DA TAORMINA A SIRACUSA LE TRAGEDIE GRECHE DI ESCHILO, EURIPIDE E SENECA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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DA TAORMINA A SIRACUSA LE TRAGEDIE GRECHE DI ESCHILO, EURIPIDE E SENECA

DA TAORMINA A SIRACUSA LE TRAGEDIE GRECHE DI ESCHILO, EURIPIDE E SENECA

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Tre incontri "guida" per entrare nello spettacolo il 7, l'11 e e il 15 giugno, sempre alle ore 18:30, nella splendida terrazza dell'Hotel Isabella di Taormina, davanti all’incomparabile vista del Teatro Antico e della Baia di Naxos all'orizzonte.



Immerso nel cuore della città di Taormina, l’Hotel Isabella, è un piccolo albergo di charme proprio sul Corso Umberto, la via più chic e alla moda, a pochi passi dal Teatro Greco Romano e dai siti storici e archeologici più importanti della città. La sua storia risale al 1964 quando era conosciuto come la “Casa del Corso” di proprietà della famiglia Bambara. Nel 1980 divenne ufficialmente uno degli alberghi del Gais Hotels Group e dopo un'importante ristrutturazione nel 1990, è diventato la certezza di un sicuro ed ricercato approdo in ogni momento.

E proprio la Gais Hotels Group, in collaborazione con Libreventi Taormina, per il 51° Ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa presentato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico - INDA, ha organizzato degli incontri con la prof.ssa Maria Vittoria Cantarella Amat di San Filippo, docente di Latino e Greco, che proporrà tre lectiones-guida su "La trama ed il Testo", "Il Contesto del Mito" e "Il Messaggio dell'Autore" relative a:
  • "Le Supplici" di Eschilo - domenica 7 giugno, h.18:30.
  • "Ifigenia in Aulide" di Euripide - giovedì 11 giugno, h.18:30.
  • "Medea" di Seneca - lunedì 15 giugno, h.18:30.

L'indomani di ogni lectio all'Hotel Isabella verrà organizzata la trasferta a Siracusa per assistere, al Teatro Greco, alla relativa tragedia greca.

"Le Supplici" di Eschilo fu rappresentata per la prima volta al Teatro di Dioniso in Atene, probabilmente nel 463 a.C.

Danao ed Egitto, figli di Belo, re d’Egitto,entrano in conflitto. Il primo è padre di cinquanta figlie e il secondo di cinquanta maschi che vogliono prendere per spose le figlie di Danao. Sia Danao che le figlie rifiutano il matrimonio e fuggono su una nave che li porta ad Argo, patria della loro progenitrice Io. I Pelasgi che occupano l’Argolide accettano di dare asilo ai fuggitivi e respingono un tentativo degli Egizi, sopraggiunti a loro volta, di impadronirsi delle cugine. Nelle tragedie successive che completavano la trilogia, e di cui ci sono arrivati pochissimi frammenti, Danao era costretto a cedere e le nozze si celebravano; ma la stessa notte ognuna delle figlie di Danao, su ordine del padre, sgozza il proprio marito. Una sola delle Danaidi, Ipermestra, risparmia il suo sposo, Linceo. Dall’unione tra Ipermestra e Linceo discende la dinastia dei re di Argo e da quel giorno i Pelasgi diventano i Danai. Le Supplici di Eschilo facevano parte di una trilogia composta da Supplici, Figli di Egitto e Danaidi, seguita da un dramma satiresco Amirnone.

CAST

Traduzione Guido Paduano
Adattamento scenico in siciliano e greco moderno
Moni Ovadia, Mario Incudine, Pippo Kaballà
Regia Moni Ovadia
Regista collaboratore Mario Incudine
Scene Gianni Carluccio
Costumi Elisa Savi
Musiche Mario Incudine
Movimenti coreografici Dario La Ferla
Assistente scenografo Sebastiana Di Gesù
Assistente musicale Antonio Vasta
Ingegnere del suono Ferdinando Di Marco
Progetto audio Vincenzo Quadarella
Progetto luci Elvio Amaniera
Costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
Responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella
Direttore di scena Vincenzo Campailla, Ilario Grieco
Fotografi di scena Gianni Luigi Carnera, Maria Pia Ballarino

PERSONAGGI E INTERPRETI: (o.a.)

