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venerdì 4 settembre 2015

SALINADOCFEST SOLIDALE COI MIGRANTI. PIERO PELU' RICEVE IL PREMIO CLANDESTINO

All'insegna della solidarietà il festival eoliano che dal 16 al 20 settembre animerà i giorni e le notti di Salina, la più verde delle isole, con proiezioni, anteprime, incontri, feste e concerti. 



Mercoledì 16 settembre si apre ufficialmente la IX edizione del SalinaDocFest, festival internazionale del documentario narrativo. La direttrice artistica Giovanna Taviani illustrerà il programma in conferenza stampa, lunedì 14 settembre, dalle ore 10:30 alle ore 13:30, nel Salone degli Specchi della Provincia, in collaborazione con Messina Film Commission.

Anche quest'anno Giovanna Taviani ha voluto individuare un tema di particolare rilevanza sociale, attorno al quale sviluppare l'evento: Conflitti e Periferie. L'idea stessa del SalinaDocFest nasce dall'esigenza di accendere le luci su un genere, il documentario, apparentemente marginale ('periferico') ma importantissimo per il racconto del nostro presente, e su un arcipelago meraviglioso che, spenti i clamori della stagione turistica, scompare in un limbo di sconcertante invisibilità.

"I fatti che oggi stanno sconvolgendo l’Europa e i paesi del Mediterraneo - dichiara la Taviani - ci hanno portato a puntare in quest'area i riflettori del documentario, il nostro 'defibrillatore sociale', come da tempo vogliamo definirlo. Una scelta contro quella 'globalizzazione dell’indifferenza' di cui ha spesso parlato anche Mario Jorge Bergoglio.”

Il SalinaDocFest 2015 ribadisce il suo impegno nello sviluppo di una “cultura dell’accoglienza” istituendo il Premio Mediterraneo.Doc, offerto da Il Gelso e Lady Wilmar e il Premio Clandestino SDF 2015, attribuito dal Comitato d’Onore del SalinaDocFest, costituito da Paolo e Vittorio Taviani, Romano Luperini, Bruno Torri, Carlo Antonio Vitti, e dal Consiglio Direttivo del Festival, a quegli artisti che con la loro musica e i loro testi hanno dimostrato un particolare impegno civile nei confronti degli ultimi e degli invisibili, raccontando storie di migrazioni, denunciando la discriminazione razziale, e cantando il valore necessario e irrinunciabile, ieri come oggi, della libertà.

Il 17 settembre il Premio Mediterraneo.Doc va a due registi che si sono distinti nel portare all’attenzione dei media nazionali e internazionali i drammi giornalieri del nostro mare e delle sue sponde più sfortunate: Gabriele Del Grande, per il film “Io sto con la sposa” di Gabriele del Grande, Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry (Ita, 98’ – 2014) con l’attrice palestinese Tanseem Fared (Omaggio scultura di Sergio Santa Marina – Le Papagajo – all’autore e alla protagonista) e Stefano Savona per il film “Sulla stessa barca” (Italia 2007 – 8’). Alla proiezione dei film seguirà un incontro con i protagonisti. La Festa Mediterranea/Dj set – al Portobello Lounge di Santa Marina di Salina – chiuderà la serata.

Il Comitato d’Onore del SalinaDocFest  il 18 settembre consegnerà il Premio Ravesi Dal Testo allo schermo ad Ascanio Celestini, per il romanzo tratto dalla pièce teatrale Pro Patria (Einaudi 2012), che regalerà al’isola un monologo inedito scritto apposta per il SalinaDocFest e intitolato, appunto, Conflitti e Periferie.  Per Sguardi di cinema, direttamente dalle Giornate degli Autori di Venezia, anteprima siciliana del nuovo film di Celestini "Viva la Sposa" (2015), con Alba Rohrwacher e Salvatore Striano, che sarà presentato a Piazza Santa Marina al termine della premiazione. Sempre il 18 settembre, al Cinema SDF di Malfa, il documentarista e giornalista greco Stelios Kouloglou presenterà in anteprima assoluta per l’Italia “The Godmother” (Grecia 2014), un corrosivo documentario dedicato a Angela Merkel e alla sua politica europea. Il regista incontrerà il pubblico intervistato dal giornalista di “Repubblica” Curzio Maltese

