UNA MOSTRA SU CASTRO E IL CHE INAUGURA L'ISOLA CHE C'E': MUSICA, ARTE E STREET FOOD - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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UNA MOSTRA SU CASTRO E IL CHE INAUGURA L'ISOLA CHE C'E': MUSICA, ARTE E STREET FOOD

UNA MOSTRA SU CASTRO E IL CHE INAUGURA L'ISOLA CHE C'E': MUSICA, ARTE E STREET FOOD

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Dal 15 al 18 ottobre 2015 nel parco-giardino di Villa Castelnuovo a Palermo «L'Isola che C'è» il cui nome vuole alludere a una Sicilia operosa e creativa, che «c'è», appunto: quattro fitte giornate di appuntamenti che vanno dalla musica agli spettacoli circensi, dalle mostre di pittura e fotografia alla danza, con uno spazio dedicato al cibo di strada della tradizione siciliana.



Palermo ospiterà il primo grande happening di musica, arte e street food. Per 4 giorni, da giovedì 15 a domenica 18 ottobre, all'interno di Villa Castelnuovo, uno dei più suggestivi parchi della città, prenderà vita «L'Isola che C'è», con un cartellone di appuntamenti che vanno dalla musica al teatro, dalle mostre di pittura e fotografia alla danza, e con una ricca sezione dedicata al cibo di strada della tradizione siciliana, ma anche alimenti biologici e gluten free. Il festival, tra l’altro, mette insieme grandi e piccoli, perché all'interno della villa ci saranno anche spazi d’intrattenimento dedicati proprio ai bambini. Tra gli appuntamenti da citare le azioni acrobatiche, tra cielo e terra del «Cirque Carillon», che generano stupore, brivido e meraviglia. E poi i concerti di Edoardo Bennato, Dolcenera, Matthew Lee e Olen Cesari. Il teatro danza con «eVolution Dance» diretto da Anthony Heinl (giá Momix) e il Cirque Carillion. Ed ancora mostre di fotografia, pittura e scultura. E Vittorio Sgarbi che racconterà «I tesori della Sicilia». La kermesse è prodotta da Sandro Serradifalco «Effetto Arte». Direzione Artistica di David Guido Pietroni. 

Il visitatore verrà guidato lungo un percorso di suoni, colori e sapori: il «Viale dei colori e Il Tempio dell'Arte» (la Villa), ospiteranno importanti artisti contemporanei; la cosiddetta «Zona degli hangar» ospiterà tutto ciò che è musica, le esibizioni live, le proiezioni e gli incontri con musicisti, artisti, scrittori; l'area denominata «Mercanti in Fiera» ospiterà invece i maestri della ceramica e dell’artigianato; mentre la «Baia della Fantasia» sarà riservata all'intrattenimento dei bambini. Il percorso si concluderà nella «Baia dei Sapori», un’area dove si potranno gustare prelibatezze della cucina tradizionale siciliana, ma anche biologica, vegana e gluten free. E poi le interviste ai grandi della musica nazionale e internazionale realizzate da Red Ronnie che con una postazione live della «Roxy Bar Tv» farà interagire spettatori e musicisti. «Ora imperversano i talent show musicali – spiega Red Ronnie - che sono una sorta di karaoke. Io, con Roxy Bar, ho da sempre scelto di portare la musica, l’arte e la cultura dal vivo. Bisogna far conoscere la musica perché é il più grande tappeto di emozioni che abbiamo a disposizione».


In anteprima mondiale una mostra su «L’arte della rivoluzione cubana» frutto del collezionismo di Red Ronnie, giornalista, scrittore, conduttore televisivo, produttore discografico e ideatore del celebre programma «Roxy Bar», andato in onda negli anni Novanta su Videomusic. La storia della Revoluciòn cubana vista attraverso serigrafie, disegni e manifesti della propaganda del regime di Fidel Castro: quasi 60 anni di storia raccontati attraverso quello che è stato il principale strumento di comunicazione tra il regime e i cubani. E in mezzo il mito di Che Guevara, icona universale di tutte le rivoluzioni. Racconta questo ed altro la straordinaria mostra dal titolo «L'Isola del Che» che si è inaugurata oggi a Palermo, a Villa Castelnuovo, nell'ambito del festival «L'Isola che C'è». Una mostra con materiali inediti e una intervista, anch’essa inedita, di Red Ronnie a Aleida Guevara. Un’altra intervista esclusiva di oltre due ore è quella che Red Ronnie ha fatto al Lìder maximo Fidel Castro. In un passaggio Castro parla di John Lennon e rivela: «Ciò che lo rende grande, ai miei occhi, è il suo pensiero, le sue idee. Condivido completamente i suoi sogni. Anch'io sono un sognatore, che ha visto i suoi sogni tramutarsi in realtà. Basti pensare a Imagine». Parte di questo importante documento storico inedito, in cui Castro parla di rivoluzione, cultura e di musica in particolare, sarà proiettato all’interno della mostra.