Cantastorie Mario Incudine
Danao Angelo Tosto
Prima Corifea Donatella Finocchiaro
Corifee Rita Abela, Sara Aprile, Giada Lorusso,
Elena Polic Greco, Alessandra Salamida
Pelasgo Moni Ovadia
Araldo degli Egizi Marco Guerzoni
Voce egizia Faisal Taher
Musicisti Antonio Vasta(fisarmonica-zampogna )
Antonio Putzu (fiati), Manfredi Tumminello (chitarra-bouzouki)
Giorgio Rizzo (percussioni)

Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione scuola di teatro”Giusto Monaco”:
Danaidi Delfina Balistreri,Federica Cavallaro,Aurora Cimino,Carla Cintolo,
Cinzia Coniglione,Eleonora De Luca,Alice Fusaro,Desiree Giarratana,
Clara Ingargiola,Laura Ingiulla, Virginia La Tella, Maddalena Serratore,
Nadia Spicuglia, Sabrina Sproviero,Arianna Vinci,Claudia Zappia
Donne del popolo Alessia Ancona,Cristina Coniglio, Giulia Goro, Giulia Navarra
Uomini del popolo Alfonso Maria Biuso, Andrea Cannata, Michele Cervello,
Corrado Drago,Gabriele Formato, Gianni Luca Giuga, ,Marcello Gravina,
Elvio La Pira,Marcello Manzella,Vincenzo Paterna,Paolo PIntabona,
Bruno Prestigio,Francesco Torre
Armigeri- EgiziAntonio Bandiera, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta,
Matteo Francomano,Domenico Macrì,Vladimir Randazzo
Costumi Laboratorio di sartoria Fondazione Inda Onlus
Scenografie Laboratorio di scenografia Fondazione Inda Onlus

"Ifigenia in Aulide" di Euripide fu rappresentata per la prima volta in Macedonia tra il 407 e il 404 a.C. e poi, postuma,  al teatro di Dioniso di Atene nel 403 a.C. a cura del figlio del poeta, Euripide il Giovane.

La flotta greca sta per salpare dal porto di Aulide, sotto il comando di Agamennone, per vendicare l’affronto di Paride, il rapitore della bellissima Elena, moglie di Menelao. All’inizio della tragedia il re racconta a un vecchio servo che la dea Artemide, adirata con i Greci, blocca la flotta con una bonaccia e che l’indovino Calcante ha annunciato che per placare la collera della dea è necessario sacrificare Ifigenia, figlia di Agamennone. Agamennone ha mandato una lettera per fare giungere la figlia in Aulide con in pretesto di darla in sposa ad Achille, ma poi si è pentito e vorrebbe che il vecchio portasse un messaggio segreto alla sua famiglia dicendo di tornare indietro.  La lettera però viene intercettata da Menelao e a ciò segue un violento alterco tra lui e Agamennone, interrotto da un messaggero che annuncia l’arrivo di Ifigenia in compagnia della madre Clitemnestra.  Agamennone non ha il coraggio di rivelare alle due donne la terribile verità,  ma Clitemnestra la scopre casualmente attraverso le parole di Achille.  Anche Achille, nel vedere che il suo nome era stato usato per un atto tanto infame, s’infuria e proclama di voler difendere la ragazza.  Scoperto l’inganno, Clitemnestra affronta il marito biasimandolo aspramente,  mentre Ifigenia chiede pietà con parole toccanti. Agamennone però è irremovibile: il sacrificio si dovrà fare per ragion di stato.  Anche Achille, tornato dall’accampamento ,  conferma  la terribile notizia: ha tentato di parlare in favore della ragazza, ma la sua voce è stata soffocata dalle grida dell’assemblea e lui stesso ha corso il rischio di essere linciato.  Tuttavia, promette di imbracciare le armi per difendere Ifigenia.   Nel vedere l’importanza che la spedizione ricopre per i greci e per evitare uno spargimento di sangue tra l’esercito , Ifigenia cambia improvvisamente atteggiamento e offre volontariamente la propria vita, calmando la madre e respingendo l’aiuto di Achille. Così si avvia al sacrificio con coraggio, lasciando la madre sprofondata nella sua disperazione. Poco dopo arriva un messaggero che riferisce il miracolo: proprio quando il sacrificio stava per compiersi, Artemide ha salvato Ifigenia facendola sparire e mettendo una cerva al suo posto sull’altare. ll vento torna a spirare, la flotta può finalmente salpare verso Troia. Clitemnestra sospetta che il racconto del messaggero sia un sotterfugio per placare il suo dolore, mentre Agamennone parte per la guerra pieno di speranze.

CAST

Traduzione Giulio Guidorizzi
Regia Federico Tiezzi
Scene Pier Paolo Bisleri
Costumi Giovanna Buzzi
Assistente costumista Ambra Schumacher
Musiche Francesca Della Monica, Ernani Maletta
Consulenza musicale Sandro Lombardi
Regista assistente Giovanni Scandella
Assistente alla regia Stefano Puglisi
Progetto luci Gianni Pollini
Progetto audio Vincenzo Quadarella
Costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
Responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella
Direttore di scena Marco Albertano
Fotografo di scena Franca Centaro

PERSONAGGI E INTERPRETI: (o.a.)
Agamennone Sebastiano Lo Monaco
Vecchio Gianni Salvo
Corifee Francesca Ciocchetti, Deborah Zuin
Menelao Francesco Colella
Clitemnestra Elena Ghiaurov
Ifigenia Lucia Lavia
Achille Raffaele Esposito
Araldo Turi Moricca
Musicista  Giorgio Rizzo
Oreste bambino

Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione Scuola di Teatro ”Giusto Monaco”:
Coro donne Alice Canzonieri,Martina Cassenti,Federica Cavallaro,Aurora Cimino,
Eleonora De Luca, Valentina Elia ,Roberta Giordano,Deborah Iannotta,
Clara Ingargiola,Laura Ingiulla,Virginia La Tella,Anita Martorana,
Maddalena Serratore,Cinzia Coniglione,Sabrina Sproviero,Giulia Valentini,
Arianna Vinci,Rossella Zagami,Claudia Zappia
Coro uomini Gianluca Ariemma,Valerio Aulicino,Dario Battaglia,
Alessandro Burzotta,Nicasio Ruggero Catanese,
Dario Fini,Marcello Gravina,Ivan Graziano,Riccardo Masi,Vincenzo Paterna,
Vladimir Randazzo,Sebastiano Tinè
Costumi Laboratorio di sartoria Fondazione Inda Onlus
Scenografie Laboratorio di scenografia Fondazione Inda Onlus

"Medea" di Seneca

Ripudiata da Giàsone, cui aveva consentito la conquista del vello d’oro grazie alle sue arti magiche e ai suoi crimini, Medea medita un’atroce vendetta ai danni dell’eroe che l’ha abbandonata per contrarre nuove nozze con Creùsa, figlia di Creonte, re di Corinto. Dopo aver eliminato con la magia sia la rivale sia il re, Medea mette in atto l’intento di punire il traditore Giàsone uccidendo i figli avuti da lui. Al padre annichilito dal dolore l’eroina, fuggendo su un carro alato, lascia l’amara consapevolezza che non vi sono dèi negli alti spazi del cielo, ove al loro posto si colloca l’entità infera della madre che toglie la vita alla sua prole. Nel riscrivere questo mito atroce e notissimo Seneca si misurò certamente con la tradizione teatrale latina, per noi perduta, all’interno della quale doveva occupare un posto di rilievo la Medea di Ovidio. Rispetto al celebre modello euripideo le innovazioni sono di notevole rilevanza: sin dall’inizio dell’azione la protagonista è preda di un furor incoercibile che la spinge alla sovversione di ogni ordine, fisico ed etico; l’antagonista Giàsone è spinto dalla pietas per i figli a ripudiare la terribile compagna ed è reso debole dalla consapevolezza delle proprie colpe, la più grave delle quali è l’aver sfidato il mare con la prima nave violando le leggi della natura per acquisire il vello d’oro, simbolo e garanzia del regnum; nel compiere il misfatto estremo Medea si pone in gara con i delitti realizzati da virgo e postula l’esigenza che il suo nemico sia al contempo vittima e spectator, sì da confermare con il proprio strazio l’esito felice della performance.

CAST

Traduzione Giusto Picone
Adattamento teatrale Paolo Magelli
Regia Paolo Magelli
Scena e costumi Ezio Toffolutti
Musiche Arturo Annecchino
Regista assistente Luca Cortina
Assistente alla regia Franca Maria De Monti
Collaborazione scenica Mark Boldin
Progetto audio Vincenzo Quadarella
Progetto luci Elvio Amaniera
Costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
Collaborazione Sartoria Alessia Ancona
Responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella
Direttore di scena Mattia Fontana
Fotografo di scena Maurizio Zivillica

PERSONAGGI E INTERPRETI: (o.a.)

Medea Valentina Banci
Giàsone Filippo Dini
Creonte Daniele Griggio
Nutrice Francesca Benedetti
Messaggero Diego Florio
Corifee Elisabetta Arosio,Simonetta Cartia, Giulia Diomede,Lucia Fossi,
Clara Galante,Ilaria Genatiempo,Carmelinda Gentile,
Viola Graziosi,Doriana La Fauci
Corifei Enzo Curcurù,Lorenzo Falletti,Diego Florio,
Sergio Mancinelli,Francesco Mirabella
Bambini Francesco Bertrand, Gabriele Briante

Costumi Laboratorio di sartoria Fondazione Inda Onlus
Scenografie Laboratorio di scenografia Fondazione Inda Onlus.




1 commento:

  1. Nel mito e nella descrizione formidabile delle tre storie, la grande dimensione classicheggiante di altrettanti scrittori,filosofi, saggi di Ellas. Ohimè ! non ho toccato gli studi classici, pertanto non potendo seguire la metrica ed il lessico del greco antico, sfuma tanto ogni considerazione. Tuttavia dalle performance di c.s., tantissimo si può apprendere , educando, indirizzando i complessi linguaggi e le mimiche ad ordini superiori di dinamiche etiche ed estetiche. Dentro il pensiero filosofico e coerente ,tanta didassi e metodologia pur teatrale ,in ogni pausa batte sul petto una miriade di riflessioni...-Bellissimo cartellone in quel gemellaggio fortemente '' siciliano''. Roberto Lo Presti .

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