"È privo di ogni fondamento quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera sulla decisione del Teatro La Fenice di Vene...
"È privo di ogni fondamento quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera sulla decisione del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le future collaborazioni con il Maestro Venezi: il Presidente del Consiglio non è stato coinvolto in alcun modo sul tema e quindi non avrebbe potuto dare alcun “via libera”, come invece sostenuto". Così Palazzo Chigi è intervenuto oggi con una nota ufficiale per smentire un articolo del Corriere della Sera dedicato al caso di Beatrice Venezi e al suo licenziamento dalla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.
Secondo il quotidiano, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe dato un "via libera" alla decisione della Fenice di annullare le future collaborazioni con la direttrice d'orchestra. La vicenda nasce dopo l'intervista di Beatrice Venezi, in cui aveva accusato l'orchestra della Fenice di nepotismo, parlando di "posti passati di padre in figlio".
La Fondazione, guidata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, aveva poi annullato tutte le future collaborazioni con la maestra il 26 aprile, parlando di "dichiarazioni gravi e offensive verso la Fondazione e la sua orchestra". La decisione della Fenice era stata salutata con applausi e cori dell'orchestra a fine spettacolo del Lohengrin.
«Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno». La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha precisato in una nota «di aver appreso dall'ANSA che la Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro». Solo successivamente la direttrice d'orchestra Venezi, precisa la nota, «ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della nomina. Si astiene da ogni commento sull'eleganza della forma».
«Mai ho mancato e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori della Fenice negli ultimi otto mesi - aggiunge la nota di Venezi - che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, sui social, sui giornali, in tv, in Italia e in tutto il mondo, con l'intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta».
Beatrice Venezi era stata indicata da Colabianchi a settembre come direttrice musicale stabile a partire dal 1° ottobre 2026, con un incarico quadriennale, ma la nomina aveva incontrato mesi di proteste interne.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, conferma quanto espresso da Palazzo Chigi nel suo comunicato, a proposito della libera e autonoma scelta del sovrintende della Fondazione Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, in relazione al licenziamento di Beatrice Venezi. Si tratta a tutti gli effetti di un atto insindacabile, pur condiviso appieno dal Ministro, sul quale il Governo non avrebbe potuto avere e in generale non intende avere alcuna facoltà di condizionamento. Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado nell’interesse del Teatro e della città di Venezia.

Nessun commento