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TRA LA SFIDUCIA AD ACCORINTI E L'AMAREZZA DI MAZZEO, PER MESSINA SI RECITA IL DE PROFUNDIS

Antonio Mazzeo, giornalista, saggista e grande amico di Renato Accorinti poichè uniti dagli stessi ideali, entrambi nopontisti, nomuos, ecopacifisti e antimilitaristi, che si sono sostenuti a vicenda sia nella corsa (persa) a europarlamentare nella Lista Tsipras per il primo, sia nella corsa (vinta) a sindaco di Messina per il secondo, ha scritto oggi nella sua Pagina Facebook un post (riportato integralmente) che rivela come l'equilibrio creato tra loro, in quarant'anni di lotta, si sia definitivamente incrinato.



E mentre Renato Accorinti, nel maggio del 2014, esponendosi anche alle critiche di chi lo voleva schierato politicamente in maniera diversa, scriveva così: “Bisogna partecipare alla politica vera, quella che sta dalla parte degli ultimi, della pace e del disarmo. Per queste cause abbiamo lottato per oltre quarant’anni assieme ad Antonio Mazzeo. All’inizio sembrava tutto un’utopia, ma pian piano le cose si realizzano. Antonio in Europa ci serve perché porterà tutte le istanze di una battaglia comune. Si poteva cambiare Messina e abbiamo vinto le elezioni, adesso dobbiamo cambiare l’Europa dal basso. Andiamo dritti fino alla vittoria”.

Oggi, due anni dopo, Antonio Mazzeo scrive quanto segue: "Con profonda amarezza ho deciso che da oggi sospenderò a tempo indeterminato la mia attività di analisi e denuncia sulla borghesia mafiosa peloritana e sullo strapotere di lobby di affaristi nella vita politica, amministrativa, sociale ed economica della città di Messina. Mai come in questi ultimi due anni, solo per aver documentato come sempre ho fatto con rigore, le pesantissime contraddizioni della fallimentare esperienza della "rivoluzione dal basso" di Renato Accorinti Sindaco - di cui ho sempre rivendicato, senza vergognarmi, di esserne stato inizialmente tra i più convinti sostenitori, sono stato vittima di insulti, atti diffamatori, vere e proprie calunnie da parte di chi si è sentito "attaccato" dalle mie denunce. Non è ciò che mi ha pesato, ce ne sono abituato. Quello che mi ha fatto stare tanto male sono stati i silenzi complici, le ipocrisie, le ambiguità di "compagni" di lotta vecchi e nuovi, i vergognosi atteggiamenti di rinuncia alla difesa di un percorso di vita che non potrà mai più essere replicato, purtroppo. 

Più che per la follia senile di un ex amico-sindaco, gli insanabili conflitti d'interesse di un ingegnere assessore, la partnership con le industrie di morte di un neovicesindaco rotaryparamassonico, l'insipienza di qualche docente universitario opportunista e l'arroganza dell'assessora "sociale" che rivendica la legittimità al doppio stipendio e all'impegno part time alla città, mi sento profondamente offeso e umiliato per la vigliaccheria di chi aveva il potere di impedire la deriva e la fine di un sogno, la morte dell'utopia della speranza. Da loro mai un gesto di solidarietà, mai il rispetto che mi è dovuto per quanto messo in gioco in prima persona in tutta la mia vita. Temo che non ci saranno più possibilità di ripartire da zero, perlomeno per la mia generazione. Lasciamo solo macerie. Abbiamo seminato tanto odio. E ne siamo tutti responsabili. Personalmente sento che adesso è l'ora del silenzio e di rimettersi in sesto, perché alla vita vera abbiamo tutti diritto".

Fin qui lo sfogo di Antonio Mazzeo che ha dimostrato ancora una volta grande onestà intellettuale ma, soprattutto, cosa significa essere uomini liberi. Personalmente comprendo la sua amarezza, che è anche la mia e di tanti altri, ma il potere è una cosa ingestibile, a volte può dare alla testa e l'ascesa sociale e politica porta, inevitabilmente, ad un delirio di onnipotenza. E tutto questo è, purtroppo, umano e per certi versi comprensibile quando riguarda un comune cittadino che andava in bici per la città ed era sempre dalla parte del popolo. Proprio per questo aveva passato il primo turno elettorale, sostenuto da amici e conoscenti idealisti, visionari e liberi che anelavano per Messina il tanto decantato cambiamento! Ma poi i giochi sono cambiati, e il sostegno iniziale si è confuso, o forse si è finalmente chiarito (per alcuni), al ballottaggio. Adesso gli stessi che, insieme ad altri, lo hanno reso primo cittadino hanno deciso di spodestarlo dal trono con una mozione di sfiducia. Quello che resta è solo tanta tristezza per aver creduto in un sogno infranto che non potrà essere mai più realizzabile! E ci auguriamo di non dover sentire che non si è potuto fare questo o quel progetto per colpa di quelli che lo hanno sfiduciato perchè sarebbe davvero come far traboccare un vaso la cui misura era già stracolma. Il tempo per far risorgere Messina lo hanno avuto, ora non resta che recitare il De profundis.


Antonella Di Pietro


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