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martedì 24 gennaio 2017

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CARLO MAZZEI "IL GOVERNO DELL'INCERTEZZA"


Nell’Aula dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, presieduta dal Magnifico Rettore dell’Università di Messina, prof. Pietro Navarra, lunedì 30 gennaio, alle ore 16.30, sarà presentato il libro dell’arch. Carlo Mazzei, urbanista, dal titolo "Il governo dell’incertezza. La pianificazione della Città metropolitana tra globale e locale", edito da Grafill Editoria Tecnica, Palermo. Dopo i saluti delle Autorità, aprirà l’incontro il prof. Giuseppe Campione, Socio Onorario dell’Accademia Peloritana e già Presidente della Regione Siciliana e Docente di Geografia Politica nell’Università di Messina. Interverranno, insieme all’Autore, la prof.ssa arch. Elena La Spada Oteri, docente di Urbanistica presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, l’ing. Sergio De Cola, Assessore all’Urbanistica del Comune di Messina e l’avv. Giuseppe Falcomatà, Sindaco del Città metropolitana di Reggio Calabria. Modererà i lavori l’avv. Pompeo Oliva. L’arch. Carlo Mazzei, consigliere in materia di pianificazione territoriale e ambientale del Sottosegretario di Stato Silvia Velo, presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, è Capo Segreteria e responsabile rapporti istituzionali del Forum Nazionale Giovani.

Copertina
Nella quarta di copertina del libro "Il governo dell’incertezza. La pianificazione della Città metropolitana tra globale e locale" si legge: Le città oggi sono “sospese” fra la dimensione internazionale dell’economia e della politica e quella locale degli assetti del territorio e dei conflitti sociali. Mentre i processi di metropolizzazione appaiono irreversibili e si tenta di raggiungere l’obiettivo europeo di uno sviluppo di regioni e città di rilievo globale, il dibattito pubblico italiano appare confuso anche nell’affrontare il delicato ruolo di Roma Capitale d’Italia. Amministrare la complessità è urgente per delineare strategie moderne e traiettorie di sviluppo dei contesti urbani e dell’intera società; per direzionare la «continuità spaziale» raggiungendo il successo economico e facendo un uso integrato dei servizi pubblici; per gestire la «stretta integrazione territoriale» ripensando le funzioni pianificatorie; per orientare la società della conoscenza.
Competizione e coesione, produzione e redistribuzione sono fattori dirimenti da approfondire esaminando i mutamenti della manifattura e dell’organizzazione del lavoro, della segmentazione e della delocalizzazione dell’industria; bisogna pensare agli strumenti conoscitivi per riconfigurare le reti, i servizi territoriali, i flussi di pendolari e merci, le politiche abitative; occorre concepire un governo del territorio capace di determinare precise politiche pubbliche con il coinvolgimento dei soggetti privati per accrescere i vantaggi derivanti dalle economie d’agglomerazione; è urgente utilizzare in modo nuovo i fondi strutturali europei; importante è coniugare territorio, popolo insediato e sovranità democratica revisionando i concetti di centro e di periferia. Ma le Città metropolitane sono “pseudo-province” o “super-comuni”? Una grande sfida irrisolta nel nostro Paese, dopo la riforma costituzionale del 2001 e la Legge c.d. “Delrio”, riguarda l’efficace superamento della ripartizione territoriale per approdare ad un flessibile ente metropolitano di primo livello, adatto a governare il salto di scala globale così da coinvolgere direttamente e «virtualmente ogni interesse umano».

Portale storico del Collegium Messanense
Primum Ac Prototypum fondato nel 1548
L’Accademia Peloritana dei Pericolanti, presso il Plesso Centrale dell’Ateneo, nasce negli anni nei quali l’Università di Messina viene chiusa dagli Spagnoli, per punire la città dalla ribellione anti spagnola. Messina, infatti, negli ultimi anni del secolo XVII, fu al centro della rivolta contro gli Spagnoli, che dopo quattro anni ebbero il sopravvento e si “vendicarono” duramente, talchè vennero chiuse le istituzioni culturali, ma non tutte: sopravvissero le Accademie della Fucina, degli Incogniti, degli Abbarbicati  e ne nacquero altre, la Clizia, la Ginestra, e quella degli Accorti che si trasformò in Accademia Peloritana dei Pericolanti. Per essa venne adottato  come stemma la rappresentazione di una nave che a vele spiegate viaggiava tra Scilla e Cariddi, si coniò il motto “Inter utramque viam” e si dispose da parte del fondatore, don Paolo Aglioti, l’associazione con l’Accademia dei Dissonanti di Modena, secondo la procedura del tempo.

Ci si chiede ancora oggi cosa significa “dei Pericolanti”, e per spiegarlo bisogna risalire ad un documento dell’Abate Carlo Vitali,  primo segretario  dell’Accademia, che fa una similitudine tra la navigazione sullo Stretto di Messina “come nel mare tra Scilla e Cariddi pericola sempre il nocchiero” e lo studioso che “nel sapere, tra le varie difficoltà, e con le varie traversie, pericola … e ciò non ostante  penetra senza inciampo nella verità ricercata”, dunque ricerca del sapere sta a significare un’ attività pericolosa che ha una sua storicità. Dal lontano 1729 ad oggi,  non c’è stato un settore della cultura estraneo all’Accademia, dalla medicina alle scienze giuridiche, dagli studi letterari a quelli filosofici e filologici, dall’arte alle scienze. L’Accademia, arricchita dalla presenza di “Cinquecentine” di opere rare e pregiate e disponendo di un notevole patrimonio librario, è un punto di riferimento qualificante per la ricerca, la sperimentazione e la cultura, per l’Università e per tutta la città di Messina. Ed i soci dell’Accademia, distinti in Onorari, Emeriti, Ordinari, Aggregati, corrispondenti alle diverse Classi, hanno sempre contribuito con indagini complesse e qualificate a dare all’Accademia, all’Università e alla città di Messina, l’immagine di un Centro di alta cultura non solo in Italia ma  anche all’estero.


A.D.P.


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