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mercoledì 25 maggio 2016

A MESSINA I RADICALI COMMEMORANO MARCO PANNELLA

Domani, giovedi 26 maggio, alle ore 18.30, nella Parrocchia di S. Gabriele in Messina avrà luogo un incontro tra laici e cattolici, tra cristiani e credenti per ricordare il leader dei Radicali recentemente scomparso.


Nel segno della lettera scritta da Marco Pannella a Papa Francesco in missione a Lesbo per sostenere i profughi e il dovere dell'accoglienza, proprio mentre continuano a morire nel Mediterraneo centinaia di bambini, di donne e di uomini, i Radicali Messina "Leonardo Sciascia" intendono ricordare la figura di un grande politico e le sue lotte ostinate per gli "ultimi" a cui ha dedicato buona parte della sua vita.

"Caro Papa Francesco, Ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano vicino al cielo, per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano. Questa passione è il vento dello ‘Spirito’ che smuove il mondo. Lo vedo dalla mia piccola finestra con le piante impazzite che si muovono a questo vento e i gabbiani che lo accompagnano. In questo tempo non posso più uscire, ma ti sto accanto in tutte le uscite che fai tu. Un pensiero fisso mi accompagna ancora oggi: ‘Spes contra Spem’. Caro Papa Francesco sono più avanti di te negli anni, ma credo che anche tu ti trovi a dover vivere “spes contra spem”. Ti voglio bene davvero. Tuo Marco. PS.: Ho preso in mano la croce che portava Mons. Romero, e non riesco a staccarmene". Roma, 22 Aprile 2016

L'incontro sarà anche lo spunto per parlare di Benedetto Croce e del suo saggio "Perché non possiamo non dirci cristiani", in cui l'autore scrive che "Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta" poichè ha operato "nel centro dell'anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all'umanità". Una rivoluzione "così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non maraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo, una rivelazione dall'alto, un diretto intervento di Dio nelle cose umane".



A.D.P.


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