CAFFE' AMARO. OLTRE LE CONVENZIONI UN RITRATTO DI DONNA NELLA SICILIA DEL NOVECENTO - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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CAFFE' AMARO. OLTRE LE CONVENZIONI UN RITRATTO DI DONNA NELLA SICILIA DEL NOVECENTO

CAFFE' AMARO. OLTRE LE CONVENZIONI UN RITRATTO DI DONNA NELLA SICILIA DEL NOVECENTO

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Domani, mercoledì 8 giugno, triplo appuntamento con Simonetta Agnello Hornby che sarà a Messina per incontrare i lettori e firmare le copie del suo ultimo libro “Caffè amaro”. Alle ore 11 nella Libreria Ciofalo, alle ore 12 nella Libreria Bonanzinga e alle ore 18 nel Feltrinelli Point Messina. 



“Caffè amaro”, edito da Feltrinelli, è un altro splendido romanzo di Simonetta Agnello Hornby, denso di atmosfere sensuali e profumate d’antico. Dai Fasci siciliani all'ascesa del fascismo, dalle leggi razziali alla II Guerra Mondiale e agli spaventosi bombardamenti che sventrano Palermo, la scrittrice insegue Maria, la protagonista del libro, facendo delle sue scelte non convenzionali la storia di un segmento decisivo dell'Italia.

“Maria è ancora bambina.” Titina non ne voleva sapere di quel matrimonio.“Alla sua età tu eri già madre e moglie.”“Già. I tempi sono cambiati.” Titina ora parlava piano, scandendo ogni sillaba: “Me lo insegnasti tu, che la donna è pari all’uomo. Che prima o poi avremo il diritto di voto. Mi hai detto che il presidente Zanardelli aveva perfino pensato di introdurlo, anche per noi. E che ci sarà il divorzio... Oggi le donne non prendono più marito appena diventano signorine: studiano, lavorano, insegnano nelle scuole... Le maestre vanno a lavorare lontano da casa, e la gente le rispetta. Sono moderne le donne di oggi, e nostra figlia è la più moderna di tutte! Voleva perfino diventare una pianista... poi ha capito che non ce lo potevamo permettere, di mandarla al conservatorio, con quattro maschi da educare!”.
Copertina
In una suggestiva immersione nella Sicilia a cavallo fra Ottocento e Novecento la storia si svolge in un immaginario paese tra Palermo e Agrigento, Camagni. Quando viene introdotta dai famigliari alla presenza di Pietro Sala, colui che diventerà suo marito, Maria, ha soltanto quindici anni, quasi venti in meno rispetto a lui, ed è così intimorita da non osare chiedere neppure un cucchiaio di zucchero per il caffè. Da quel giorno lo berrà sempre amaro. Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala - che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote - e, in maniera meno evidente, all'amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d'azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell'esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. "Bruciava, quella mano, e anche il palmo di lei era rovente. Capirono". Attraverso l'eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l'apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l'ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d'amore che copre più di vent'anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.
Simonetta Agnello Hornby

"Io i libri li “vedo”, li “sento” e li “annuso”, prima e durante la stesura – dall’inizio alla fine. Come un film. - spiega Simonetta Agnello Hornby - Pensato da cinque anni, “ibernato” durante la stesura di altre opere, trascurato nel corso delle riprese di Io&George, ma mai dimenticato, Caffè amaro è stato il fedele compagno a cui tornavo la sera, nei momenti di solitudine, e che talvolta mi sfruculiava – “Non dimenticarti che ci sono anch’io!” –, riportandomi al mio posto di osservatrice nascosta nel giardino profumato di casa Marra, regno della casta Maricchia, l’anziana vergine valdese rimasta devota alla sua fede nonostante il diminutivo affibbiatole in Sicilia: vedevo i vestiti semplici di Maria, la ascoltavo suonare Chopin... gustavo i pranzi da Alfredo, rabbrividivo sentendo le bombe che cadevano su Palermo... pativo le frustrazioni di Giosuè e mi rasserenavo nella quiete della sublime villa di Altarello. La lunga gestazione ha permesso a Caffè amaro – a differenza di quanto accaduto agli altri miei romanzi – di crescere e trasformarsi, di divagare e poi ritrovare la sua strada: quella di una grande passione tra due giovani diversi per razza e religione ma legati uno all’altra come trizze ’i fimmina. Incapaci di dimenticarsi".

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo e vive dal 1972 a Londra, dove svolge la professione di avvocato dei minori ed è stata per otto anni presidente part time dello Special Educational Needs and Disability Tribunal. La Mennulara, il suo primo romanzo, pubblicato da Feltrinelli nel 2002 e tradotto in tutto il mondo, ha vinto i premi Alassio 100 libri, Forte Village, Stresa e Novela Europea Casino de Santiago. Vincitrice ad honorem del Premio Marietta dell'Accademia Artusi 2012, la scrittrice ha pubblicato con Feltrinelli anche La zia marchesa (2004; “Audiolibri - Emons Feltrinelli”, 2011), Boccamurata (2007), Vento scomposto (2009), La monaca (2010), La cucina del buon gusto (con Maria Rosario Lazzati; 2012), Il veleno dell’oleandro (2013), Il male che si deve raccontare (con Marina Calloni; 2013) e Via XX Settembre (2013). Ha inoltre pubblicato: Camera oscura (Skira, 2010), Un filo d’olio (Sellerio, 2011), La pecora di Pasqua (Slow Food, 2012) e La mia Londra (Giunti, 2014).


A.D.P.


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