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DA FIORELLO ALLA CUCINOTTA APPELLI PER MESSINA SENZ'ACQUA. SUI SOCIAL MANDANO ACCORINTI IN TIBET

"Messina è senza acqua! Inaccettabile nel 2015! Si faccia qualcosa subito! Comune, Provincia, regione, governo. Soprattutto dimostriamo che i social servono a qualcosa. Domani la notizia deve essere su tutte le prime pagine dei giornali!!! fate girare a manetta .." E' l'appello su facebook dello showman siciliano Rosario Fiorello, nativo di Letojanni, sulla grave emergenza idrica che sta interessando la città dello Stretto da sei giorni.



Anche l'attrice e produttrice messinese Maria Grazia Cucinotta interviene sui social scrivendo: "Nel 2015 non si può lasciare un'intera città senz'acqua per così tanto tempo. Immagino anziani, bambini, persone diversamente abili in preda al panico nel trovare rubinetti vuoti. Una situazione insostenibile, intollerabile, gravissima che merita attenzione e impegno serio e tempestivo da parte delle Istituzioni a Roma e Palermo".

In seguito ad un guasto nella condotta di Fiumefreddo di Sicilia avvenuto a causa di una frana sabato scorso a Calatabiano (Catania) Messina è a secco da sei giorni e secondo le previsioni dei vertici dell'Amam, società che gestisce la rete idrica, resterà ancora senz'acqua per altri sei. Ieri infatti si sono verificati nuovi problemi con altri smottamenti vicino la condotta danneggiata che hanno fermato i tecnici perché è stata nuovamente ricoperta dal fango. Tra l'altro nei prossimi giorni le cattive previsioni meteo, con l'allerta nelle zone colpite dagli smottamenti, renderanno difficili gli interventi.

Il direttore dell'Amam, Luigi La Rosa, ha prospettato l'ipotesi di un by-pass tra l'acquedotto dell'Alcantara e quello di Fiumefreddo di Sicilia per risolvere l'emergenza e di rifornire da subito le tubature con l’ausilio delle navi-cisterna. Già dal primo mattino numerose persone si stanno rifornendo di acqua dalle uniche cisterne e fontane funzionanti in città. A Messina sono chiuse anche oggi scuole, Università ed uffici pubblici per evitare problemi igienico sanitari. Problemi soprattutto per disabili e anziani che si muovono con difficoltà. Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ha chiesto l'intervento dello Stato e la proclamazione dello stato di calamità naturale. 

In programma oggi un vertice in Prefettura dove si è tenuto un sit in lanciato su Facebook con l'evento "Dateci l'acqua" dove leggiamo: "Al di là del colori e delle proprie posizioni politiche, chiediamo che venga dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica di Messina, che il Governo nazionale intervenga immediatamente, che la Prefettura dia soluzioni immediate per ripristinare le condizioni di normalità a Messina"

Numerose le critiche da parte di diversi partiti nei confronti dell' amministrazione, dell'Amam e del governo nazionale. Salvo Versaci, segretario cittadino di Sicilia Futura, in un comunicato scrive: "La gravità della situazione igienica sanitaria venutasi a creare a Messina, a causa del guasto della condotta idrica che rifornisce la Città impone a tutto il Gruppo Dirigente di Sicilia Futura, la necessità di rivolgere un appello a Sua Ecc.za il Prefetto di Messina perché, al netto delle responsabilità presenti e passate, ed al fine di evitare ulteriori pregiudizi a tutta la cittadinanza - che oggi si pongono al limite del disastro - ma, soprattutto, che riverberano sulle fasce deboli, disponga, attraverso l'adozione di un provvedimento drastico, l'immediato intervento del Genio Militare sia per provvedere all'approvvigionamento idrico, anche attraverso l'invio di navi cisterna, ed alla relativa distribuzione e sia, stante le inefficienze mostrate fin'ora, provveda ad un intervento mirato perché venga riparata la condotta idrica che approvvigiona la Città di Messina. Nel contempo, si sollecita l'Amministrazione affinché si attivi, immediatamente, per ripristinare la condotta dell'Alcantara affinché Messina sia dotata di un "doppio binario" che possa prevenire simili disastri in futuro. Questo non è il tempo delle facili e demagogiche critiche che sarebbero fini a loro stesse; oggi, a nome di tutti i cittadini di Messina saremo quindi presenti alla riunione operativa indetta alle 10 in Prefettura per tutelare gli interessi della nostra comunità".

Tra l'altro, è di questi giorni la notizia che il sostituto procuratore Liliana Todaro ha contestato, all'attuale sindaco di Messina, Renato Accorinti e a due dirigenti comunali Antonio Cardia e Antono Amato, la possibile omissione di atti d'ufficio in relazione ai mancati lavori di risistemazione del tratto interessato successivamente alla frana lungo la strada del torrente Bordonaro.

Molti messinesi, esausti per questa carenza idrica, chiedono le dimissioni del sindaco di Messina, Renato Accorinti e del presidente dell'Amam, Leonardo Termini giudicati entrambi incapaci di affrontare una così delicata situazione che sta mettendo in ginocchio la città. Eppure, come osserva un cittadino messinese su Facebook, basterebbe "requisire la condotta dell'Alcantara gestita dalla Siciliacque, società partecipata regionale, che dissipa, disperdendola, l'acqua nel torrente Giampilieri" e conclude "Finiamola coi giochi di Palazzo!".

"Basta con l'improvvisazione. - scrive su Facebook un altro cittadino messinese - Basta con il rimpallo delle responsabilità. Questa città ha bisogno di essere amministrata, ha bisogno di risposte alle mille emergenze alle quali si aggiungono quelle meno prevedibili ma non per questo non risolvibili. Non sono solito speculare e non lo faccio neanche adesso, ma caro sindaco mettiti da parte non hai la minima idea di cosa significhi amministrare, basta così. Se non in Tibet, va in Africa con Celestino. Ma fa presto".

E Accorinti cosa fa? Non partecipa al vertice in Prefettura e scrive sulla sua pagina Facebook: "Acqua è vita! Acqua è diritto!" comunicando che parlerà di questa criticita su Agorà in onda su Rai Tre. E anche qui le reazioni dei messinesi si dividono, ma la maggior parte s'indigna e si sente presa in giro: "La città è in agonia e lui va in televisione. Fare il sindaco non è uno spot mediatico".



Antonella Di Pietro 





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