Domenica 20 settembre, si chiude al Faro di Lingua con la Prima edizione del SalinaDocFest Music Live, maratona musicale per il SDF di artisti di fama internazionale che si esibiranno in segno di solidarietà con i migranti del mondo, contribuendo alla realizzazione dell'Archivio del Documentario Italiano per le scuole, costituito da tutti i documentari del SDF che hanno come tema l’integrazione sociale e le storie degli ultimi. Ideato da Giovanna Taviani e realizzato a cura di Cosimo Damiano Damato, il Premio Clandestino SDF 2015 verrà consegnato nel corso della serata Salina Music Live agli artisti ospiti Lorenzo Fragola, Mario Incudine, Sara Jane Morris, Piero Pelù e Raf con le seguenti motivazioni:

  • A LORENZO FRAGOLA per l'interpretazione di Cosa sono le nuvole (Pasolini-Modugno), una poesia struggente che rivela un amore universale e ci invita a guardare al di là delle nuvole e a lottare per ciò che si ama, e di Good Riddance (The Green Day), un invito alla vita e a godere dei suoi satelliti. “...tutto il mio folle amore lo soffia il cielo.... il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro... ma il derubato che piange ruba qualcosa a se stesso. Perciò io vi dico, finché sorriderò tu non sarai perduta...”
  • A MARIO INCUDINE, sempre alla ricerca di quel nuovo esperanto che diviene dialogo ed incrocio fra popoli. Il linguaggio musicale è importante per quel recupero della cultura folk che fa rivivere la tradizione popolare. E' questa la sua forza, una musica fisica, che diviene abbraccio multiculturale che odora di fratellanza. Un'anima migrante che appartiene a quell'indispensabile e rivoluzionario riscatto sociale e culturale della Sicilia.
  • A SARAH J MORRIS per la sua interpretazione di Into my arms (Nick Cave), una canzone che si rivela una grande preghiera laica a favore degli ultimi del mondo. “... Io credo nell'amore. E anche tu, lo so. E credo che esista una qualche strada che si possa percorrere insieme e allora tenete accese le candele e fate che il suo viaggio sia luminoso e puro così da farla ritornare di nuovo e per sempre fra le mie braccia, Signore.”
  • A PIERO PELÙ per Fiorirà, una canzone-manifesto contro tutte le mafie: grande poesia civile di riscatto sociale e coraggio. “...Un silenzio apparente dietro le persiane di chi ascolta e chi parla e di chi se ne va, tutti i fiori tagliati nella tela del ragno sui monti e sulle coste fiorirà la gerbera e fare finta di niente fare finta che tutto può cambiare”
  • A RAF per Pioggia e Vento, una canzone che guarda verso il Mediterraneo e ci invita ad abbracciare i fratelli che fuggono dai conflitti. “Negli istanti e conflitti degli altri , siamo tutti in qualche modo coinvolti, non funziona per sempre, che senso ha il mondo diviso a metà nella notte di stelle cadenti? C'è una barca sola in mezzo al mare. Non lontano da qui il mondo sta bruciando e noi, assuefatti ormai, restiamo immobili, del tutto inermi, ma vale il sogno di vivere solo se siamo liberi, restiamo insieme perchè nessuno può fermarci, siamo pioggia e vento”.



Grande novità 2015 è la costituzione di una giuria allargata e de-localizzata che voterà online, composta da molti fra i più importanti critici e giornalisti cinematografici delle principali testate nazionali e siciliane. La decisione è nata per sottolineare l’importanza del documentario narrativo nel panorama del cinema europeo, e per stimolare con un’idea innovativa l’attenzione della critica nazionale verso un genere che, soprattutto in Italia – nonostante la grande attenzione dimostrata da molti – fatica a trovare spazio adeguato sulla grande stampa. Al centro del festival è il Concorso Internazionale DOC che avrà il patrocinio dell’Associazione Carta di Roma, fondata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) per promuovere un'informazione corretta sui temi dell'immigrazione.

