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giovedì 9 aprile 2015

DAL TEATRO AL CINEMA L'AMLETO DI NINNI BRUSCHETTA

L'11 e il 12 aprile al Teatro "Mandanici" di Barcellona Pozzo di Gotto andrà in scena l'Amleto per la regia di Ninni Bruschetta. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro "Vittorio Emanuele" di Messina, sarà anche un film. 



Quasi la metà degli attori di "Amleto di William Shakespeare" fanno parte di un lungo lavoro che Ninni Bruschetta e lo stesso Angelo Campolo - giovane attore già rodato come protagonista da Luca Ronconi ai tempi della sua formazione presso la scuola del Piccolo di Milano e da Vetrano e Randisi, nel loro più recente Pirandello (Trovarsi) - hanno condotto da molti anni nella loro Messina. Un sodalizio nato da un’affinità professionale e da un modo comune d'intendere il teatro che è la cifra di questo spettacolo.

"Incontrare Angelo - dice Ninni Bruschetta - è stata la prima intuizione. Come in un bellissimo libro di Brook (Lo spazio vuoto), 'incontrare' l’attore, con tutto ciò che può esserci di casuale in ciò, e riconoscere in lui il possibile interprete è la prima motivazione per un regista che si approccia a un testo di Shakespeare".

Tutti i lavori di Bruschetta hanno connotato fortemente la sua poetica registica, avvicinando sempre più il nesso fra palcoscenico e società civile nel rapporto intimo fra l’uomo e il potere. Un percorso che lo ha portato a cimentarsi nuovamente con un lavoro shakespeariano, "Amleto", nella traduzione del prof. Alessandro Serpieri, con il quale, dal 1983 al 1989, ha organizzato, sotto la sua Direzione Scientifica, i convegni sull'opera di William Shakespeare per Taormina Arte.


"Lo spettacolo è fedele al testo di Shakespeare - dice ancora Ninni Bruschetta - nella misura in cui la fedeltà prevede un margine di tradimento. Tradire un testo significa anche tramandarlo e nel caso del teatro renderlo leggibile a un pubblico moderno. La prima, ma forse anche l’unica ragione di questa messa in scena - precisa il regista - è il rispetto, mi permetto di dire, quasi integrale del testo che restituisce una storia straordinaria di cui è praticamente impossibile perdere anche un solo dettaglio. Una storia che nasconde (o forse svela) una lettura dichiaratamente metateatrale e fa da supporto ad un’ulteriore riflessione di carattere archetipico, come dice lo stesso Serpieri a proposito della fatidica 'domanda': essere o non essere".

Questo Amleto è, quindi, fedele anche dal punto di vista tecnico, ovvero il teatro nel teatro o metateatro. Un artificio teatrale spesso utilizzato per inscenare una breve rappresentazione all'interno di un dramma, con gli attori di quest'ultima che si rivolgono, oltre al pubblico in platea, anche ad un fittizio pubblico, interpretato da alcuni degli attori della compagnia, che prende posto sul palcoscenico. In alcuni casi questa modalità narrativa ha talvolta assunto il carattere di svelamento dell'artificio illusorio dell'evento teatrale o dello spazio teatrale da parte di chi agisce la scena nei confronti degli spettatori, rendendo palese l'intero impianto fittizio dell'azione scenica, talvolta allo scopo di mostrare l'illusorietà, non solo della rappresentazione, ma anche della realtà tangibile dagli spettatori. Nella pratica, il teatro nel teatro può rappresentarsi come un evento teatrale che si svolge sul palcoscenico, all'interno del dramma rappresentato, e che gli spettatori avvertono come un'azione degli attori intenti nella rappresentazione di un dramma. Esempi celebri sono, appunto, la seconda scena del terzo atto dell'Amleto di Shakespeare, nel quale degli attori propongono uno spettacolo, consigliati da Amleto, sulla falsariga dell'omicidio perpetrato da Claudio ai danni di Amleto padre. La tecnica metateatrale è usata da Shakespeare anche nella commedia "La bisbetica domata".

