ANTONELLO DA MESSINA E LA CULTURA RINASCIMENTALE SICILIANA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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ANTONELLO DA MESSINA E LA CULTURA RINASCIMENTALE SICILIANA

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E’ stato un momento di grande rilevanza culturale e storico-artistica, il grande convegno internazionale per celebrare Antonello da Messina e la cultura del Rinascimento in Sicilia, coordinato dal prof. Salvatore Bottari, con cui il mondo scientifico ha approfondito molteplici temi sull’arte antonelliana e sulla storia e il ruolo del Rinascimento nella città dello Stretto e in Sicilia. 



L’evento “Antonello e la Cultura del Rinascimento in Sicilia” si è tenuto presso la sede dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti e presso l’Aula Magna dell’Università, con un’appendice al Monte di Pietà, dove è stato presentato da Gioacchino Barbera, Salvatore Bottari e Milena Romeo (dell’Associazione “Antonello”, che ha promosso la “Notte di Antonello” del 2014 e diverse manifestazioni culturali sull’identità cittadina tra cui la recente “Cento Sicilie”)  il volume “Around Antonello da Messina: Reintegrating Quattrocento Culture”, pubblicato a cura di Michael W. Kwakkelstein e Bette Talvacchia, dall’ Istituto Olandese di Storia dell’Arte di Firenze. Un testo, che raccoglie gli Atti del convegno antonelliano di Firenze, ricco di saggi, e riflessioni che aprono nuove frontiere sugli studi antonelliani e sulle influenze che il mondo artistico cittadino (la Ciambretta, il mosaico del Duomo, le icone bizantine) hanno avuto sul giovane Antonello.


Oltre una ventina di relatori - tra studiosi messinesi e siciliani e docenti di atenei italiani e stranieri - si sono confrontati sui temi legati al sommo pittore, in cinque sessioni tematiche:il ruolo della città, la Sicilia e il contesto mediterraneo, la cultura, la società (il 23); Antonello tra critica storica e nuove prospettive di ricerca, le arti figurative tra linguaggio gotico e tipologie rinascimentali (il 24). 

Gervase Rosser

“Antonello è un pittore davvero europeo, originale e brillante, che era figlio del suo tempo e fu pienamente legato al contesto sociale, culturale, religioso della fervida Messina dal respiro mediterraneo  e della Sicilia rinascimentale del’400. Non è possibile decontestualizzare la sua opera, come fece ai primi del Novecento il grande critico Longhi, che comunque lo inserì tra i tre grandi maestri dell’identità italiana insieme a Bellini e Piero della Francesca”. Con queste decise parole lo storico dell’arte Gervase Rosser, della prestigiosa Università di Oxford, ha messo in rilievo il ruolo determinante che la città dello Stretto, così mirabilmente ritratta nelle Crocifissioni, ha avuto per l’attività del sommo pittore.

Così  il coordinatore scientifico Salvatore Bottari, autore di un originale studio sul “caso Antonello” e il Rinascimento siciliano, spiega i caratteri peculiari della manifestazione: “Il convegno - che si avvale della partecipazione di qualificati relatori e della consulenza di un prestigioso comitato scientifico - si è proposto di affrontare la questione della diffusione della cultura rinascimentale in Sicilia nel contesto della più generale crescita demografica, socioeconomica e della cultura urbana. A lungo, infatti, la storiografia ha attribuito la formazione della maggiore personalità del rinascimento siciliano, il nostro pittore Antonello da Messina, soprattutto alle sue esperienze maturate a Napoli e a Venezia, non sempre valutando adeguatamente la qualità del tessuto sociale e culturale dell’isola con la relativa circolazione di saperi, idee, manufatti. Solo in tempi relativamente recenti si è giunti ad una più articolata e documentata rappresentazione della Sicilia all’alba dell’età moderna”, osserva Bottari, che ribadisce l’importanza dell’evento: "Attraverso un serrato confronto tra diverse competenze (storici, storici dell’arte, filologi, storici della scienza e delle istituzioni politiche) si è cercato di mostrare la portata dell’esperienza artistica e culturale siciliana tra XV e XVI secolo, identificandone tanto le peculiarità quanto i nessi con la contemporanea vicenda italiana ed europea”.

La manifestazione è stata promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina, ERSU Messina (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), Associazione culturale “Antonello da Messina” (Roma-Messina), ALuMnime (Associazione ex-allievi Studiorum Universitas Messanae), Società Messinese di Storia Patria, e gode del patrocinio di SISEM (Società Italiana per lo Studio dell’Età Moderna) e dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti. 


Sergio Di Giacomo


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