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domenica 20 dicembre 2015

COME ANDRA' A FINIRE? OPERAZIONE PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

Questa sera è andata in onda l'ultima puntata di Report‬ su Rai3 che tornerà ad aprile. Tra le varie inchieste di cui si è occupata la conduttrice Milena Gabanelli vi è quella inerente al Ponte sullo Stretto di Messina che riportiamo qui di seguito. 



Com'è andata a finire? "Operazione ponte" di Stefania Rimini - C’era una volta il ponte sospeso più lungo del mondo: un’illusione che ci è già costata 312 milioni e che rischiamo di pagare ancora più cara. Nel 2002 i manager della società Stretto di Messina ci avevano annunciato che la prima pietra sarebbe stata posata nel giro di 3 anni. Da allora ne è passata di acqua sotto il non-ponte e l’unica pietra che si intravede è il macigno delle penali che rischia di caderci tra capo e collo: oltre 800 milioni di indennizzo che pretendono i costruttori e i consulenti, rimasti a bocca asciutta. Ma cosa ha fatto il consorzio Eurolink, capeggiato da Salini-Impregilo, per meritarsi il risarcimento? E se davvero al contribuente toccherà sborsare quasi un miliardo per il nulla, di chi sarà la responsabilità? Intanto i Siciliani e i Calabresi stanno già pagando i costi reali della telenovela ponte-non ponte, perché con l’alibi del ponte che sarebbe arrivato e avrebbe risolto tutto, per anni non si è fatto più niente per migliorare le infrastrutture e soprattutto per affrontare il dramma che in queste zone è la madre di tanti guai: il dissesto idrogeologico. 

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per cominciare un cult: il ponte. Sembrava defunto, ma il premier Renzi lo ha riesumato. Quanto ci sta costando questo ponte? Torniamo brevemente indietro a 13 anni fa, quando l’opera sembrava ormai lì per lì, imminente. 

DA REPORT DEL 24/09/2002
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
C’era una volta il ponte sospeso più lungo del mondo.
ANTONINO CALARCO - PRESIDENTE ONORARIO STRETTO DI MESSINA SPA
La più straordinaria opera di ingegneria civile di tutti i tempi, seconda come impresa all'andata sulla Luna.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Dopo 20 anni di studi e ricerche la società Stretto di Messina ha partorito un progetto di massima di un certo peso. Ma c'è qualcuno che questo progetto se l'è letto tutto?
EZIO FACCIOLI - CONSULENTE PROGETTO PONTE SULLO STRETTO
Dubito. Non so. Mi sembra difficile.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Qualcuno che se ne era letto una buona parte l’avevamo trovato. Il professor Di Majo controllava i risultati degli studi in qualità di membro della Delegazione di Alta sorveglianza delle Ferrovie.
STEFANIA RIMINI
Cos'è che ha di strano questo disegno?
FRANCO DI MAJO - EX MEMBRO DELEGAZIONE ALTA SORVEGLIANZA FS
Le automobili a rovescio.
STEFANIA RIMINI
Ah! Le automobili a rovescio? Cioè è un errore del computer?
FRANCO DI MAJO - EX MEMBRO DELEGAZIONE ALTA SORVEGLIANZA FS
No, è un errore di impostazione dei programmi. Errore da poco, ma dimostra la mancanza completa di un controllo dei risultati.
STEFANIA RIMINI
Ne ha trovati degli altri?
FRANCO DI MAJO - EX MEMBRO DELEGAZIONE ALTA SORVEGLIANZA FS
Eh!
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Inoltre la società Stretto di Messina voleva costruire un ponte che aveva come maggiore utilità quella di far passare i treni, quando il traffico ferroviario tra Sicilia e Continente era in calo già da anni.
GIUSEPPE ZAMBERLETTI - PRESIDENTE STRETTO DI MESSINA SPA
In realtà, proprio il ponte può creare le condizioni per un reale aumento della domanda nella modalità ferroviaria.
STEFANIA RIMINI
Quando verrà posata la prima pietra del ponte?
PIETRO CIUCCI - AMMINISTRATORE DELEGATO STRETTO DI MESSINA SPA
La prima pietra del ponte, anche se forse non sarà materialmente una prima pietra, è prevista per l'inizio del 2005.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Nel 2005 eravamo ritornati sul posto e di pietre non si vedevano altro che queste. Il ponte era ancora allo stadio della gara d’appalto e l’affare da 4,4 miliardi se l’era aggiudicato una cordata di imprese a guida Impregilo, con la promessa di finire i lavori 8 mesi in anticipo e un maxi sconto di oltre mezzo miliardo.

