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martedì 16 giugno 2015

ELIANA CAMAIONI PREMIATA PER IL TESTO TEATRALE “CAFFE’ MACCHIATO”

Dopo il successo riscosso con il romanzo “L'amoretiepido”, edito da Pungitopo, la messinese Eliana Camaioni si misura, vincendo, con la scrittura per il palcoscenico. 



La sua narrazione “Caffè macchiato” ha conquistato il primo posto nella sezione Testo Teatrale del “Premio Letterario Osservatorio", concorso nazionale per testi editi ed inediti, organizzato dal Teatro Osservatorio di Bari e patrocinato da Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Bari, Università degli studi di Bari, FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) e Fedac (Federazione delle associazioni culturali di Bari e provincia). Cinque le sezioni di concorso, per ognuna delle quali i cinque finalisti sono saliti sul palco e hanno assistito in diretta all'apertura della busta e alla proclamazione del vincitore, durante la manifestazione che è stata presentata da Lorena Pasotti coadiuvata da Marina Stancarone e Tiziana Basili.


La cerimonia di premiazione al Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari, per l’occasione aperto al pubblico, ha riservato alla scrittrice messinese anche l’emozionantissima esperienza di vedere il proprio testo messo in scena dagli artisti del Teatro Osservatorio.  

“Quello di ‘Caffè macchiato’ – ha spiegato Camaioni dal palco – è stato in assoluto il mio primo tentativo di scrivere qualcosa di adatto al teatro, e non è stato facile. Mi ha mosso la passione per la magia del palcoscenico, quel luogo unico in cui non solo tutto può accadere, ma tutto effettivamente accade, e al quale mi avvicino da qualche tempo non solo per mio straordinario diletto ma anche come critico”

Storia di una sorta di surreale, ma possibile, de-colonialismo, e di un nobile diventato produttore di caffè per passione civica, “Caffè macchiato”, ambientato in un piccolo bar di paese in Sicilia, racconta lo “scontro di civiltà” tra gli uomini delle multinazionali e del franchising e gli antichi valori della qualità e della convivialità, in filigrana, mai accennato ma sempre immanente, lo scenario delle nuove migrazioni di questo XXI secolo. 

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