Ronnie racconta come ha cominciato a raccogliere il materiale in mostra: «Sono approdato a Cuba la prima volta nel giugno 1995, per documentare il concerto che Jovanotti avrebbe fatto sulla scalinata dell’Università. Sono rimasto immediatamente affascinato da questa isola magica. Prima della televisione, la mia passione è stata da sempre la fotografia. Così ho chiesto agli organizzatori cubani di incontrare Alberto Korda, il fotografo che scattò la famosa foto di Che Guevara che vediamo riprodotta dovunque. L’ho intervistato a casa sua e sono rimasto folgorato dalla quantità di immagini con cui aveva documentato la storia della rivoluzione. Allora sono andato anche a casa di un altro importante fotografo, Raul Corrales. In entrambe le occasioni ho acquistato le loro foto, che mi sono fatto autografare. Lì è iniziata la mia collezione»

Ronnie è tornato a Cuba più volte: «La passione per la cultura mi ha spinto a incontrare e intervistare i più importanti pittori: Nelson Dominguez, Sosa Bravo, Mendive, Favelo, Zaida Del Rio, Ever Fonseca, Agustin Bejarano, Alicia Leal, Juan Moreira.  Sono stato a casa degli altri due fotografi della rivoluzione, Liborio Noval e Roberto Salas. Durante ogni viaggio filmavo anche 30 ore di reportage. Ma è stato quando sono entrato all’ICAIC, l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica, che sono stato letteralmente avvolto dalla magia della grafica. Le serigrafie originali di una miriade di film ricoprivano interamente le pareti della reception a pian terreno, persino il soffitto. Disegni meravigliosi, colori sgargianti, serigrafie eseguite a mano con una perizia unica. Ho acquistato i primi manifesti con curiosità, poi l’interesse è diventato quasi compulsivo e ha inglobato tutta la grafica cubana, anche quella politica».

É di David Guido Pietroni, produttore musicale e teatrale italiano nonchè direttore artistico del festival, da anni residente in Israele, l’intuizione - visto che proprio in queste settimane, con una decisione storica, Stati Uniti e Cuba hanno riallacciato le relazioni diplomatiche - di portare a Palermo questa straordinaria mostra che racconta l’arte della rivoluzione cubana, e cioè dall'8 gennaio del 1959, giorno in cui Fidel Castro e i barbudos entrarono trionfanti all'Avana, fino ai giorni nostri: «Una delle ragioni che mi legano a questa preziosa mostra di manifesti cubani è di carattere autobiografico, - spiega Pietroni - e riguarda la mia esperienza professionale di alcuni mesi a Cuba. E' li, precisamente nel 2000, all’Hotel Inglaterra dell'Avana, che grazie a Vittorio Sgarbi ho conosciuto Red Ronnie, giunto per portare nella terra della rumba e della salsa il messaggio del rock occidentale. Quella che i visitatori vedranno attraverso questa mostra unica al mondo che ci é stata messa a disposizione da Red Ronnie, é una Cuba mai vista prima d’ora, raccontata attraverso foto autentiche, manifesti e interviste video ai protagonisti della rivoluzione. Come quella, per esempio, esclusiva, ad Aleida Guevara, figlia di Ernesto, il Che».

Pietroni, con un curriculum in cui spiccano, tra le tante cose, due nomination Grammy Awards per «Rigoletto Story» (Sony Pictures). Dal 2006 Pietroni fa parte del «Tribeca Film Center», il centro di produzione voluto da Robert De Niro e Jane Rosenthal per supportare la New York Film community. Dal 2004 è membro votante della Recording Academy per il Grammy Awards. «L’epigrafe di Camillo Finocchiaro Aprile che capeggia all’ingresso del Teatro Massimo di Palermo, "L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita” - commenta Pietroni - fa percepire tutta la forza di quella Sicilia che ha scritto pagine indelebili della storia e della cultura italiana. Pensare ad un grande evento per questa terra, che mi ha dato le origini, é una delle esperienze più emozionanti che hanno attraversato la mia vita».

