FUTURO A SINISTRA MESSINA INTERVIENE SUI BILANCI DEL COMUNE - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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FUTURO A SINISTRA MESSINA INTERVIENE SUI BILANCI DEL COMUNE

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Il referente di Futuro a Sinistra Messina, Maurizio Rella, fermo restando la grave situazione di disagio economico e amministrativo, con gravi ripercussioni sulla Città dello Stretto, con cui il Comune si troverà ad operare per via della mancata presentazione del previsionale 2015, con la presente nota intende entrare nel merito di aspetti tecnico finanziari e legislativi ritenendo di dare un contributo alla comprensione dello stato delle cose soprattutto in ordine alle ultime vicende relative all’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Messina del bilancio consuntivo 2014.



Aldilà delle valutazioni politiche, che sono di forte critica per via dei tempi che intercorrono dalla presentazione del documento contabile alla sua approvazione con modalità assai discutibili, si ritiene che si faccia una certa confusione, soprattutto fra "Esercizio provvisorio e gestione provvisoria", considerata l'anomalia contabile in cui verrà a trovarsi il Comune di Messina, che al primo gennaio 2016 si ritroverà con il "bilancio di previsione 2015 non ancora approvato. La normativa di riferimento viene contenuta nell'articolo 163 de decreto legislativo 237/2000 come modificato ed integrato dal decreto legislativo 118/2011, che, per la parte che interessa si riporta integralmente nelle esposizione che segue.

Per avere le idee chiare è necessario iniziare dalla notte del 31/12/2014 quando il Consiglio Comunale ha approvato il "bilancio di previsione 2014", a questo punto è necessario riportare, integralmente, il comma tre del citato decreto legislativo: "3. L'esercizio provvisorio è autorizzato con legge o con decreto del Ministro dell’Interno che, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 151, primo comma, differisce il termine di approvazione del bilancio, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato - città ed autonomia locale, in presenza di motivate esigenze. Nel corso dell'esercizio provvisorio non è consentito il ricorso all'indebitamento e gli enti possono impegnare solo spese correnti, le eventuali spese correlate riguardanti le partite di giro, lavori pubblici di somma urgenza o altri interventi di somma urgenza.

Nel corso dell'esercizio provvisorio è consentito il ricorso all'anticipazione di tesoreria di cui all'articolo 222". Poiché il Comune di Messina al primo gennaio 2015 non aveva approvato il "bilancio di previsione 2015", è stato autorizzato, con i vari decreti emessi dal Ministero dell'Interno, all'esercizio provvisorio, prima sino al 31 marzi 2015, successivamente sino al 30 giugno 2015 ed infine sino al 30 settembre 2015. Poiché entro il 30/09/2015 il Comune di Messina non aveva, ancora, provveduto ad approvare il "bilancio di previsione 2015" e non essendo stato emesso alcun decreto ministeriale di una ulteriore "proroga dei termini" per l'approvazione del "bilancio di previsione 2015", automaticamente si è passati alla "gestione provvisoria" regolamentata dal secondo comma del citato decreto legislativo che, integralmente, si riporta: "2. Nel caso in cui il bilancio di esercizio non sia approvato entro il 31 dicembre e non sia stato autorizzato l'esercizio provvisorio, o il bilancio non sia stato approvato entro i termini previsti ai sensi del comma 3, è consentita esclusivamente una gestione provvisoria nei limiti dei corrispondenti stanziamenti di spesa dell'ultimo bilancio approvato per l'esercizio cui si riferisce la gestione provvisoria.

Nel corso della gestione provvisoria l'ente può assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente. Nel corso della gestione provvisoria l'ente può disporre pagamenti solo per l'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, per le spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in particolare, per le sole operazioni necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente". Non è difficile, a mio parere, comprendere che la "gestione provvisoria si ha in due casi: 1) Nel caso in cui il bilancio di esercizio (bilancio consuntivo approvato il 29/12/2015) non sia approvato entro il 31 dicembre e non sia stato autorizzato l'esercizio provvisorio (scaduto il 30/09/2015 e non rinnovato con decreto ministeriale) 2) Nel caso in cui il "bilancio di previsione 2016 non sia stato approvato entro i termini previsti dalla legge (31 dicembre dell'anno antecedente a quello cui il bilancio si riferisce) e "l'esercizio provvisorio" non sia stato autorizzato con decreto ministeriale.

In base alla normativa in precedenza descritta  il Comune di Messina, non avendo approvato il "bilancio di previsione 2015 entro il 30 settembre 2015, dal primo ottobre 2015 si è visto costretto a ricorrere alla "gestione provvisoria" che dovrà utilizzare sino a quando il consiglio comunale non avrà approvato il "bilancio di previsione 2015", non potendo beneficiare del decreto ministeriale che autorizza "l'esercizio provvisorio" solo ed esclusivamente per quegli enti locali che non hanno approvato il "bilancio di previsione 2016.  Lascia perplessi l’articolo 163,  che limiterebbe il ricorso alle "anticipazioni di tesoreria" solo ai Comuni che gestiscono in regime di "esercizio provvisorio". Infatti l'ultimo capoverso del terzo comma dell'articolo 163 così riporta: "Nel corso dell'esercizio provvisorio è consentito il ricorso all'anticipazione di tesoreria di cui all'articolo 222", mentre nulla dice quando tratta della "gestione provvisoria". Se così fosse le "anticipazioni di cassa" concesse dal tesoriere dal primo ottobre 2015 ad oggi ed a seguire sino alla data di approvazione del "bilancio di previsione 2016" non sarebbero consentite dalla legge con conseguenze, per gli amministratori, devastanti economicamente.

In conclusione si ritiene che l’Assessore Guido Signorino e con lui il Sindaco Renato Accorinti anche su questo importante argomento relativo all’Amministrazione di Messina debbano operare con responsabilità, competenza, chiarezza e trasparenza, da questo punto di vista ci si aspettava davvero di più … la Città merita di più!


Maurizio Rella


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