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sabato 23 gennaio 2016

ULTIMO SALUTO A ETTORE SCOLA ALLA CASA DEL CINEMA

Nell'arena esterna della Casa del Cinema di Roma si è svolta la cerimonia laica per salutare il grande regista Ettore Scola.


Il mondo del cinema, della politica e della società, ma anche gente comune, ha reso omaggio a Ettore Scola, nella prima giornata della camera ardente per il regista, scomparso martedì, allestita alla Casa del Cinema. Il feretro era al primo piano, in sala Deluxe, ricoperto di fiori e con uno striscione rosso con scritto "Ciao Maestro - I lavoratori di Cinecittà". Accanto due corazzieri con la corona di rose bianche e rosse del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha detto: "Con Ettore Scola scompare un protagonista del cinema italiano. La cultura e lo spettacolo mondiali perdono un grande maestro che ha raccontato, con acume e sensibilità straordinari, vicende, personaggi e periodi della nostra storia contemporanea".


Con gli interventi introdotti da Felice Laudadio il regista è stato ricordato da Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore, Stefania Sandrelli, Paolo Virzì, Pif, e altri. Sul maxischermo scorrevano brevi filmati e oltre una cinquantina di foto del regista con la famiglia, gli attori e i collaboratori. In sottofondo la colonna sonora dei suoi film. Con le lacrime agli occhi Sophia Loren, arrivata poco dopo mezzogiorno. In tailleur pantalone nero con foulard beige, si è fermata a parlare e ad abbracciare le figlie di Scola, e la moglie, guardando le foto e scambiando anche un saluto con Erminia Manfredi. Uscendo ai giornalisti ha detto soltanto: "Per l'emozione non riesco a parlare".


''Per me è stato un maestro di vita e devo a lui l'aver cominciato a fare questo lavoro al cinema - ha detto Giancarlo Giannini -. Ha sempre raccontato nei film il suo impegno, è il regista che nel modo più semplice ci ha parlato della vita dell'Italia e degli italiani".

Ettore Scola aveva chiesto che il suo addio ''fosse come una festa'' e la famiglia del regista ha mantenuto questo spirito unito alla commozione. ''Conoscevamo naturalmente la grandezza di papà, ma ci ha stupito questo amore planetario per lui che è arrivato da tutte le parti, anche da paesi come gli Stati Uniti, la Francia, la Germania - ha detto Silvia la figlia del regista che, insieme alla sorella Paola e alla madre Gigliola, ha accolto parenti e amici - Papà ci lascia molto di più di quello che si porta via e quindi dobbiamo essere contenti".

Maestro del cinema italiano, Scola era noto per capolavori come 'C'eravamo tanti amati' (1974), 'Una giornata particolare' (1977) e 'La famiglia' (1987). 


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