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giovedì 7 maggio 2015

GRANATA: "IL CLUSTER BIO ALL'EXPO E' UN GHETTO". CROCETTA "DANNO D'IMMAGINE ALLA SICILIA"

"Stop ai prestiti. All’Expo le opere d’arte siciliane sono esposte in modo vergognoso. E il Cluster Biomediterraneo è un autentico ghetto". Lo dichiara il coordinatore nazionale di Green Italia, Fabio Granata. E il Presidente della Regione Sicilia valuta se chiedere un risarcimento per danno d'immagine.



Come avevamo preannunciato, la celebre "Vucciria" del Maestro Renato Guttuso è volata da Palermo a Milano dove resterà all'Expo per sei mesi ma, secondo il parlamentare siciliano Fabio Granata, l'opera d'arte si troverebbe esposta "in modo vergognoso in una specie di discoteca di borgata" insieme agli Acrolidi di Morgantina e al quadro "Il sorriso" di Antonello da Messina che sono "dispersi nella calca e sottratti al loro contesto".

Inoltre, il Cluster Biomediterraneo dedicato alla Sicilia è, per il coordinatore nazionale di Green Italia, "un autentico ghetto". “Tutto questo - continua Granata - è purtroppo uno scempio coerente con lo stato attuale delle nostre politiche culturali. Adesso basta: questi incompetenti guidati dal Governatore Crocetta vadano a casa, con la loro pletora di consulenti e saltimbanchi, perché la misura è colma".

Peraltro, l'On. Fabio Granata, precedentemente assessore regionale ai Beni Culturali, aveva già dimostrato la sua contrarietà, lo scorso gennaio, al trasferimento sia delle opere d'arte siciliane e degli Acroliti di Morgantina all'Expo di Milano, sia degli Argenti al Metropolitan Museum di New York. “Continua la ‘svendita’ della nostra identità culturale: il Patrimonio culturale siciliano non si tocca e non va utilizzato per spot propagandistici o mostre all’estero”. Aveva affermato in quella occasione Granata tuonando contro "questo governo di dilettanti allo sbaraglio non trova di meglio da fare che prestare tasselli fondamentali del nostro Patrimonio che, fuori dalla contestualizzazione e dalla forza evocativa di un viaggio in Sicilia, ha la stessa valenza di una buona brochure ma sottopone il patrimonio a rischi enormi e depaupera i nostri piccoli e grandi Musei da opere inestimabili”.

Chi non si oppone, invece, al trasferimento delle opere d'arte è il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che anzi afferma: "La Sicilia partecipa con un proprio padiglione, lodato da tante persone. Anche perché noi abbiamo portato le opere d'arte. Abbiamo un sacco di visitatori e le aziende sono contente".

Inoltre, il Governatore aggiunge che “la Sicilia partecipa ad Expo con il proprio padiglione, partito in anticipo rispetto altre regioni e apprezzato da molti visitatori. Non è vero poi che i padiglioni siano chiusi, così come non è vero che non si fanno attività e sia tutto fermo.” Crocetta afferma che "questo cluster è partito e avviato mentre altri ancora no, e gli organizzatori dicono di volere risolvere il tutto nel giro di pochi giorni. Adesso possiamo dire che finalmente lo spazio è coperto ma ancora mancano una serie di interventi che vanno dalle indicazioni segnaletiche alla sistemazione dei cavi elettrici per il palco comune e dell'impianto wifi. Non stiamo provvedendo noi - spiega - perché secondo i protocolli possono farle solo loro e le imprese accreditate ad Expo”.

E sul Cluster Biomediterraneo sottolinea che "la vicenda è completamente diversa: la Regione Sicilia ha partecipato ad un bando ed ha in mano la rete organizzativa che coinvolge diversi paesi. Lo spazio è stato consegnato dagli organizzatori di Expo il 30 aprile, senza copertura per proteggerci dall’acqua piovana, senza segnaletiche e senza impianto wi fi e altro. Queste disfunzioni organizzative sono sufficienti per creare un danno d'immagine alla Sicilia?" chiede Crocetta che aggiunge “Non vorrei essere costretto ad  intentare cause civili per danno d'immagine alla Sicilia per tre cretinate che non sono state fatte. Manco nelle sagre di paese succede quello che è successo a Expo!".

Mentre sul responsabile unico del Cluster Biomediterraneo, Dario Cartabellotta, il Governatore della Sicilia dice: “Mi rendo conto che è difficile recuperare l’immagine di Cartabellotta che pulisce con la scopa dentro il cluster chiudendolo, perché nella società dei media le immagini hanno una forza imponente, che possono essere coperte solo da altre immagini”. Crocetta sottolinea che il comitato di controllo "non ha, fino a prova contraria, un intento censorio nei confronti di Cartabellotta. Non credo che sia un atto di lesa maestà. Certo, - aggiunge - l'ex assessore Reale ha fatto questo contratto in maniera incontrollata, un contratto non condiviso dalla giunta. E questo è molto strano, visto che secondo me si tratta di un atto gestionale. La gestione amministrativa attiene ai burocrati mentre gli aspetti politici sono di competenza degli assessori".

"La gestione del Cluster - interviene Cartabellotta - è frutto di una convenzione tra Expo e Regione Siciliana. Era prevista anche la fase di controllo e di supporto, che è ciò che il presidente della Regione ha previsto adesso. Tutta la gestione del sito è responsabilità di Expo. È arrivata la risposta dal commissario. Ci hanno comunicato che nelle prossime ore verranno risolti i problemi". 

Mentre l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca afferma: "Io non ho nessun problema nei confronti di Cartabellotta. A me interessa solo che la Sicilia all'Expo riparta alla grande. Io sono certo che il Cluster sarà bellissimo. Vi posso dire che non sarà sprecato un euro dei soldi pubblici. Io all'idea di sagra preferisco fare passare l'immagine di una Sicilia al centro del Mediterraneo".

"Forse però, - chiosa Crocetta - invece di accettare il padiglione il 30 aprile da Expo avremmo dovuto restituirglielo. Probabilmente è mancata la comunicazione da parte nostra e c'è stata qualche ingenuità organizzativa. Per questo farò una direttiva. Credo sia normale, nel momento in cui scoppia un caso del genere, che la presidenza della Regione debba intervenire con un comitato di controllo. Credo che Expo abbia i maggiori torti, ma per amore di verità dobbiamo anche controllare. Se abbiamo delle responsabilità anche noi vedremo. Certo che c'è un danno emergente e se c'è una colpa grave di Expo, vedremo. In tal senso valuterò se avviare un'azione civile di risarcimento perchè l'immagine della Sicilia è stata danneggiata. Intanto noi non abbiamo nessuna intenzione di sospendere - conclude Crocetta - La prossima settimana si aprirà col percorso arabo-normanno. E si andrà avanti ogni giorno". 




Antonella Di Pietro




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