Le sbarre piegate e la porta forzata, così i ladri sono entrati al MuMe per rubare i quadri di Antonello da Messina malgrado la presenza di ...
Le sbarre piegate e la porta forzata, così i ladri sono entrati al MuMe per rubare i quadri di Antonello da Messina malgrado la presenza di quattro custodi. Ed è avvenuto mentre tutta la città era riunita in Piazza Duomo per la processione della ‘Vara’. L’allarme al 112 dato da un passante che ha notato due tavole in strada. Un grave episodio che colpisce il patrimonio culturale e identitario della Città dello Stretto. Il Comune di Messina al fianco delle istituzioni preposte alla tutela e alla sicurezza delle opere d’arte. Oggi il Museo Accascina resterà chiuso per consentire gli accertamenti.
Avrebbero agito in un giorno di festa, il 15 agosto, quando tutte le attenzioni e gli occhi di Messina erano concentrati intorno a piazza Duomo per la tradizionale Processione della Vara. Un colpo studiato nei minimi particolari, quello avvenuto ieri al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. I ladri, in barba ai sistemi di sorveglianza e allarme, avevano calcolato tutto nei minimi particolari, riuscendo ad entrare nelle sale espositive e portare a termine il colpo senza essere intercettati dalle misure di sicurezza del museo. Sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in Pietà, quest’ultima asportata direttamente dall’interno di una teca blindata.
A far scattare l’allarme è stato un cittadino che, intorno alle 21 di ieri sera, ha telefonato al 112 segnalando la presenza di alcune tavole sul viale Annunziata nei pressi del MuMe. Per entrare nel giardino del museo, i ladri potrebbero essere passati attraverso le grate del lato che sporge sul viale Annunziata. Due delle sbarre che recintano l'area museale sono leggermente piegate. Mentre l’accesso all’edificio del museo potrebbe essere avvenuto forzando una porta laterale. I malviventi sapevano esattamente cosa rubare, particolare che lascerebbe ipotizzare un furto su commissione. Hanno infatti portato via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, oltre a una rara tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata. La tavoletta, un'opera di dimensioni ridotte destinata alla devozione privata, ha anche una storia collezionistica particolare: fu attribuita ad Antonello nel 2003 e nello stesso anno venne venduta da Christie's alla Regione Siciliana, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan.
Il furto colpisce un nucleo di opere di particolare rilievo per la storia della pittura rinascimentale siciliana. Il Polittico di San Gregorio è infatti l'unica opera di Antonello rimasta nella sua città natale. Realizzato nel 1473 per il monastero annesso alla chiesa di Santa Maria extra moenia, l'opera era originariamente composta da sei tavole, riunite in una struttura lignea poi perduta. Nel tempo il complesso è stato smembrato e una delle tavole è andata perduta: prima del furto erano quindi rimasti cinque pannelli. Il polittico porta inoltre la firma e la data dell'artista su un cartiglio collocato nella tavola centrale.
Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, mentre la Scientifica ha eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica del furto e raccogliere elementi utili all'identificazione dei responsabili. Non viene esclusa la presenza di eventuali complici all'esterno del museo.
Secondo quanto emerge gli investigatori hanno sentito i custodi del museo per ricostruire le fasi del furto. Quando i ladri hanno spaccato le teche per impadronirsi delle tavole il sistema d'allarme sarebbe scattato immediatamente e le telecamere della video-sorveglianza, piazzate nelle stanze e anche queste funzionanti, avrebbero ripreso la scena. Gli investigatori dunque stanno cercando di capire cosa non abbia funzionato nell'apparato complessivo di sicurezza. Le immagini sono al vaglio degli inquirenti per risalire agli autori del furto.
Il Comune di Messina esprime profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina. L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale Processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione.
"Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dichiara il sindaco Federico Basile –. È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”.
“La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il Sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza".
Il Sindaco ha espresso piena fiducia nelle attività investigative delle Forze dell’Ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città. “Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.
"Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il Sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto. Mi sono consultato subito con il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturali. Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini. Il Ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui àmbito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente". Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
«La Regione – aggiunge – sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili».
«Parallelamente – prosegue Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all'operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto».
"Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità, una ferita inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Un episodio che colpisce ancora di più perché si è verificato proprio nel giorno della festa della Vara, la ricorrenza più importante e identitaria per Messina, quando la città si ritrova unita attorno alle proprie tradizioni, alla propria storia e al senso più profondo di appartenenza. Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo “Accascina” custodisce una parte fondamentale della nostra memoria e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica. Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua storia e la sua immagine. Confido nel lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere sottratte possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave". Lo dichiara Elvira Amata Assessore Regionale al Turismo, sport e spettacolo.
Il furto al museo di Messina di opere d’arte dal valore inestimabile rappresenta uno sfregio alla cultura e alla conoscenza di tutto il mondo. Una ferita profonda per una terra che ha bisogno della bellezza per donare luce. Forte l’intervento dell’assessore regionale dei Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato. «Il furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una profonda ferita per la Sicilia e per l’Italia intera» dichiara «Da parte del mio assessorato, del Museo Accascina e di tutte le strutture regionali competenti c’è l’assoluta e incondizionata disponibilità a collaborare con gli inquirenti e con le forze dell’ordine, nei confronti dei quali riponiamo massima fiducia».
L’assessore ricorda lo sforzo della Regione in questi anni per la tutela del patrimonio, «In questi anni la Regione sta lavorando incessantemente per tutelare e rendere fruibile l’eccezionale patrimonio culturale della Sicilia. Episodi come questo non fermeranno l’impegno di chi, ogni giorno, con sacrificio e abnegazione, è impegnato non solo a valorizzare i nostri beni culturali ma anche a riscoprire quelle tracce dell’antichità che il nostro territorio ancora custodisce» aggiunge Scarpinato.
La notizia del furto ha suscitato indignazione nel mondo della cultura. Ora le indagini sono in corso e la Regione ha assicurato pieno supporto alle forze dell’ordine per il recupero delle opere.
Ricordiamo altri recenti clamorosi furti nel mondo dell’arte, al Museo del Louvre di Parigi, il 19 ottobre 2025, un commando ha trafugato in pochi minuti gioielli della Corona e del tesoro di Napoleone, per un valore stimato di circa 88 milioni di euro, riuscendo poi a fuggire a bordo di alcuni scooter. In Italia, alla Fondazione Magnani Rocca nel Parmense, lo scorso 23 marzo erano state rubate tre opere per un valore di oltre 9 milioni di euro. In particolare si trattava del Tasse et plat de cerises di Paul Cézanne, di Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir e di Odalisque sur la terrasse di Henri Matisse. Dopo aver recuperato i dipinti, negli scorsi giorni i carabinieri di Parma hanno eseguito un fermo nei confronti di cinque persone.

Nessun commento