QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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Il romanzo di Jesse Andrews, bestseller negli USA con più di 600,000 copie vendute, arriva in Italia edito da Einaudi Stile Libero Big, insieme all’omonimo film di Alfonso Gomez-Rejon ​vincitore del Premio della Giuria e del Premio del Pubblico al Sundance Film Festival​ 2015, distribuito in Italia dalla 20th Century Fox. 



Dal libro: "Io sono Greg, quello che ha scritto questo libro. Poi c’è Earl, il mio amico. E questa è la storia dell’anno che lui e io abbiamo passato con Rachel, cercando di tirarla su. Per lei abbiamo anche girato un film. Forse il più brutto film di tutti i tempi". Il primo giorno di scuola, per Greg, è stato anche meglio del previsto. Stavolta, se non altro, nessuno gli ha spremuto le bustine di senape sulla testa. Il suo buonumore, però, dura poco. Il tempo che la madre torni a casa e gli spieghi che la sua compagna Rachel è ammalata e che lui dovrà starle vicino. Per uno come Greg, il nerd più asociale della scuola, non poteva esserci notizia peggiore. La sola consolazione è che con lui ci sarà pure il suo amico Earl. Insieme decideranno di girare un film per lei.

Fox Searchlight Pictures and Indian Paintbrush presentano "Quel fantastico peggior anno della mia vita", prodotto da Rhode Island Ave, diretto da Alfonso Gomez-Rejon (“American Horror Story”), sceneggiatura di Jesse Andrews, tratto dal suo omonimo romanzo "Me & Earl & The Dying Girl". Nel 2013 il provocatorio romanzo per giovani adulti di Andrews sorprese i lettori con una realistica e contemporanea storia di formazione, ricca di penetranti e originali dialoghi, con giovani personaggi molto sfaccettati. Malgrado alcuni dettagli del racconto appartengano all’esperienza personale di Andrews, lo scrittore rivela che la maggior parte della storia non è autobiografica: “In un certo senso ero un tipo alla Greg, alla scuola superiore. Quello che volevo era saper stare con tutti i generi di persone. Ero nella band, ed ero nella squadra di nuoto, il che mi ha messo nell’elite degli atleti... pur non avendo nemmeno lontanamente il fascino della squadra di football. Sei lì a rabbrividire in mutande davanti a nessuno perché nessuno mai veniva alle gare di nuoto”. Greg, lo sfigato eroe del film, aspira a diventare un filmmaker, nonostante Andrews dichiara che non ci fossere queste ambizioni quando ha scritto il libro: “Volevo scrivere un romanzo sui teenagers che fosse divertente, ma anche permeato da una certa serietà. Speravo di creare qualcosa che andasse oltre una semplice, facile narrativa.” Greg lotta contro il suo percorso di autorivelazione più a lungo che può, armato di uno humor sovversivo e una grossa dose di resistenza. “Più vuole nascondersi agli occhi del mondo e più non ci riesce”, dice Andrews. “Così tutto diventa limitato e insoddisfacente, ma il doversi esporre è troppo terribile da contemplare. Quando succede, la sua vita comincia a diventare molto più piena e ricca... anche se non necessariamente più felice.” Jesse Andrews ​è uno scrittore e sceneggiatore. Vive a Boston, dove sta lavorando al suo secondo libro.




Il film tratto dal romanzo di Andrews è stato girato completamente a Pittsburgh, una combinazione di antico e moderno, con una bellissima architettura dove ci sono ponti meravigliosi, fiumi e viali alberati e oltre 700 belle scalinate che salgono su e giù dalle colline. In questo sfondo la storia divertente e commovente di Greg (Thomas Mann), un liceale che cerca di mimetizzarsi evitando relazioni profonde, come strategia di sopravvivenza in quel campo minato che è la vita sociale dei teenagers. Per affrontare il suo ultimo anno di liceo cercando di evitare il più possibile le relazioni sociali e passare inosservato decide di trascorrere la maggior parte del suo tempo in compagnia di Earl (RJ Cyler) con il quale realizza cortometraggi-parodia di classici del cinema. Una sorta di collaborazione piuttosto che una vera amicizia. Ma quando sua madre (Connie Britton) insiste affinché lui passi del tempo con Rachel (Olivia Cooke), una compagna di scuola a cui è appena stata diagnosticata la leucemia, Greg abbandona il suo progetto di asocialità e scopre, così, il vero significato della parola amicizia e di quanto siano importanti alcuni legami nel corso della nostra esistenza. 

