ANTONIO LIGABUE (1899-1965). TORMENTI E INCANTI - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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Il Presidente dell'ARS, On. Giovanni Ardizzone e della Fondazione Federico II inaugura, venerdì 18 marzo, alle ore 18, a Palermo la mostra dedicata a Antonio Ligabue. 



Dopo lo straordinario successo della mostra “Via Crucis, La Pasión de Cristo” di Fernando Botero, nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo sarà ospitata dal 19 marzo al 31 agosto 2016  un’importante esposizione monografica dedicata a Antonio Ligabue. Un evento, unico, per la città e per la Sicilia; per ricordare un assaggio dei lavori del più importante pittore naif italiano bisogna tornare indietro di oltre vent'anni (Villa Palagonia - Bagheria - 1984 mostra antologica). 

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Federico II di Palermo e dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, è curata dal professor Sandro Parmiggiani, già direttore di Palazzo Magnani e direttore della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, con l’organizzazione generale di C.O.R. (Creare-organizzare-realizzare). A Gualtieri, riconosciuto come il paese di Antonio Ligabue, si sono incontrati presso la Fondazione Museo Antonio Ligabue, la presidente Livia Bianchi, il sindaco di Gualtieri, Renzo Bergamini, il curatore Sandro Parmiggiani, il direttore generale della Fondazione Federico II Francesco Forgione e l'altro curatore della mostra, Sergio Negri. A testimoniare l'incontro un'istantanea con i protagonisti che mostrano una delle opere più conosciute di Toni "el matt", Antonio "il folle", l'Autoritratto con berretto da motociclista, di proprietà, tra l'altro dello stesso curatore Sergio Negri. L'opera che aprirà il percorso di visita della mostra "Tormenti e incanti", il prossimo venerdì 18 marzo nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo. 

"L'intera vicenda umana di Ligabue - spiega il direttore della Fondazione Federico II, Francesco Forgione - ruota attorno alla sua diversità non accettata dagli altri, scontata e pagata con una solitudine popolata da incubi, ma anche riscattata con il genio della sua pittura. Questa mostra rappresenterà per la Fondazione Federico II, per la città e per la Sicilia un momento di grande respiro culturale ed umano. E siamo certi che la partecipazione sarà altissima perchè un artista come Ligabue riesce ad attirare su di se', in modo trasversale, visitatori di ogni genere ed età"

La rassegna monografica “Antonio Ligabue (1899-1965). Tormenti e incanti” intende fare conoscere i diversi esiti dell’opera dell’artista, nel corso della sua attività (dagli anni Venti al 1962), declinati nelle diverse tecniche attraverso le quali Ligabue si è espresso. La mostra propone, attraverso oltre ottanta opere, un excursus storico e critico sull’attualità dell’opera di Ligabue che, seppur incentrata su pochi temi sempre ripetuti e sempre rinnovati, rappresenta ancora oggi una delle punte più interessanti dell’arte del Novecento. Anche attraverso le scelte di allestimento, la mostra permetterà di approfondire e scavare nei nuclei tematici fondamentali dell’artista, per vedere sia come variano nel tempo i suoi centri di interesse sia come si evolve un particolare motivo, e i reciproci transiti dall’uno all’altro. Due sono i filoni fondamentali cui si è dedicato Ligabue: gli animali esotici, della foresta, e comunque tutti quelli che possono essere definiti predatori; gli autoritratti, un capitolo di dolente, amara poesia. Non mancano tuttavia altri soggetti, quali le scene di vita agreste e gli animali domestici, e alcuni ritratti su commissione. 

Ligabue studiava accuratamente l’anatomia degli animali che rappresentava, e le loro posture tipiche assunte nelle fasi della caccia o del lavoro, desunte dall’osservazione diretta e da varie fonti iconografiche (le figurine Liebig, “La vita degli animali” di Brehm, la frequentazione dei Musei Civici di Reggio Emilia), reinventando il semplice dato di partenza attraverso una pittura in cui si fondono visionarietà espressiva (sia nelle forme che nel colore) e ricorso a elementi puramente decorativi (i mantelli degli animali, la vegetazione, le carte da parati negli interni, i tessuti delle giacche). Va rimarcato che in molti dei suoi paesaggi padani irrompono, sullo sfondo, le raffigurazioni dei castelli e delle case della natia Svizzera, assolutamente reali, esito di una memoria che tenacemente serbava certe immagini perché quelle radici erano troppo importanti per la sua vita. Gli straordinari autoritratti, infine, rappresentano un’esplicita, orgogliosa dichiarazione del suo valore d’artista e della sua identità di persona umana, spesso dileggiata e irrisa – si può affermare che Ligabue visse come “straniero in terra straniera” –, e l’impietosa descrizione dei tratti del suo volto, segnati da sentimenti di solitudine e disagio esistenziale, e dal costante presagio dell’esito finale.


La vita del pittore Antonio Ligabue è segnata da un’infanzia difficile: non conosce il padre e sua madre è emigrata in Svizzera. Adottato e poi denunciato dalla stessa madre adottiva per i suoi comportamenti spesso aggressivi, Antonio Ligabue entra ed esce da case di cura e manicomi fino al 1948, anno in cui la critica e i galleristi cominciano ad interessarsi a lui e alle sue opere intense, coloratissime, espressionistiche e naif al tempo stesso. Ligabue diventa famoso; vince premi, vende quadri, trova amici che lo ospitano, si girano film e documentari su di lui, ma non riesce comunque a scrollarsi di dosso il suo enorme disagio. Colpito da paresi nel 1962, Ligabue continua comunque a dipingere fino alla sua morte che avviene a 66 anni. 

La mostra sarà visitabile con un biglietto unico con il Palazzo Reale di Palermo e resterà aperta anche nei weekend e nei giorni festivi fino alle ore 21.


A.D.P.


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