donne, tratto dal testo di Jean Cocteau e tradotto per l’occasione dallo scrittore Erri De Luca. Il regista Roberto Rossellini ne fece un episodio di "Amore" (1948), con la grande Anna Magnani. Nel mini film prodotto dal figlio, Sophia Loren interpreta il ruolo che fu della Magnani: Angela, un donna innamorata che parla per l'ultima volta al telefono con il suo amante. Sophia corona così il suo sogno di bambina: "Mi ero detta che un giorno ci sarei riuscita anche io. Un monologo bellissimo, una meta per tante attrici, certo la Magnani era la Magnani, un'attrice straordinaria, di temperamento, sensibilità e coraggio fuori dal comune. Ora ce l'ho fatta anche io".


Sophia Loren, al secolo Sofia Villani Scicolone è una delle leggende del cinema che il Festival di Cannes ha sempre amato e premiato. All'età di soli 18 anni, Sophia Loren interpreta il suo primo ruolo da protagonista in "La Tratta Delle Bianche" di Luigi Comencini ma raggiunge la fama nel 1954 con il film "L'oro di Napoli" di Vittorio De Sica che segna l'inizio della sua collaborazione con il regista. Nel 1955 la diva fa la sua prima apparizione sulla Croisette. Nel 1957, la Loren gira il film "The Pride and the Passion" (Orgoglio e Passione) di Stanley Kramer con Cary Grant e Frank Sinatra che le apre le porte di Hollywood. Prende il Coupé Volpi per la Migliore Attrice alla Mostra di Venezia nel 1958 per il ruolo di Rose Bianco in  "Orchidea Nera" di Martin Ritt. Nel 1961, Sophia Loren, diretta da Vittorio De Sica, gira "La Ciociara" con il quale vince un Oscar e il premio come Miglior Attrice al Festival di Cannes. Torna a Cannes nel 1966 come Presidente della Giuria.


Diretta dal marito e produttore Carlo Ponti, diviene una celebrità insieme all'amico e collega Marcello Mastroianni con il quale formerà un lungo sodalizio artistico e umano. Indimenticabile la scena cult in "Ieri, Oggi e Domani" (Yesterday, Today and Tomorrow) (1963), di Vittorio De Sica dove una sensuale Loren improvvisa uno spogliarello davanti ad un ululante Mastroianni con il sottofondo della canzone "Abat-jour che diffondi la luce blu...". La scena sarà riproposta nel 1994 in chiave ironica nel film "Prêt-à-Porter" di Robert Altman da una Loren ancora splendida e da un Mastroianni dormiente.



L'anno successivo, Sophia Loren recita, nuovamente in coppia con Mastroianni, in "Matrimonio all'italiana" (Marriage Italian Style) nel ruolo che fu di Titina De Filippo a teatro, interpretando una sua personale versione di Filumena Marturano che convince critica e pubblico. Mastroianni interpreta, invece, il ruolo di Eduardo De Filippo, ovvero Domenico Soriano, un ricco signore che si invaghisce di una prostituta, Filumena che accoglie nella sua casa. Il film si svolge a Napoli negli anni '60 ma, per i temi che tratta, è ancora molto attuale. Filumena accetta di recarsi a casa di Soriano, convinta che lui la sposerà ma, ben presto, si renderà conto di essere considerata la badante della di lui madre e anche colei che gestisce la casa di un uomo infantile che, come la maggior parte degli uomini, non ha voglia di prender moglie e preferisce tornare la sera nella casa materna dove trova un pasto e un letto caldo. La relazione tra i due continuerà per molti anni e Filumena subirà umiliazioni e tradimenti pur di restare accanto all'uomo che ama. Tutto il suo castello crollerà quando Soriano si presenterà con una giovane donna dicendo di volersi sposare. A questo punto Filumena si finge morente e strappa a Soriano la promessa di contrarre matrimonio in punto di morte. Cosa che avviene, i due si sposano ma quando lui scopre l'inganno si rivolge ad un avvocato che accerta la non veridicità dell'atto. Filumena non si perde d'animo e gli presenta tre ragazzi, che sono in realtà i suoi figli, dicendo a Don Domenico che uno di loro è suo figlio. E gli consegna metà della banconota (quella non scritta) che lui le diede dopo un rapporto sessuale, dove aveva scritto la data del concepimento dicendogli: "Perché i figli non si pagano". Il dubbio si insinuerà nell'uomo a tal punto che cercherà di scoprire quali dei tre ha una sua caratteristica caratteriale ma sarà inutile perchè con ognuno di loro scopre di avere delle affinità. Alla fine si arrende e accetta di riconoscere i tre ragazzi come figli suoi e di sposare, stavolta davvero, Filumena. Il film si conclude con la donna che finalmente piange tutte le lacrime che aveva ricacciato indietro per tanti anni sulle note di "'O cielo ce manna 'sti cose" cantata da Fred Bongusto. "Filume’, ch’è stato?", chiede un attonito Don Mimì che non l'aveva mai vista piangere. E Filumena risponde: "Dummi’, sto chiagnenno….e quant’è bello chiagnere….".


©Antonella Di Pietro


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