La mostra - visitabile dal 15 al 18 ottobre, il giovedì dalle 16,00 alle 23,00 con ingresso gratuito - è promossa dalla «EA Editore», da anni impegnata nel campo dell'arte con la «Biennale di Palermo» ed altre importanti iniziative internazionali. Sandro Serradifalco, critico d'arte, ne è l'animatore: «La vita, si sa, é spesso una questione di circostanze propizie. Lo é stata anche nel caso di questa mostra di “grafica da strada”, proveniente dalla cuba Comunista. Non ci fosse stata di mezzo l'isola di Fidel - spiega Serradifalco - probabilmente Pietroni non avrebbe scoperto in Red Ronnie una passione caraibica non troppo diversa dalla sua. Non fosse stato per una mia casuale visita negli studi del Roxy Bar, dove ebbi la possibilità di ammirare parte di questa collezione, unica nel suo genere, difficilmente mi sarei convinto del valore artistico di questa mostra. Insomma, non ci fosse stata la fatalidad, come direbbero a Cuba, questa mostra forse non sarebbe mai stata realizzata». E sul festival Sandro Serradifalco, spiega: «Ho sempre desiderato portare in scena nella mia città un sogno comune a pubblico e artisti; ritrovarsi in un clima di festa tra amici, dove scambiare idee, progetti e sensazioni lasciandosi trasportare dall’immaginazione e dalla musica. E’ questo il motivo che mi ha spinto a realizzare "L’isola che C’è"».

Il catalogo a cura di «EA Editore» ha una introduzione di Vittorio Sgarbi che così annota: «Nessun mezzo meglio della comunicazione murale, come forse sarebbe più corretto chiamarla, date le differenze fondamentali che la distinguono dalla grafica cartelera prodotta al di fuori dei confini cubani, è riuscito a rappresentare la Revolución di Castro e dei suoi compagni nel rispetto più coerente e convincente della sua originalità distintiva».



Inoltre, Vittorio Sgarbi sarà il protagonista, insieme al direttore del settimanale «Panorama», Giorgio Mulè, di una puntata speciale del «Roxy Bar» dedicata a «I tesori della Sicilia». Il critico d'arte, tra l'altro, avrà il compito di selezionare, tra gli artisti che esporranno al festival, quelli degni di nota, e le cui opere saranno esposte in una apposita mostra allestita nella Sala Rossa del Teatro Politeama di Palermo durante le giornate di «Panorama d’Italia», il tour di conferenze, dibattiti, mostre e degustazioni che il settimanale organizza in diverse città italiane per promuovere il patrimonio storico, artistico e architettonico e le eccellenze italiane nel campo dell'imprenditoria.

La sezione musicale è davvero ricca. Ci saranno, tra gli altri, Dolcenera, con un concerto unplugged, e Matthew Lee, «il pianista vintage - come ha scritto il «Corriere della Sera» - che unisce Elvis e Fellini». Ed ancora il danzatore, coreografo e regista di origini statunitensi Anthony Heinl (dal 2001 con i Momix) con lo spettacolare show «Electry City». E, sempre nella sezione musica, Olen Cesari con la International Clandestine Orchestra. La musica è ancora la protagonista, ma stavolta grazie a Vivienne Westwood, ed in particolare ai costumi di scena da lei realizzati per il «Rigoletto» di Giuseppe Verdi: 100 costumi saranno esposti in un hangar di Villa Castelnuovo, mentre su un mega schermo verrà proiettato «Rigoletto Story», versione video dell’opera prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini, David Guido Pietroni e Maurizio De Santis, primo dvd di opera lirica ad essere pubblicato in esclusiva in tutto il mondo da una major del cinema americano (Sony Pictures) e due nomination al Grammy Awards nelle categorie Best Sound Surround e Best Long Form Music Video. «L'Isola che C'è» riporta in città un grande cantautore, Edoardo Bennato, che con il suo concerto, in programma domenica 17 ottobre, chiuderà le 4 giornate di intensa programmazione. 

L'ingresso al festival è gratuito. Così come gratuiti sono tutti i concerti in programma. Per informazioni: www.isolafestival.com - www.isolartisti.com 

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