ALLA CORTE D'APPELLO DI MESSINA "LA CITTA' MARCIA" DI BIANCA STANCANELLI. RACCONTO SICILIANO DI POTERE E DI MAFIA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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ALLA CORTE D'APPELLO DI MESSINA "LA CITTA' MARCIA"  DI BIANCA STANCANELLI. RACCONTO SICILIANO DI POTERE E DI MAFIA

ALLA CORTE D'APPELLO DI MESSINA "LA CITTA' MARCIA" DI BIANCA STANCANELLI. RACCONTO SICILIANO DI POTERE E DI MAFIA

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Con un ritmo serrato che coinvolge il lettore, il libro racconta fatti documentati avvenuti negli anni '80 nel capoluogo siciliano che è stato scenario di delitti eccellenti come quello del sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco ucciso dalla mafia. 



Nuovo incontro promosso dalla Scuola Forense in collaborazione con la Libreria Bonanzinga di Messina. Venerdì 20 maggio, alle ore 16,00, nell'aula della Corte d'Appello, ospite d'onore una tra le firme del giornalismo italiano più prestigiose, Bianca Stancanelli. Dopo i saluti di rito del Presidente Vincenzo Ciraolo, sarà l'avvocato Pompeo Oliva a presentare l'ultimo libro dell'autrice "La città marcia" (Marsilio editore). Introduce l'avvocato Paolo Vermiglio. L'incontro è aperto al pubblico ed è accreditato per la formazione degli avvocati. 

E' stato detto, ma vale la pena ripetere: come sarebbe cambiata Palermo con Piersanti Mattarella, Boris Giuliano, Gaetano Costa, Cesare Terranova e Rocco Chinnici, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa e così via, lungo l’interminabile catena dei delitti degli anni ‘80? E come sarebbe diventata l’Italia se a questi uomini fosse stato consentito di cambiare le cose? L’uomo del quale si narra la storia, Giuseppe Insalaco, conosceva la mafia e il potere. Aveva cominciato a svelarne i segreti. Altro ancora voleva raccontare. L’hanno fermato con quattro colpi di pistola. Nessuno ha spiegato perché. Una storia esemplare per mettere a fuoco un periodo chiave della nostra vita nazionale.

Copertina

La Palermo degli anni Ottanta, in una Sicilia trasformata nella sede della più grande base di missili nucleari della Nato in Europa, era un crocevia di affari e intrighi tra politici, imprenditori, burocrati e mafiosi. Mai come in quella stagione Cosa Nostra ha fatto politica, impugnando le armi per soffocare nel sangue e nel terrore ogni volontà di cambiamento. Sotto i suoi colpi, il 12 gennaio 1988, cadde Giuseppe Insalaco, un democristiano che aveva bruciato le tappe di una fortunata carriera nel partito di Salvo Lima e Vito Ciancimino, fino a diventare sindaco. Nei suoi 101 giorni alla guida del Municipio si era ribellato ai suoi padrini, sfidando a sorpresa i padroni degli appalti. Disarcionato da un'inchiesta giudiziaria, espulso dalla politica, aveva cominciato a raccontare i segreti dei rapporti tra mafia e potere. Fu fermato con quattro colpi di pistola. Ricostruire la sua storia, fin qui offuscata da una potente damnatio memoriae, è tanto più necessario nel momento in cui al Quirinale siede un siciliano come Sergio Mattarella che dalla ferocia di quegli anni è stato colpito in prima persona, con l'assassinio del fratello Piersanti, il Presidente della Regione che sognava una Sicilia "con le carte in regola".

Bianca Stancanelli è nata a Messina. Giornalista, ha esordito nel quotidiano «L'Ora» di Palermo, occupandosi soprattutto di mafia e politica. Dal 1987 vive a Roma, dove è inviato speciale per il settimanale «Panorama». Ha pubblicato, con l'editore Marsilio, oltre a due volumi di racconti Cruderie (1996) e Morte di un servo (2000), Quindici innocenti terroristi (2006) e La vergogna e la fortuna (2011). Con A testa alta ha vinto l'Aquila d'oro al Premio Estense 2003.

Leggi qui alcune pagine del libro "La città marcia".


A.D.P.


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