EVELINA SANTANGELO PRESENTA IL SUO LIBRO "NON VA SEMPRE COSI"

Evelina Santangelo, scrittrice palermitana di grande valore nazionale verrà a Messina, alla Marina del Nettuno, per presentare il suo libro "Non va sempre così - La storia ribelle di chi non batte in ritirata" (Einaudi Editore). 



All'incontro con l'autrice - organizzato dalla Libreria Bonanzinga e Marina di Nettuno - di giovedì 9 luglio, ore 19, interverranno Daniela Bonanzinga, Giuseppe Campione e Gugliemo Pispisa.

Evelina Santangelo è nata a Palermo nel 1965. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L'occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012) e Non va sempre così (2015). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori, Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi, Stile libero), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori) e Deandreide (Rizzoli Bur). Per Einaudi ha tradotto Firmino di Sam Savage e ha curato l'edizione di Terra matta di Vincenzo Rabito. Il suo sito è www.evelinasantangelo.it.


«Allora perché non le diciamo queste cose ai nostri figli, non infiliamo le lune nei pozzi quando siamo ancora in tempo, invece di ridurli alla ragionevolezza più mortificante?»

Un'insegnante che ha perso tutto, in un Paese che ha smarrito se stesso, nel preciso istante in cui tocca il fondo s'imbatte in un'invenzione bizzarra, che pare impossibile da realizzare. Un progetto concreto, non un sogno, che la travolge con il suo potere contagioso. Ed è come una ruota che prende a girare, impazzita e viva.

Al centro di questo libro c'è una donna che ha perso tutto. Che ha visto sfarinare le cose in cui credeva: il matrimonio, il precarissimo ruolo d'insegnante, la fiducia negli ideali dei suoi vent'anni rabbiosi. Il suo è il tempo della «caduta delle cose»: persino gli oggetti di casa, estenuati, hanno cominciato a rompersi uno dopo l'altro come in preda a un'epidemia che non risparmia niente e nessuno. 

Solo tra le mura di casa del padre, tutto è rimasto congelato agli anni del boom economico, contro ogni evidenza: per lui l'Italia è ancora quel Paese lanciato verso il futuro, con le sue autostrade che annullano le distanze, le sue automobili per tutti, la sua televisione capace di disegnare i confini di un mondo e pure di allargarli. E poi c'è Matilde, che nella sua adolescenza si muove invece in una zona sospesa tra la madre e il nonno, divisa tra frustrazione e desiderio, entrambi infiniti. 

Tre generazioni che si guardano, specchiandosi o prendendo le distanze, in un intreccio inestricabile di illusioni, delusioni, sogni, idee del mondo, rancori e aspettative. Finché non irrompe nelle loro vite un progetto eccentrico, improbabile, un'invenzione a cui nessuno è disposto a credere, ma che potrebbe rivoluzionare la vita di molti. Un'invenzione che è un oggetto, concretissimo, ma prima ancora un'idea, una miscela miracolosa di calcolo e immaginazione, di passioni, visioni, competenze tecniche e saperi capaci di trasformarsi in una speranza fondata, misurabile e concreta. «Un'altra cosa, in un mondo che è un'altra cosa».


A.D.P.










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