Ma Ninni Bruschetta intende andare oltre e, dal teatro nel teatro sfocia nel film. Un progetto ambizioso pensato dal regista messinese che, dal suo "Amleto", intende realizzare un film per dare due diversi punti di vista alla sua rappresentazione teatrale. E così, le prove dello spettacolo sono riprese dalle telecamere pronte a fermare ogni attimo, a seguire ogni scena, ogni movimento, riprese su più livelli per accompagnare la sua costruzione. Ogni giorno più di cinque ore di girato, anche in location diverse, dal palco alla sala danza del Teatro "Vittorio Emanuele" di Messina, e poi al palco del Teatro “Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto, dove lo spettacolo debutterà il prossimo 11 aprile. Un progetto cinematografico particolarissimo, che prenderà forma sotto la direzione di Ninni Bruschetta e il montaggio di Aniello Grieco. Completano il cast tecnico: Giovanni Ragone, direttore della fotografia; Esmeralda Da Ru, segretaria di edizione; Giampaolo Catanzaro, fonico; Fabio Schifilliti, data manager.

Prove di Amleto

Sul palco, oltre a Angelo Campolo (Amleto) tanti attori  bravissimi raccontati da Ninni Bruschetta nelle sue note di regia: "Il Polonio di Antonio Alveario, attore tragico e grottesco, per dieci anni nella compagnia di Leo De Berardinis, la Gertrude di Maria Sole Mansutti e il Claudio di Emmanuele Aita, scelti durante un provino-laboratorio in cui hanno portato un’interpretazione sorprendente e, a mio parere, innovativa di due personaggi difficili e controversi, il Fantasma di Giovanni Boncoddo, già attore del mio Giulio Cesare (1998), vittima di un incidente che lo ha restituito alla vita dopo avergli fatto scontare due mesi di coma e molti anni di riabilitazione, il Becchino di Maurizio Puglisi, attore (Cassio nel Giulio Cesare sopra citato) e produttore, attualmente presidente del nostro teatro che “vuole” rimanere in scena rinunziando al compenso, l’Ofelia di Celeste Gugliandolo, celebre per le sue doti canore ma altrettanto sensibile attrice, e gli altri giovani, tutti provenienti da un importante fermento locale, preparati anche al lavoro sul verso e sulla parola, che ricoprono i ruoli più piccoli esercitando l’artifizio del raddoppio o personaggi altrettanto complessi e corposi come Orazio (Francesco Natoli), Valtemand-Fortebraccio (Alessandro Lui), Laerte (Ivan Bertolami)". Altri attori: Simone Corso (Marcello), Dario Delfino (Rosencranzt), Diego Delfino (Guildestern), Fabrizia Salibra (attrice regina), Luca D’Arrigo (1° attore prete), Stefano Cutrupi (Bernardo), Michele Falica (Francisco – Osric),  Riccardo Morganti.

Costumi di Cinzia Preitano. Scenografie di Mariella Bellantoni. Musiche di Tony Canto eseguite dal vivo dallo stesso autore e da Gianluca Sanzariello. Direttore di Scena Nunzio Laganà. Assistente alla regia Valentina Guglielmi. Scenotecnico Santino Ruggeri. Sartoria Santi Macchia. Fonico Piero Privitera. Elettricista Damiano Privitera. Macchinista Pierino Botto. Macchinisti costruttori Gianclaudio Attanasio e Nino Mangano. Addestramento militare Pippo Polizzi.

"Mi auguro che questo spettacolo - conclude Ninni Bruschetta - sia in grado di rappresentare Amleto di William Shakespeare, un compito gravoso, ma anche il progetto di un teatro che è appena risorto da un passato pigro e sonnolento, a tratti drammatico e non dal punto di vista teatrale. Credo fortemente in questa scelta, perché credo nelle scelte culturali e non commerciali, le scelte vere, le urgenze di cui l’intelletto ha bisogno e nel valore sociale del nostro lavoro che ha 'il fine… di reggere, per così dire, lo specchio alla natura, di mostrare alla virtù il suo vero volto, al vizio la sua vera immagine, e all’età stessa e al corpo dell’epoca la sua forma come in un calco'."


