LUXURIA A "PUNTO FRANCO" SULLA SENTENZA DI CAMBIO SESSO STATO CIVILE A MESSINA - MAGAZINE PAUSA CAFFE'

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LUXURIA A "PUNTO FRANCO"  SULLA SENTENZA DI CAMBIO SESSO STATO CIVILE A MESSINA

LUXURIA A "PUNTO FRANCO" SULLA SENTENZA DI CAMBIO SESSO STATO CIVILE A MESSINA

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Questa sera a “Punto Franco”, il programma condotto dalla giornalista Gisella Cicciò dalle 20.45 su Rtp, si parlerà della sentenza, prima in Italia, del Tribunale di Messina, di cambio sesso solo anagrafico, e di omofobia con l'ex parlamentare Vladimir Luxuria, da sempre impegnata nella battaglie per i diritti a una diversa identità di genere, che interverrà telefonicamente. 



Una sentenza storica quella del Tribunale di Messina che ha riconosciuto, lo scorso novembre,  il passaggio da un sesso all’altro a prescindere dall’intervento chirurgico riconoscendo, quindi, il diritto a una diversa identità di genere che spesso "prescinde temporaneamente o definitivamente dalla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari"

E' accaduto a S.D. 21 anni, che adesso, nella sua carta d'identità, accanto a sesso trova scritto: femminile. Naturalmente anche il suo nome è cambiato all'anagrafe ma non il suo sesso biologico. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che parte dalla Sicilia, la terra dei "terroni" come viene definita da "certi" movimenti politici e che, invece, ha dimostrato una grande apertura mentale di fronte a un tema delicatissimo qual'è quello dell'omofobia. Tanto è vero che ieri, sempre in Sicilia è nato il Registro delle Unioni Civili, approvato con un disegno di legge all'Ars, che permette alle coppie di fatto, sia etero sia omosessuali, di registrarsi presso l'Assessorato Regionale alla Famiglia. 

Non tutti quelli che si "sentono" donne in un corpo da uomo, e viceversa, intendono sottoposti ad un intervento risolutivo per arrivare al passaggio finale che sancisce anche fisicamente la loro identità sessuale. C'è anche chi, pur accettando quel corpo, non accetta di chiamarsi Mario mentre, nel suo Io profondo, sa di essere Cristina. Ma non per questo vuole perdere qualcosa del suo essere, intervenendo con un'operazione chirurgica spesso dolorisissima e accompagnata da altrettanto pesanti cure ormonali. Non tutti hanno la tempra di poterli affrontare e, forse, nemmeno le disponibilità economiche. E allora perchè non permettere di "rinnovare" i propri documenti a chi vuole solo essere considerato davanti al mondo per quello che è realmente? Sono scelte personali, opinabili o meno, ma non criticabili perchè spesso il processo di accettazione di se' avviene con molti dissidi interiori e un grande disagio. E dare la possibilità ad un essere umano di essere considerato tale al di là del suo sesso è già un grande passo avanti in una società che si definisce veramente civile. 


Antonella Di Pietro



“L'omofobia è una forma di apartheid. Com'è possibile lottare contro il razzismo e non contro l'omofobia?” Desmond  Tutu 



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