DA REPORT DEL 6/11/2005
PIETRO CIUCCI - AMMINISTRATORE DELEGATO STRETTO DI MESSINA SPA
In ogni caso la società è più che garantita perché si è riservata in qualsiasi momento il diritto di risolvere il rapporto contrattuale.
STEFANIA RIMINI
Però se l'Impregilo impazzisce e dice invece di 3,9 vi costa 8, voi potete dire arrivederci?
PIETRO CIUCCI - AMMINISTRATORE DELEGATO STRETTO DI MESSINA SPA
Esattamente.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Siamo nel 2015 e arrivederci lo abbiamo detto noi alla società Ponte sullo Stretto a guida Ciucci perché è stata messa in liquidazione. E come si temeva le società che dieci anni fa hanno vinto l’appalto hanno aperto un mega contenzioso e chiedono 800 milioni per il disturbo. Ma per cosa? Che cosa hanno fatto? Stefania Rimini è tornata sullo Stretto.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La società Stretto di Messina in 34 anni ha speso 312 milioni delle nostre tasse per non mettere giù neanche una pietra o almeno un progetto esecutivo.
ALBERTO ZIPARO – URBANISTA
Era una favola la cosa del progetto esecutivo e dei lavori che dovevano cominciare, perché ci sono state più di 15 edizioni della progettazione del ponte…
STEFANIA RIMINI
Ogni volta gli cambiavano nome?
ALBERTO ZIPARO – URBANISTA
… da “larga massima” a “stretta massima”, “preliminare”, “preliminare definitivo”, “definitivo non finale” eccetera, ma non si è mai arrivati al progetto esecutivo.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il progetto esecutivo avrebbe dovuto ultimarlo il consorzio Eurolink capeggiato da Salini-Impregilo, che però non ha potuto neanche cominciare che il governo Monti ha decretato di chiudere baracca e burattini. E ora Eurolink pretende l’indennizzo.
DA 2NEXT DEL 29 SETTEMBRE 2015
PIETRO SALINI – AMMINISTRATORE DELEGATO SALINI IMPREGILO
Io penso che il ponte di Messina sia un’occasione incredibile per questo paese, non farlo costerà moltissimo.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Eurolink ci chiede oltre 700 milioni di risarcimento, più altri 90 che ci ha chiesto la Parsons consulente del progetto. Ma a che titolo? Cosa hanno realizzato?
PIETRO IDONE - RETE NO PONTE
Questo è l'imbocco di questa opera propedeutica al ponte, una galleria artificiale che ha spostato in pratica la ferrovia di pochi metri, circa 15-20 metri rispetto al binario originario, con un costo di circa 26 milioni di euro per quasi 1 chilometro. È la cosiddetta prima pietra; all’epoca Berlusconi indicò quest’opera come la prima pietra del ponte.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La “variante di Cannitello” sulla sponda calabrese era un progetto delle Ferrovie che nel 2009 gli viene tolto e viene dato da fare ai costruttori del ponte. Allora non è che adesso questo scatolone farà scattare centinaia di milioni di penali?
CARMELO BRIGUGLIO – AVVOCATO
Ma io non credo proprio. È inimmaginabile che una ripresa di un contratto a distanza di pochi anni dalla formalizzazione del primo possa determinare ipotesi di penali per 750 milioni di euro su un progetto che, ricordiamo, ci valeva circa 4 miliardi e 2. Cioè senza aver messo una pietra sull'altra… Cioè non riesco a immaginare a quale titolo si possano formare delle penali. Ci possono essere delle penali di carta.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La carta in questa storia si è stratificata nel tempo. Il capo della Stretto di Messina Pietro Ciucci ha dichiarato nel 2005 che non erano previste penali fino all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo. A quello stadio non ci sono mai arrivati, quindi non ci dovrebbe essere niente da pagare. Poi nel 2009, firmano quest’atto dove si prevedono penali del 5% anche in questa fase. E il conto sarebbe di 250 milioni. Oggi il consorzio Eurolink tra danni e costi ne chiede 964 sulla base di un ulteriore contratto stipulato nel 2011, mentre dall’altra parte la Stretto di Messina è disposta a riconoscergliene solo 8 e mezzo.