La giuria assegnerà il Premio Tasca d’Almerita 2015 al miglior documentario in concorso. Mentre, come ogni anno, sarà il pubblico dell’isola a scegliere, votando dopo ogni proiezione, il film vincitore del Premio Signum 2015. Nove i film selezionati dalla direttrice Giovanna Taviani, con la consulenza di Federico Rossin (Cinéma du Réel) e Ludovica Fales (rappresentante italiana di EWA-European Women's Audiovisual Network) e la collaborazione di Sandro Nardi. Quattro anteprime assolute per l'Italia. Dieci paesi coinvolti: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Siria, Svezia e Usa.

  • A SYRIAN LOVE STORY di Sean McAllister (UK – 2015, 80’). Sean McAllister, il regista di The Liberace of Baghdad e The Reluctant Revolutionary, con la sua ironia ed empatia, ha la capacità unica di penetrare le vicende quotidiane dei protagonisti dei suoi film, seguendo l’asse contraddittorio delle loro storie private mentre incrociano la storia ufficiale. Lo fa questa volta con il ritratto intimo e coinvolgente dell’amore potente e travagliato tra Raghda e Amer, entrambi oppositori del regime di Bashar al-Assad, nel contesto tumultuoso della Siria contemporanea.
  • BRULE LA MER di Maki Berchache, Nathalie Nambot (Francia – 2014, 75’) anteprima italiana. Tra finzione e documentario, tra amore per la purezza della forma e vigoroso slancio militante, il film racconta, in frammenti e visioni, la storia della diaspora tunisina a seguito della prima primavera araba. Dal Maghreb a Milano, da Ventimiglia fino alle strade di Parigi, i giovani tunisini assaporano una libertà amara e scoprono con dolorosa consapevolezza che il loro mondo è cambiato per sempre.
  • CONCERNING VIOLENCE di Göran Olsson (Svezia, Finlandia, Danimarca, Usa – 2014, 85’). Attraverso una rilettura critica del classico anti-coloniale “I dannati della terra” di Frantz Fanon, Göran Hugo Olsson compone un potente racconto, scandito dalla voce della cantante e attivista Lauryn Hill, e con una prefazione della studiosa post-coloniale Gayatri Chakravorty Spivak: una riflessione in nove capitoli sulla dominazione imperialistica, sull’immaginario della liberazione africana, sull’avvenire dei rapporti fra occidente e terzo mondo.
  • I SOGNI DEL LAGO SALATO di Andrea Segre (Italia, 2015, 72’). Viaggiando tra Aktau e Astana, tra le steppe petrolifere a ridosso del Mar Caspio e l’iper-modernità della neo capitale del Kazakistan, il film si ferma ad ascoltare le vite e i sogni di vecchi contadini o pastori e di giovani donne le cui vite sono rivoluzionate dall’impatto delle multinazionali del petrolio nell’economia kazaka. I loro racconti dialogano a distanza con quella di uomini e donne italiane che cinquant’anni fa vissero simili emozioni e speranze.
  • KOSMOS di Ruben Desiere (Belgio, 2014 – 61’) anteprima italiana. Il film, ispirato al capolavoro del grande scrittore polacco Witold Gombrowicz, racconta, tra documentario e finzione, la storia di una famiglia Rom, quella di Kevin Mroč, alla disperata ricerca di senso e significato in un mondo caotico, e in un luogo votato alla scomparsa: il convento del Gesù a Bruxelles, per molto tempo l’unica dimora di almeno 250 persone, fra cui numerose famiglie Rom, ma anche artisti, attivisti e squatters di ogni genere.
  • MEMORIE – IN VIAGGIO VERSO AUSCHWITZ di Danilo Monte (Italia – 2014, 76’). Due fratelli sono protagonisti di un viaggio nella memoria attraverso l’Europa, nel tentativo di ricostruire un dialogo che ormai manca da anni. Un film autobiografico, terapeutico, personale. Raccontato attraverso un linguaggio scarno e minimale. Le immagini d’archivio, montate in ordine cronologico decrescente, aprono improvvise finestre sul passato e accompagnano i due protagonisti in un viaggio verso Auschwitz e dentro se stessi.
