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lunedì 2 maggio 2016

A.C.R. MESSINA: E SIA TRATTATIVA!

La notizia è pervenuta nella tarda mattinata di sabato, a poche ore dall’ultima partita casalinga di stagione. 



In pratica, i membri della cordata che vogliono entrare a far parte della compagine societaria dell’A.C.R., hanno deciso di dare mandato allo Studio Legale Candido affinchè elabori e presenti alla stessa una manifestazione d’interesse per l’acquisizione delle quote. Nel pomeriggio è giunto il comunicato ufficiale e, pertanto, termina la fase dei “pour parler” ed inizia quella della trattativa vera e propria. Ed è giusto che sia così.

La cronistoria recente ci porta alle ultime dichiarazioni del presidente. Natale Stracuzzi dice che la proposta di Francesco Barbera è “inaccettabile” in quanto non terrebbe conto degli esborsi effettuati dalla proprietà. Giustamente, i 500 mila euro di differenza tra quanto versato e l’attuale quota da versare, non possono essere considerati come una sorta di “vuoto a perdere”. E quindi, nelle more di una trattativa serena ed ispirata a principi di equità, devono necessariamente essere parte del computo. D’altro canto, Natale Stracuzzi non dice di possibili od eventuali debiti di funzionamento che potrebbero essere insorti nel corso di questa stagione. Mi spiego: forniture ancora da pagare, dipendenti non tesserati con stipendi arretrati, il costo delle trasferte (pullman ed altre voci), settore giovanile etc, etc. In pratica ciò che sempre succede in ogni azienda nel corso della normale gestione amministrativa. Anche questo va verificato e, qualora dovesse esserne appurata l’esistenza, gli importi relativi dovrebbero, sempre per equità, essere considerati in diminuzione rispetto a quanto versato. Inoltre non possono non essere considerate le due scadenze Covisoc che stanno per arrivare, la prima il 16 giugno, per un importo vicino ai 250 mila euro ciascuna. A chi toccherà l’onere di farvi fronte? All’attuale proprietà  o a quella nuova che si formerebbe in caso di successo della trattativa? Tutte cose da mettere sul tavolo della mediazione e che saranno discusse e decise nel giro di un paio di settimane.

Resta da dire dell’opportunità o meno di procedere a questo possibile ingresso di nuovi soci. E per far questo bisogna ricordare un po’ a tutti come il modo di fare e gestire calcio sia totalmente cambiato negli ultimi 30 anni. La figura del presidente mecenate, o del ricco scemo, se preferite, non esiste più da 40 anni. Già all’epoca di Salvatore Massimino si cominciava a parlare di diritti radiotelevisivi. Io, allora, ero tra i soci di Radio Messina International ed ogni anno, con trattativa privata, l’emittente pagava fior di milioni di lire per ottenere i diritti di esclusiva delle radiocronache. Nel corso del tempo le fonti di entrata sulle quali poter fare affidamento certo sono cambiate. Mentre prima era fondamentale il botteghino (e quindi contavano le presenze allo stadio) adesso questa è l’ultima voce in termini di importanza per le casse di una società calcistica. Adesso sono fondamentali le sponsorizzazioni, i diritti radiotelevisivi (la cui importanza cresce con quella del campionato disputato) e, in una visione illuminata del business calcistico, le cosiddette plusvalenze che si possono realizzare sulla compravendita dei calciatori. Guardare avanti significa disegnare un asset societario che sappia guardare a queste ineluttabili fonti di finanziamento.  

Per arrivare ad una gestione virtuosa occorre un piano di investimenti pluriennale per preparare la strada a quella che dovrebbe essere la meta finale: l’autosostenibilità della gestione economico-finanziaria. Quindi alla domanda se sia giusto consentire l’ingresso di nuovi soci nell’A.C.R. Messina la risposta dipende dalle reali possibilità di investimento che hanno gli attuali soci. Mi scuserà il presidente Stracuzzi, ma certe sue affermazioni sembrano improntate ad una certa faciloneria: “Con due sponsor in arrivo, nuovi introiti da Sportube, campagna abbonamenti a prezzi popolari e altri introiti, il nostro budget il prossimo campionato sarà superiore. Quindi andiamo avanti con un programma serio e ambizioso.” Vogliamo quantificare queste cifre? Non lo farò io. Ma chi mi legge può cercare di realizzare in quanti quattrini il tutto si tradurrebbe. 

Mai dubitato dell’onestà intellettuale del presidente del Messina Calcio. Mai dubitato della sua autentica passione e del suo attaccamento ai colori biancoscudati. Personalmente non faccio il tifo per nessuno in questa che qualcuno vuol dipingere come una contesa armata. Mi piacerebbe che, una volta nella vita, da Messina partisse un progetto calcistico in grado di diventare una sorta di modello a livello nazionale. Per realizzarlo ci vogliono soldi e idee. E se c’è chi porta entrambe le cose mi chiedo e vi chiedo: è giusto chiuderli la porta in faccia? Anche su questo è necessario riflettere.

PER IL BENE DEL MESSINA.

Reno De Benedetto


1 commento:

  1. Che si riporti il Messina al più presto nella massima serie poiché il fenomeno calcio è essenziale nella nostra città e può rilanciarla in termini di vivibilità e benessere per tutti i suoi abitanti;il nostro bacino di utenza e il passato glorioso,i nostri tifosi e tutti lo vogliamo!

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