CARMELO BRIGUGLIO – AVVOCATO
Per cui o Eurolink chiede troppo o gli si è data occasione di chiedere troppo. Perché se è vero che da quell’atto nascono le responsabilità delle penali, c’è qualcuno che ha sbagliato in maniera eclatante.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Adesso siamo nelle mani del giudice. Ma anche nel caso in cui le penali non fossero dovute, ai costruttori fa sempre gioco dire che conviene far fare a loro il ponte piuttosto che coprirli d’oro per non costruirlo.
DA 2NEXT DEL 29 SETTEMBRE 2015
ANNALISA BRUCHI-CONDUTTRICE
Forse lo Stato dovrà pagare quasi un miliardo a fronte di un miliardo e mezzo che avrebbe dovuto pagare per la realizzazione.
PIETRO SALINI – AMMINISTRATORE DELEGATO SALINI-IMPREGILO 
Più o meno così. E in più, a fronte di circa 11 miliardi che è quello che sarebbe entrato allo Stato in termini di tasse, contributi, diminuzione di costi per cassa integrazione.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Come ci sono arrivati a questa stima non è dato sapere perché a Raidue dicono 11 miliardi, a noi dicono 10, ma non ci hanno fornito alcun dato per poter verificare l’analisi e non hanno accettato di farsi intervistare. Dopodiché, un miliardo e mezzo di contributo pubblico sarà anche poco, ma stiamo comunque parlando di soldi che non ci sono. Anzi, non ci sono mai stati.
ALBERTO ZIPARO – URBANISTA
Già quando era tornato Berlusconi non era credibile.
STEFANIA RIMINI
Cioè in realtà i soldi non c’erano neanche allora?
ALBERTO ZIPARO – URBANISTA
I soldi non li aveva messi, perché lui…. Prodi, il centro sinistra, tra il 2006-2008 aveva levato i soldi del Ponte e li aveva saggiamente messi in infrastrutture utili. Berlusconi li ritirò dicendo ”li rimetto sul Ponte”, ma non li rimise sul Ponte, li mise sull'Ici.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Quindi il finanziamento per il ponte è sempre stato un bluff. Intanto i dipendenti e i consulenti della Stretto di Messina ci dovrebbero ringraziare, perché li abbiamo mantenuti per 34 anni.
ALBERTO ZIPARO – URBANISTA
C'era la battuta tra i nostri colleghi: “aboliamo la laurea in ingegneria, architettura e urbanistica e instauriamo la laurea in progettista del Ponte sullo Stretto: lavora sempre, non finisce mai, è una cosa eterna”.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Cosa ci resta in mano alla fine? Un progetto definitivo che non ha ancora risolto tutti i nodi dell’impatto ambientale, che in questo caso non è solo il disturbo ai pesci e agli uccelli, ma è dove vai a mettere milioni di metri cubi di terra che hai scavato, in un territorio dove una strada provinciale si presenta così.
BEATRICE BARILLARO – GEOLOGA
Questa zona è sismicamente molto attiva, tettonicamente molto interessata da faglie e fratture di ogni dimensione lungo la costa e anche nell’entroterra. Questa zona qui che vediamo ovale, praticamente sono le fondazioni previste del pilone, la base, da qui doveva svettare su questo, doveva proprio svettare il pilone.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Torri che sono diventate sempre più alte nel progetto definitivo, fino a 399 metri. Perché la società Stretto di Messina, nonostante stesse finanziando progetti sul ponte da oltre 30 anni, sul più bello dice a Eurolink: tu quanto le faresti alte le torri? Dove le metteresti? Fammelo sapere. 
