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giovedì 1 maggio 2014

CASO ALDOVRANDI: IL SILP-CGIL DI MESSINA SI DISSOCIA DALLA STANDING OVATION DEL SAP


Riceviamo e pubblichiamo una nota firmata dal Segretario Generale Provinciale del SILP CGIL di Messina (Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia), dott. Salvatore Vinci, con la quale si dissocia dal comportamento dei colleghi del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) che hanno tributato cinque minuti di applausi a tre (Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani) dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne Federico Aldrovandi, che sono tornati in servizio. 

"Le notizie riguardanti gli applausi tributati ieri ai poliziotti implicati nel 'caso Aldrovandi' durante lo svolgimento del Congresso Nazionale del SAP, riecheggiano ancora oggi su tutti i mezzi di informazione. La sentenza della Corte di Cassazione del 21 giugno 2012 sembrava di fatto avere chiuso un periodo nel quale l’opinione pubblica si era divisa tra 'innocentisti e colpevolisti', decretando la condanna dei colleghi per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Sentenza che lascia comunque dell’amaro in bocca in coloro che avrebbero voluto un’assoluzione piena per i poliziotti ma anche in quella della famiglia che si aspettava una pena più pesante per chi aveva causato la morte del proprio figlio. Comunque sia andata la vicenda siamo di fronte a storie diverse che recano dei traumi di grado e peso diverso come è quella grave e profonda che pervade i genitori per la perdita di un figlio. Innanzi ad un simile dolore non è possibile contrapporre alcuna esternazione di solidarietà nei confronti di chi quella morte, in un modo o nell’altro, l’ha causata. 

Il Silp-Cgil di Messina dissente totalmente dal comportamento dei sindacalisti del SAP, frutto di una cultura che appartiene al mondo più bieco del corporativismo e, come tale, lontano dalla cultura democratica. Dedicare un applauso di ben cinque minuti, anzi una "standing ovation" a colleghi che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato ci sembra un po' troppo, sopratutto perchè lede il dolore della famiglia Aldrovandi e separa ancora più marcatamente i rapporti che intercorrono tra le Forze dell'Ordine e la cittadinanza".

Ieri, dal neo Segretario Generale del SAP, Gianni Tonelli era arriva in tarda serata una nota che solidarizzava ancora con gli agenti condannati che pubblichiamo di seguito:

"L’onorabilità della Polizia di Stato è stata irrimediabilmente vilipesa e solo una operazione di verità sarà in grado di riscattare il danno patito. Alla stessa stregua i nostri colleghi, ingiustamente condannati, hanno patito un danno infinito. Quindi ritengo affrettati alcuni giudizi espressi. Quattro vite sono state definitivamente rovinate dai danni subiti e, da ultimo, sono stati trascinati in un giudizio davanti alla Corte dei Conti per un risarcimento all’Erario complessivo di circa 2 milioni di euro, senza che alcuna autorità abbia individuato l’entità di tale somma e senza essere stati coinvolti dall’amministrazione della pubblica sicurezza nella transazione privata con la famiglia.

La morte di chiunque è un evento infausto, ma non necessariamente la colpa deve essere attribuita a qualcuno: migliaia di giovani ogni anno muoiono alla guida dei loro automezzi, ma non per questo la colpa è delle strade. Porre una pietra sopra all'accaduto, ci pare una soluzione troppo comoda. La nostra è unicamente un’azione finalizzata non a suggerire un’interpretazione degli eventi sulla questione di cui stiamo parlando, ma che tenta di avvicinare i cittadini alla verità processuale consentendo loro di accedere a tutti gli atti del processo. La Giustizia è amministrata in nome del Popolo Italiano? A loro la sentenza inappellabile. Noi chiediamo unicamente di perseguire una strada che l’ordinamento giuridico ci garantisce, ossia il giudizio di revisione: è un diritto dei nostri colleghi e intendiamo sostenerli su questo percorso".

Ieri, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Patrizia Moretti, il seguente messaggio:

"Cara Signora,
desidero lei sappia - anche se può averlo facilmente intuito - che condivido pienamente le posizioni prese dal Ministro dell'Interno e dal Presidente del Consiglio per quella che quest'ultimo ha definito "un'indegna vicenda". E comprendo quanto dolore essa le abbia procurato. Sono anche certo che la gran parte delle forze di polizia comprenda quanto sia stato fuorviante quel comportamento.
Affettuosamente".

Successivamente, l'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica ha informato che la signora Patrizia Moretti ha risposto al messaggio inviatole oggi dal Presidente Napolitano scrivendo:

"Grazie Signor Presidente. Sono onorata e felice di leggere le sue parole che, alla fine di questa intensa giornata, mi accendono davvero la speranza in un futuro migliore per i nostri figli".



A.D.P.


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