ENZO IACCHETTI NELLO SPETTACOLO OMAGGIO A GIORGIO GABER - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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ENZO IACCHETTI NELLO SPETTACOLO OMAGGIO A GIORGIO GABER

ENZO IACCHETTI NELLO SPETTACOLO OMAGGIO A GIORGIO GABER

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A 12 anni di distanza dalla scomparsa di Giorgio Gaber, Enzo Iacchetti rende omaggio al grande artista con due ore di musica e intrattenimento al Teatro Vittorio Emanuele di Messina.



Tre le date della tappa messinese per “Chiedo scusa al Signor Gaber” che continua a strappare applausi in tutti i teatri in cui è andato in scena. Il 23, 24 e 26 aprile Enzo Iacchetti sarà sul palco del Teatro di Messina accompagnato al pianoforte dal Maestro Marcello Franzoso, dai coristi della Witz Orchestra triestina e dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta, per l'occasione, dal Maestro Valter Sivilotti.

Il titolo dello spettacolo evidenzia sia l’estremo rispetto con cui Iacchetti si è avvicinato alla discografia di Gaber, “un filosofo del ‘900” come l’ha definito, sia una reale ammissione di colpa per aver “osato” manipolare alcuni brani storici di Gaber che rivivono in questo spettacolo riscritti e arricchiti da inserti musicali di varie provenienze, dai cori alpini a Jovanotti fino a Zucchero. 

La scelta di Iacchetti è stata quella di un’esecuzione non tradizionale, che è stata molto apprezzata dai numerosi estimatori del grande cantautore milanese. Lo stesso Gaber d’altronde ha sempre rappresentato una figura di avanguardia nel panorama culturale italiano. Tra i brani più famosi “Torpedo blu”, “Il Riccardo”, “Com’è bella la città”, “Barbera e champagne”, “L’orgia”, “Trani a gogò”, “La ballata del Cerruti”, “Benzina e cerini”, “Porta Romana”, “Ma pensa te”, tutti eseguiti dal vivo.

“Ho voluto dedicare questo spettacolo a Giorgio Gaber, un grande artista, un maestro e un amico” – dice Enzo Iacchetti – “E’ un grande onore per me unire il suo ricordo a un gesto concreto a sostegno del lavoro di migliaia di ricercatori del nostro Paese, impegnati a rendere il cancro sempre pià curabile, con l’aiuto di AIRC e di tutti i suoi sostenitori, tra cui mi annovero anch’io a pieno titolo.”


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