ANNA GIORDANO – WWF ITALIA
Come se fossero noccioline. Che poi tu non dici che cosa succederebbe di erosione costiera, di dilavamento dei suoli eccetera, però ti ritrovi dei costi. E chi li paga i costi? Noi, la società.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Pensiamo all’acqua per impastare il cemento. A Messina non hanno avuto neanche l’acqua da bere per tre settimane.
RENATO ACCORINTI – SINDACO DI MESSINA
Noi siamo collegati con una condotta di oltre 70 km, addirittura in provincia di Catania, parte, e una frana da un costone è arrivata su questa condotta e perciò bisognava mettere in sicurezza un’intera montagna, ed è successo questo.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il dissesto idrogeologico è un dramma da queste parti e sarebbe la cosa più urgente. Mentre i costi della telenovela “ponte o non ponte” già ricadono sui cittadini, anche senza aggiungere pure le penali.
RENATO ACCORINTI – SINDACO DI MESSINA
E allora il ponte, che è da 150 anni e anche di più che si parla di ponte, come una cosa da dire: state buoni che il ponte risolverà tutto. Allora non è possibile che c’è un’Italia che cammina con la velocità, da Roma a Milano con i treni in 2 ore e mezza e qua non ci sono le ferrovie che sono le peggiori d'Europa a binario unico, con il 30% non elettrificato che si va a gasolio.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Fatto sta che il partito di Alfano a settembre ottiene una mozione a favore di un ponte solo ferroviario. Peccato che poi i treni veloci in Sicilia non possono girare.
MICHELE BARRESI – SINDACALISTA OR.S.A.
Su 1400 chilometri circa di binari della rete ferroviaria siciliana solo il 20% è una rete a doppio binario. Tutto il resto è a binario unico.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ma anche per le merci il ponte sarebbe un bluff.
MICHELE BARRESI – SINDACALISTA OR.S.A.
In realtà i nuovi container su cui viaggiano le merci oggi hanno delle sagome che non sono neanche compatibili con le sagome delle gallerie che ci sono in Sicilia. Non riuscirebbero a passare in tante delle gallerie delle reti ferroviarie siciliane.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Nel frattempo il traffico dei treni sullo Stretto è crollato. Nel 2003 c'erano quattro navi che traghettavano, oggi ce ne sono due. C’erano 12 treni passeggeri, adesso sono soltanto cinque e solo uno va oltre Roma e impiega 22 ore per andare da Palermo a Milano. Mentre la stazione marittima di Messina è in queste condizioni.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E adesso se il giudice dovesse decidere che bisogna dare quel quasi miliardo a Eurolink e Salini Impregilo per il non ponte, di chi è la responsabilità? Del Governo Berlusconi che i soldi non ce li ha mai messi? Di Pietro Ciucci e Zamberletti per aver previsto ipotesi di penali che nel bando originale non c’erano? Sta di fatto che oggi Salini Impregilo usa la penale un po’ come arma di pressione , dice “non è che ci interessa tanto, a condizione che ci date da fare il ponte”… e se non sarà il ponte sarà qualcos’altro, ma questo lo aggiungiamo noi.


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