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sabato 5 novembre 2016

TORNA A TAORMINA iL PROGETTO CULTURALE "COLAPESCE-FLUSSO LUMINOSO"


Si è tenuta domenica 30 ottobre all'Hotel Excelsior di Taormina, per iniziativa della Fidapa di Messina e di Taormina, l'annunciata presentazione del progetto cinematografico "Colapesce - Flusso Luminoso". Ha aperto l'affollata assemblea, Paola Costa Presidente Fidapa di Taormina che ha dato il saluto al numeroso pubblico, ai rappresentanti della cultura ed alle personalità presenti in sala, tra cui il prof. Giuseppe Rando, ordinario di Letteratura moderna e contemporanea, il professore emerito. Saverio Di Bella, storico, presidente dell'Associazione Culturale Siculo-Calabra "Zeleuco", con la moglie Anna Maria Garufi, presidente della Lelat di Messina che ha aderito alla manifestazione. 

Era presente tra gli altri Angela Bottari, presidente dell' Assemblea Provinciale del PD di Messina, prima firmataria della proposta di legge sulla violenza alle donne, Giovanni D'Arrigo vice presidente del Circolo Legambiente dei Peloritani di Messina che ha collaborato con le Fidapa per la riuscita della manifestazione, erano presenti anche le Fidapa di Giardini Naxos, Francavilla di Sicilia, Santa Teresa Riva e rappresentanti Fidapa della Fascia Tirrenica. Paola Costa ha quindi dato la parola al vice sindaco di Taormina ed assessore alla Cultura, Mario D'Agostino che nel corso del suo intervento ha espresso gradimento per la manifestazione e le opere presentate, ed ha reso nota la richiesta inoltrata all'Unesco di proclamare la Città di Taormina ed il suo territorio Patrmonio dell'Umanità. 

Irrera e Cattino
Si è passati poi alla presentazione del libro "Cola 'U Pisci - Nel Mito di Colapesce", un racconto-fiaba scritto dal poeta e narratore messinese Antonio Cattino che rielabora e attualizza la leggenda di Colapesce, il mitico personaggio anfibio metà uomo e metà pesce che dopo un viaggio avventuroso verso il continente sommerso di Atlantide, costellato da tante avventure, incontra il primo amore, la Titanide Theti moglie del dio Oceano. L'ira  del dio alla scoperta della tresca è incontenibile tanto che fa cadere Colapesce nel mare Mediterraneo e, dopo altre avventure, il giovane ritorna verso lo  Stretto di Messina. Il racconto si aggancia alla leggenda tramandataci dal Pitrè e poi da Italo Calvino nonchè per ultimo dal compianto prof. Navarra che ne ha fatto anche un lavoro teatrale.

Il libro di Antonio Cattino è stato presentato dall'avvocato Carmen Currò presidente del Cedav (Centro donne antiviolenza) che ha sottolineato il valore didascalico dell'intero impianto, nella prefigurazione di un uomo nuovo, che rifugge l'egoismo, diventa simbolo  e agente di solidarietà verso la sua comunità e verso il prossimo in generale, sottoponendosi volontariamente al compito pro aeterno di sostenere  la colonna lesionata che regge Capo Peloro e la Città di Messina, subendo ma rifiutando nei  fatti, la protervia di un sovrano che, pieno della sua grandezza, vuole ad ogni costo impedire che l'amore sbocciato fra Colapesce e la figlia Costanza, poco più che adolescente, abbia un seguito. 

Fin qui la presentazione dell'avvocato Carmen Currò, e dopo la lettura di un brano del racconto e di una poesia di Antonio Cattino da parte della professoressa Aurora Vesta, si è passati alla proiezione del cortometraggio di Antonello Irrera "Feedback-Colapesce-Flusso Luminoso", presentato dalla Presidente della Fidapa di Messina dott.ssa Nuccia Di Gennaro,  che ne ha sottolineato la sua molteplice attività artistica, si è soffermata sui caratteri innovativi ed attualizzanti del cortometraggio in cui il giovane anfibio incontra la maestrina di Faro, Nina, che gli ricorda nelle sembianze quella Costanza, la principessina del racconto, con cui ha avuto secoli fa una struggente storia d'amore. Nina è una ragazza d'oggi e l'incontro con Colapesce è una fiondata nel passato, come per Colapesce è un salto verso il futuro, una trama intrigante, una storia innovativa ha proseguito Nuccia Di Gennaro, invitando all'inizio della proiezione che è stata seguita con attenzione dal pubblico presente.

Dopo la proiezione un dialogo molto serrato e ben condotto dalla giornalista Lucia Gaberscek che ha fatto i complimenti ai due autori, per il coraggio manifestato nelle loro opere, di aver rielaborato in chiave moderna e con un impianto letterario avvolgente per il libro e filmico per il cortometraggio, un'antica legenda come quella di Colapesce, sviscerando i motivi ed i significati sociali e morali delle due opere. Antonello Irrera ha ricordato la figura della grande poetessa Maria Costa, che compare nel cortometraggio ed addirittura canta nel video musicale, eleggendola a Musa ispiratrice del progetto cinematografico "Colapesce-Flusso Luminoso" ed a nome anche di Antonio Cattino le ha dedicato la manifestazione. 

Nino Pracanica
Si è passati poi ai momenti di spettacolo e d'intrattenimento con l'esibizione di Nino Pracanica che ha fatto una piece mimica con la maschera teatrale di Omero, da lui costruita insieme alla moglie Gina. Mentre Antonella Gargano ha dato l'interpretazione coreografica della leggenda di Colapesce, e la soprano Carmine Elisa Moschella, prima e dopo l'intervento conclusivo del prof. Giuseppe Rando, ha interpretato con la bravura di sempre due brani, uno lirico ed uno di tradizione siciliana. Colapesce è dunque ritornato alla grande a Taormina e sicuramente, in futuro, anche nel resto d'Italia. Il libro "Cola 'U Pisci - "Nel Mito di Colapesce" è una bella ed edificante strenna che quest'anno si può fare ai ragazzi ma anche ai grandi, per perpetuare un Mito ed una leggenda che è alla base dell'ampia tradizione delle popolazioni dello Stretto e di Messina in particolare.





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