Nonostante la storia di Greg sia ambientata durante gli anni di scuola superiore, l’appeal va molto oltre il tipico film per adolescenti, come evidenziano l’entusiasmo e il coinvolgimento dei molti adulti impegnati nella produzione. I tre giovani attori, infatti, sono sostenuti da un cast di adulti che comprende delle stars affermate come Connie Britton, Nick Offerman, Jon Bernthal e Molly Shannon, che hanno contribuito con emozioni e sensibilità nei loro ruoli. Il regista Alfonso Gomez-Rejon ha catturato lo humor anticonvenzionale, la rara sensibilità e quel singolare punto di vista in un film per il cinema che racconta l’ingresso nell’età adulta di un giovane che impara il significato dell’essere altruista. “Lo script era divertente, in modo inusuale e imprevedibile, oltreché frizzante e sincero”, dice Gomez-Rejon. “All’inizio mi ha fatto tornare in mente quei meravigliosi film di John Hughes con cui sono cresciuto, poi compie una virata inattesa e diventa molto di più che una semplice commedia. Avevo appena perso mio padre ed ho sentito che fare questo film sarebbe stato un modo di elaborare le mie perdite personali, e trasformarle attraverso lo humor.”

“Greg vuole attraversare per inerzia la scuola superiore”, continua Alfonso Gomez-Rejon. “Il suo obiettivo è muoversi nel modo più invisibile e non offendere nessuno. Ha paura di chiamare ‘amico’ chiunque, persino Earl, insieme al quale ha fatto quei film segreti fin da quando erano bambini. Non vuole essere troppo vicino a nessuno per paura di restarne ferito, prima o poi”. Lo spirito fulminante e lo humor autosprezzante di Greg lo rendono molto attraente agli occhi di Rachel, che insiste nel fronteggiare la gravità della sua malattia senza illusioni. “Lui non ha idea di quanto sia brillante, proprio come avviene nelle persone più divertenti,” spiega Gomez-Rejon. “E’ un tipo assolutamente originale. C’è qualcosa di tonificante nella sua sincerità. La prima cosa che dice a Rachel è: ‘Sono qui perché lo vuole mia madre.’ Verosimilmente quel giorno Rachel ha ricevuto decine di chiamate da gente che è davvero dispiaciuta per lei. Ma lei ha bisogno di quello che le dà Greg, invece della banale, codificata compassione che riceve da tutti gli altri. Lui è la distazione perfetta. La loro amicizia diventa inaspettatamente facile.”

Secondo Gomez-Rejon il personaggio di Greg passa la sua vita cercando di presentarsi al mondo nel modo in cui vorrebbe essere visto dalla gente, piuttosto che essere la persona che è realmente. La profonda amicizia con la compagna di classe Rachel, malata di cancro, rende le sue “pose” difficili da mantenere. “Greg comincia a fronteggiare le sfide della vita vera quando si avvicina a Rachel”, spiega Gomez-Rejon. “Sta vivendo in un modo tutto suo, andandosene in giro con una colonna sonora da film d’autore dentro la testa. Ora deve venire a patti con un mondo in cui la realtà non è quella creata da lui”. “Puoi riuscire a sostenere quella parte più o meno per sempre”, sottolinea il regista. “Ma prima o poi dovrai toglierti via quella maschera ed esporti al rifiuto, o, peggio, all’indifferenza. Una volta che cominci a mostrarti come sei realmente, il mondo reagisce di conseguenza. Non piacerai a tutti, e dirai cose di cui ti pentirai. Ma è questo che ti farà crescere”

