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lunedì 29 febbraio 2016

MORRICONE E DI CAPRIO VINCONO IL LORO PRIMO OSCAR. UN ATTO DOVUTO

Per la serie "meglio tardi che mai" vengono premiati con la preziosa statuetta il Maestro Ennio Morricone e l'attore Leonardo DiCaprio. La cerimonia si è svolta, come ogni anno, al Dolby Theater di Los Angeles.



In realtà, il Maestro Ennio Morricone aveva già vinto un Oscar onorario alla Carriera nel 2007 "per i suoi magnifici e multiformi contributi nell'arte della musica per film", ma non era mai stato premiato per una sua colonna sonora. E viene da chiedersi come mai visto che ogni sua composizione ha arricchito e, in alcuni casi, ha decretato il successo di innumerevoli film. Pensiamo ad esempio alla serie dei cosiddetti "spaghetti western" di Sergio Leone che spaziano dagli anni '60 ai '70 per i quali Morricone ha composto delle indimenticabili colonne sonore che ti basta sentire le prime note per pronunciare il titolo del film. Come "Per un pugno di dollari" per il quale vinse il suo primo Nastro d'Argento nel 1965, o "Giù la testa" che nel 1972 ha vinto il David di Donatello per il miglior regista. E ancora "C'era una volta in America" che nel 1985 ha vinto il Nastro d'argento al regista del miglior film, ed ha avuto due nomination: al Golden Globe per il miglior regista; al David di Donatello per il miglior regista straniero. 


Dopo la collaborazione con Sergio Leone, il Maestro inizia a lavorare anche con registi americani componendo colonne sonore per numerose pellicole premiate all'Academy Award come "Mission" e "The Untouchables - Gli intoccabili". Tra i registi italiani non possiamo non citare le commoventi colonne sonore di "Nuovo Cinema Paradiso" e "Baarìa" di Giuseppe Tornatore e "Metti una sera a cena" di Giuseppe Patroni Griffi, una bossa nova composta con una sequenza ascendente di sole tre note ripetute per tutto il brano per la quale vinse il Nastro d'argento nel 1970 e che venne cantata anche dalla co-protagonista del film Florinda Bolkan.

Ricordiamo che Ennio Morricone ha vinto anche tre Grammy Awards, tre Golden Globes, cinque BAFTAs tra il 1979 e il 1992, dieci David di Donatello, undici Nastro d'Argento, due European Film Awards, un Leone d'Oro alla carriera e un Polar Music Prize. Nel 2010 gli fu conferita a Taormina la corona d'alloro honoris causa Europclub Regione Siciliana, consegnata dal Segretario Generale di Noi in Europa Europclub Avv. Enzo Ocera, scomparso recentemente. 

E il 26 febbraio scorso gli è stata attribuita la stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. "Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica", ha detto il Maestro nel corso della cerimonia di assegnazione. 


Adesso Ennio Morricone ha, finalmente, ricevuto l'Oscar per la miglior colonna sonora originale nel film "The Hateful Eight" di Quentin Tarantino. Una bella composizione, sicuramente, ma non meno di tante altre che l'hanno preceduta e che avrebbero meritato egualmente la preziosa statuetta. Evidentemente, secondo le major, non erano ancora maturi i tempi per dargli il giusto riconoscimento, arrivato a 87 anni dopo una carriera costellata di successi. Una cosa veramente vergognosa che mi ha indignato!

Ho visto salire sul palco una persona anziana, visibilmente e particolarmente emozionata, come lo sono tutti ad una certa età, l'ho ascoltato mentre leggeva, con la sua consueta umiltà propria dei grandi, da un foglietto il discorso di rito con ringraziamenti finali alla moglie, in pratica simile a quello pronunciato all'Oscar onorario nel 2007 ma con differenza di voce e postura, tremula oggi, sicura ieri. E non ho potuto trattenere la commozione unita allo sdegno per chi ha deciso di dargli l'Oscar adesso e non prima, come se le sue Musiche non fossero all'altezza di altre colonne sonore vincitrici delle scorse edizioni. 


E lo stessa indignazione l'ho provata per l'Oscar asssegnato a Leonardo DiCaprio come miglior attore protagonista in "The Revenant" (Redivivo). Un film che definirlo brutto è un complimento e che è stato confezionato addosso a lui solo per farlo vincere. Mentre ricordiamo altre sue memorabili interpretazioni in capolavori come "The Aviator", "Blood Diamond" e "The Wolf of Wall Street" per i quali ha ricevuto la candidatura all'Oscar come miglior attore. E ancora il film biografico "J. Edgar" e il western "Django Unchained" per citarne alcuni dove la sua capacità interpretativa era ai massimi livelli e avrebbe meritato molto di più di nomination all'Oscar che arriva, invece, dopo 25 anni di carriera, con un film che non lo valorizza affatto malgrado il suo sforzo, evidente in tutta la pellicola, di affrontare le scene più crude e violente senza una controfigura. 


Antonella Di Pietro



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