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venerdì 13 febbraio 2015

BENVENUTI IN SICILIA... L'ISOLA CHE NON C'E' PER TRENITALIA!

Il Museo del Fango aderisce alla mobilitazione di domani, sabato 14 febbraio a Messina, in difesa dei trasporti marittimi dello Stretto e contro la decisione di Trenitalia di sopprimere i collegamenti su rotaie con la Sicilia.



Ormai è deciso: da giugno 2015 per Trenitalia (il Gruppo Ferrovie dello Stato italiane) il collegamento tra l’Italia e la Sicilia è stato e non sarà più. La continuità territoriale dello Stato in quella parte di Stato sarà dismessa in barba al diritto dei cittadini siciliani alla mobilità.

C’è da chiedersi di quale Stato siano la ferrovia le cosiddette FS. Dove comincia e dove finisce questo Stato? Certo il confine nell’ultimo secolo si è spostato, non finisce più ad Eboli. Oggi, almeno a sud, finisce a Reggio Calabria. Oltre c’è il nulla. La Sicilia, il popolo siciliano non esistono. Al limite dell’anacronismo geografico, tangenti all’inutilità sociale e ininflluenti, quando non economicamente onerosi, i siciliani sono stati messi alla porta, non servono nemmeno come clienti di una società smandrappata che fornisce servizi al limite dell’indecenza come le ferrovie dello Stato italiano. Per questa società (dello Stato – come recita il suo logo) i viaggiatori siciliani sono un peso morto, un onere di cui liberarsi. I leghisti con i loro “tombini di ghisa” proliferano in barba alle velleità europeiste. 

Strano paese quello in cui a nord si combatte contro i cittadini per imporre loro l’alta velocità e a sud si calpestato i sudditi negando loro anche il doppio binario di un trasporto su rotaie balbettanti (perché in tre quarti della Sicilia – è bene ricordarlo – c’è ancora il binario unico!). Ecco, forse Siciliani e Piemontesi non vivono nello stesso paese. Pare che qualcuno, riga alla mano, abbia tracciato una linea sulla carta geografica di quella che un tempo era l’Italia, proprio in prossimità di Messina: e dopo giugno 2015 qualcuno starà di qua e qualcun altro starà di là.

Benvenuti al sud. Benvenuti nella terra di nessuno, dove i diritti sono come i petali di una margherita marcia, non servono nemmeno a concimare la speranza.

Benvenuti nell’Isola che non c’è, almeno per le Ferrovie dello Stato. E quindi anche per lo Stato (italiano).

Qualcuno avverta il Presidente della Repubblica - di questa Repubblica - caso mai avesse in mente di farsi una vacanza nella terra in cui è nato. Magari non glielo hanno ancora detto a Sergio Mattarella che vogliono cancellargli la terra sotto i piedi.


Michele Cannaò , Direttore Artistico Museo del Fango


1 commento:

  1. Sono 155 anni che la Sicilia non è Sicilia, ne mai è stata Italia, ma solo bacino di risorse, mercato da sfruttare e sacca di valide risorse umane da esportare. Il ferry boat è solo l'ultima trovata.

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