Nella locandina, un omaggio a Donato Pupetto Castellaneta autore del dipinto “Amleto” (collezione privata di Edoardo Siravo)

Ninni Bruschetta, classe 1962, è un noto attore, sceneggiatore e regista teatrale italiano. Al cinema ha interpretazioni in film come "La vita che vorrei" di Giuseppe Piccioni; "Il giudice ragazzino" di Alessandro Di Robilant,; "L'uomo in più" di Paolo Sorrentino; "Mio fratello è figlio unico" di Daniele Luchetti; "I cento passi" di Marco Tullio Giordana e "Perduto Amor" di Franco Battiato. Mentre in televisione ha recitato nelle fiction: "Paolo Borsellino" di Gianluca Maria Tavarelli; "Il generale Dalla Chiesa" di Giorgio Capitani e "Aldo Moro - Il presidente". Dal 2007 interpreta il personaggio di Duccio Patanè, un direttore della fotografia cocainomane, per il telefilm "Boris" (prima, seconda e terza stagione) trasmesso dalla tv satellitare Fox, nonché in "Boris - Il film". Dal 2008 al 2009 interpreta in "Squadra Antimafia" il ruolo di Alfiere, poliziotto valoroso che morirà nella seconda serie. Nel 2010 interpreta il Commissario Cavaterra, un ruolo di rilievo nella fiction Rai "Lo scandalo della Banca Romana" a fianco di Beppe Fiorello e Vincent Perez. Inoltre è apparso in episodi di alcune fiction molto popolari quali "Don Matteo" e "Distretto di Polizia". Nel 2011 interpreta Salvatore Lobascio, vicepreside del Liceo Caravaggio nella serie Tv Rai "Fuoriclasse".

Nel 1983 Bruschetta fonda una sua compagnia teatrale, la "Nutrimenti Terrestri" e si dedica principalmente a soggetti di valenza sociale. Tra le sue regie: "I Carabinieri" di Beniamino Joppolo (1993); "Giulio Cesare" di William Shakespeare con Giampiero Cicciò nel ruolo di Marco Giunio Bruto (1998); "Corruzione al Palazzo di giustizia" di Ugo Betti (1999); "Antonio e Cleopatra" di William Shakespeare (2001); "Medea" di Franz Grillparzer con Anna Maria Guarnieri (2001); "L'istruttoria - atti del processo in morte di Giuseppe Fava" di Claudio Fava con Donatella Finocchiaro (2006); "L'ufficio di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre" (gli autori della serie tv Boris) con protagonisti Maurizio Marchetti, Antonio Alveario e Giampiero Cicciò (2012).

Ninni Bruschetta è stato, dal 1996 al 1999, direttore artistico del Teatro Vittorio Emanuele di Messina e, dal 2012 al 2014 del Teatro di Pace del Mela. Dal luglio 2014 è ritornato ad esserlo dell'E.A.R. per la sezione Prosa. Il Teatro di Messina sta creando una continuità di lavoro con gli artisti con cui collabora, al fine di proporsi come punto di riferimento, raccogliendo sempre esperienze diverse, ma profonde. La produzione nasce così da un laboratorio permanente, sempre aperto al pubblico, in cui l’esperienza dei professionisti contribuisce, nel corso della formazione dello spettacolo, alla didattica e allo scambio professionale con gli attori più giovani.

Nel 2010, Ninni Bruschetta ha pubblicato il suo terzo libro "Sul mestiere dell’attore" (Editore Bompiani), con una prefazione di Franco Battiato, dove l'autore ci offre le sue riflessioni ben documentate su quello che è il ruolo dell'interprete rispetto al testo e rispetto al contesto in cui esercita il mestiere. Il saggio diventa così una sorta di messale del regista, parafrasando il linguaggio liturgico che si cela dietro l'atto teatrale, scritto da chi si è sporcato le mani con la polvere del palcoscenico, quella medesima polvere - diceva Eduardo De Filippo - che una volta che respiri non dimentichi più. Quasi come una polvere magica e come magica è la parola dell'officiante, che nel trasporre i significati ai segni crea un mondo, dà vita a personaggi, sostiene le stelle sotto cui dorme un popolo e una nazione.


Antonella Di Pietro

Dopo il fatidico “essere o non essere”, ovvero dopo la cosiddetta domanda “archetipica”, la domanda delle domande, Amleto dirà:
“…se sia più nobile per la mente sopportare i sassi e le frecce dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, finirli.”
Quindi se Shakespeare fosse nato e cresciuto nel mondo moderno, forse Amleto sarebbe stato un western!
Amleto non è soltanto il cuore dell’opera shakespeariana e forse di tutta la letteratura teatrale, ma è anche e soprattutto, direi, una storia avvincente, un’avventura audace, un glaciale percorso di vendetta. Ma dietro questa storia, dentro questo racconto, c’è anche un viaggio: un figlio che ritorna al padre, un uomo alla ricerca della propria origine. Essere o non essere, appunto. Questa è la domanda.
Messina 21 11 2014                                                                                                                             Ninni Bruschetta





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