Thomas Mann dice che si è sentito coinvolto immediatamente nella storia. “E’ un racconto di formazione, ma in un modo per così dire de-centrato. E’ lo strano viaggio che Greg compie per conoscere sé stesso, e che gli fa smettere di essere per l’appunto troppo concentrato su sé stesso. Quando ho saputo che alla regìa ci sarebbe stato Alfonso, sapevo già che sarebbe stato diverso da tutto ciò che avevo visto prima”. Quando ripensa al sé stesso dei tempi della scuola, Mann trova delle similitudini con il personaggio di Greg. “Lui è un vero teenager”, dice l’attore, “Non è esattamente affascinante. Non fa sempre la cosa giusta, ed è questo che mi piace di lui. Vederlo crescere come persona è stato un piacere per me e penso che lo sarà anche per il pubblico. L’approccio frontale del film ai complessi argomenti ed alle emozioni che affronta è atipico per un film per teenagers", spiega Mann. “Non si parla di primo amore o delle solite cose. Qui si parla di un ragazzo che sta realizzando che tipo di persona vuole essere, e che prende coscienza di quel che può succedere quando perdi qualcuno che stai conoscendo. Credo che sia il miglior lavoro che abbia mai fatto, e la maggior parte del merito è di Alfonso Gomez-Rejon”, continua. “Lui ama gli attori e vuole vedere le nostre personalità brillare. Non ti sovraccarica di cose da pensare durante una scena. E Jesse Andrews ha fatto un fantastico lavoro con la sceneggiatura. E’ tutto lì dentro.” 

L’originale pellicola comprende anche alcune gustose citazioni di film leggendari, e musiche originali del grande Brian Eno, molte delle quali inedite. Il lavoro dell’acclamato musicista e produttore è stato di grande ispirazione per Gomez-Rejon durante la post-produzione. Dopo aver scelto come musica provvisoria la canzone di Eno “The Big Ship” per il film che Greg ed Earl girano per Rachel, il montatore David Trachtenberg ha inserito nella traccia sonora del film degli estratti da altre canzoni tratte dall’iconico “Another Green World” di Brian Eno, pensando di rimpiazzarli successivamente con della musica originale. “Ma quando abbiamo girato la scena nell’ospedale”, dice Alfonso Gomez-Rejon, “mi sono reso conto che ‘Big Ship’ era assolutamente necessaria. Ha questa perefezione artigianale, e una potente carica emotiva che non è mai forzata. La canzone è diventata ‘il suono’ del mio film, così quando abbiamo cominciato a parlare di compositori, io sapevo che doveva essere Brian Eno.” Malgrado Eno non avesse mai scritto una colonna sonora cinematografica, i realizzatori sono stati capaci di convincero a guardare il film. “Lui l’ha amato, e gli è molto piaciuto il modo in cui era stata usata la musica”, dice Gomez-Rejon. “Gli ha ricordato ciò che cerca nella sua musica, niente di troppo melenso e sentimentale; ci sono sempre correnti di emozioni contrastanti. Ha cercato tra le sue composizioni e mi ha mandato del materiale che non era mai stato pubblicato, ed inoltre ha cominciato a scrivere della musica apposta per noi. Così abbiamo 18 o 19 tracce che sono la combinazione di sue musiche nuove e preesistenti, oltre alla bellissima musica che apre il film, scritta da Nico Muhly.”


“La gente che ha vissuto un po’ la vita si ritroverà molto in questo film”, conclude Olivia Cooke (Rachel). “E’ tratto da un romanzo definito ‘per giovani adulti’, ma va molto più in profondità. Non ci sono artificiosità, non ci sono cliché. E’ una storia sui rapporti umani, e su come affrontiamo l’essere mortali”


A.D.P.

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