  • ROMEO E GIULIETTA di Massimo Coppola (Italia, 2014). Nel film si racconta il tentativo di mettere in scena Romeo e Giulietta in un luogo molto particolare. I protagonisti, infatti, sono Nino e Mary, due ragazzi di sedici anni che vivono a Roma, nel campo nomadi di Tor de Cenci. E appartengono davvero a due famiglie nemiche che vogliono impedirgli di recitare insieme.
  • SILVERED WATER, Syria Self-Portrait di Ossama Mohammed, Wiam Simav Bedirxan (Francia, Siria – 2014, 92’). Un film che cattura e non lascia andare, un film unico che, con la forza espressiva del suo crudo realismo e la potenza della sua poetica . La domanda sulla possibilità stessa del documentare costituisce l’arteria pulsante e viva del racconto. Bedirxan, un’insegnante di scuola elementare a Homs, contatta in rete il regista Mohammed, chiedendogli di guidarla nel suo tentativo di filmare ciò che accade nella città devastata. Lo spazio estraniante della rete, nella quale il dialogo intimo tra i due prende vita a poco a poco, diviene il luogo precario e transitorio di una testimonianza possibile.
  • THOSE WHO FEEL THE FIRE BURNING di Morgan Knibbe (Olanda – 2014, 74’) anteprima italiana. Una piccola barca piena di rifugiati è diretta verso l’Europa. Il mare è in tempesta, l’imbarcazione si impenna. “Mamma, non voglio andare in Europa” dice una bambina a sua madre. Improvvisamente un uomo anziano cade in acqua. Invano cerca di afferrare le mani di chi cerca di salvarlo. Da quel momento in poi, l’annegato vede la realtà da un’altra dimensione, conducendoci in un viaggio poetico e appassionante. Il film diviene così, sul confine stravolto tra finzione e non-finzione, la revêrie di una figura spettrale, che corre lungo il confine europeo meridionale e si sofferma sulle storie delle molte persone disilluse, che sembrano condividere con lui un limbo, l’attesa di una liberazione sul limite di un presunto paradiso.
Lo scorso maggio il programma del SalinaDocFest 2015 è stato presentato in anteprima all’Expo di Milano all’interno del Cluster Bio Mediterraneo gestito e coordinato dalla Regione Siciliana. Il festival ha scelto questo prestigioso palcoscenico internazionale, che si è aperto proprio con un focus sulle isole siciliane, per evidenziare il suo profondo legame con il territorio e ribadire la centralità del Mediterraneo nella sua ispirazione originaria. Un intento consolidato nel corso degli anni, grazie alla collaborazione di “SalinaIsolaVerde” (Associazione Ristoratori e Albergatori di Salina), del “Consorzio Malvasie delle Lipari” e a “Slow Food Eolie”. In questo scenario è nata la proposta del Malvasia Contest 2.0,  un concorso dedicato ai cortometraggi e offerto dal Consorzio Malvasia delle Lipari. L’iniziativa è rivolta a tutti i videomaker delle isole minori italiane: 69 perle naturali incastonate fra acqua e cielo, lungo le coste e i laghi del nostro paese. “Isolani sì, Isolati no! – Raccontare il Mediterraneo”, è il titolo del bando a sottolineare come la condizione di insularità debba essere finalmente vissuta, nel nostro tempo, come un privilegio e non come una disgrazia. Un appello per la difesa di un territorio di immenso valore, e per la tutela dei diritti degli uomini e delle donne che lo abitano.

Per sostenere ufficialmente il festival e diventare Associati Sostenitori del SalinaDocFest IX Edizione 2015 basta attivare la SDF Card inviando una mail a segreteria@salinadocfest.it indicando nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, telefono e e-mail. La carta è strettamente personale, nominativa e verrà attivata con un piccolo contributo di 10€ da corrispondere al momento del ritiro della vostra card sull'isola presso gli Info Point. Potrete usufruire di sconti pari al 20% su alberghi, ristoranti, auto-noleggio e tantissimi altri esercizi commerciali selezionati, durante tutta la settimana dal 16 al 20 settembre 2015.



A.D.P.


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